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sabato 10 gennaio 2026

Flash: Il fulmine colpisce due volte

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Dopo i ritorni di Hal Jordan in Green Lantern: Rebirth e di Barry Allen in Flash: Rebirth, la DC Comics arrivò ben presto a progettare un nuovo reboot, quello dei New 52.
Ancora una volta, come già in Crisis, a giocare un ruolo centrale fu proprio Flash: scoperta l'identità dell'assassino di sua madre, il Professor Zoom, Barry torna indietro nel tempo per evitare tale evento, riscrivendo completamente la storia del DC Universe. Alla fine degli eventi di Flashpoint emerse il già citato New 52, che però non ebbe presa sui lettori, quanto meno non il successo atteso, così la DC, sempre assegnando la progettazione del nuovo riulancio a Geoff Johns, diede il via a un'operazione simile ai Rebirth precedenti: il DC Rebirth.
Il via a questa rinascita generalizzata, che avrebbe portato a mescolare elementi della precedente continuity con altri della nuova, venne dato da un altro velocista scarlatto: il Wally West originale.
Francis Manapul, infatti, nel sul Flash New 52, aveva introdotto una nuova versione di Wally, oggi integrata nell'attuale continuity come Wallace. Johns, allora, sfruttò la versione originale riportandola nella continuity dell'epoca con un espediente interessante: a causa di alcune manipolazioni esterne, Wally e altri supereroi pre-Flashpoint erano stati dimenticati, e solo il riaccendere i ricordi nelle persone a loro vicine li avrebbe riportati nel DC Universe.
Questo Rebirth causa in Barry alcune visioni del futuro, che scompaiono con il ritorno di Wally, il tutto mostrato nel prologo alla nuova serie di Flash iniziata nell'estate del 2016.
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Il team creativo di questa nuova serie vedeva ai testi Joshua Williamson, che gestì la testata per buona parte degli 8 anni successivi, affiancato da Carmine Di Giandomenico che, anche grazie ai colori di Ivan Plascencia, è riuscito a catturare al meglio l'essenza di Flash e di Barry Allen.
La prima saga, che ha avuto anche il contributo ai disegni di Neil Googe e Felipe Watanabe per due episodi di pausa concessi al nostro Di Giandomenico, racconta di una sfida difficile contro il gruppo di scienziati criminali del Buco Nero, che hanno cercato di "imbottigliare" la forza della velocità. In questo modo Williamson ha potuto introdurre un concetto in qualche modo già presente con l'arrivo di Savitar (un velocista malvagio introdotto da Mark Waid nel 1995): il potere della forza della velocità, a fronte di un fulcro centrale, viene spezzettato tra tutti i velocisti.
Williamson, però, non si limita solo a questo, ma crea un nuovo avversario, Godspeed, che gli permette di approfondire il senso di giustizia di Barry, già messo a dura prova dopo aver ricordato grazie a Wally ciò che aveva fatto in Flashpoint. Tenendo fede alla caratterizzazione di base di uno scienziato onesto e testardo, lo sceneggiatore pone enfasi sulla differenza a volte sottile tra giustizia e vendetta: mentre la seconda pretende un intervento immediato, la prima ha bisogno di raccogliere prove per non costringere un innocente a pagare colpe di altri, come accaduto al padre di Barry.
Una gran bella storia, che non avevo ancora letto (mea culpa!) rimasta in paziente attesa negli ultimi sette anni. La storia è stata anche ristampata da Panini in una serie di volumi dedicati proprio al Flash di Williamson, su cui tornerò in una futura occasione, e che spero anche di poter recuperare.
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