
Jacob Grimm, invece, era convinto che sia la Befana sia la Perchta fossero originarie da figure, magari analoghe, pre-cristiane, magari associate ai riti di fine e inizio anno, e quindi per questo associate dai Cristiani con l'Epifania.
Se andiamo a vedere l'etimologia della parola befana, in effetti troviamo una derivazione che potrebbe avvalorare l'idea di Grimm. La parola, infatti, potrebbe essere derivata da bastrina, che indica i doni portati dalla dea romana Strina o Strenia, associata alle festività dei Saturnalia, che coincidono proprio con le nostre feste natalizie. Le strenne o strine, di cui ho accennato nella recensione di Topolino #3657, deriverebbero proprio da queste tradizioni.
D'altra parte Strenia era anche la dea del nuovo anno, e dunque ecco l'associazione con l'Epifania e la sua trasformazione in Befana non appena l'inizio del calendario è stato portato a gennaio (c'è stato, infatti, un tempo in cui l'anno iniziava, forse con un po' più di logica, a marzo).
E' forse una stria un po' frammentaria con molte incertezze, ma sta di fatto che al di là delle sue origini ha regalato e continua a regalare ai bambini di tutte le generazioni gli ultimi dolci delle festività natalizie, cosa che quando ancora il consumismo non era così imperante, aveva un significato simbolico molto forte, ben caratterizzato dal detto:
La Befana [o l'Epifania, dipendeva da chi lo recitava] tutte le feste si porta via.
Immagine d'apertura generata con Gemini
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