
In questo inizio di 2026, in un'epoca in cui sempre più spesso su Topolino si perdono i riferimenti alla Befana, nonostante i numeri in dialetto, ecco arrivare una nuova incredibile sostanza, questa volta ideata da Archimede, in grado di accelerare ogni cosa, dalla crescita delle piante alla cottura degli alimenti. Il Turbo 5000 (con evidente aggiornamento anche della cifra), però, ha un difetto: non riesce ad accelerare i veicoli, con effetti indesiderati nei motori (come per esempio l'esplosione!) che Archimede non è mai riuscito ad eliminare. Ed è proprio intorno al tentativo di Newton di progettare un motore in grado di sopportare la potenza del Turbo 5000 che ruota Il propulsore Pim-Pum-Pam, dall'onomatopea dei tre tempi del motore, divertente e citazionitica storia (quasi parodia) di Niccolò Testi per i disegni di Carlo Limido.
E' quasi parodia, scrivevo poc'anzi, visto che, pur se il motore non esplode, l'auto, che ha la foggia di una vettura da corsa (forse i due autori si sono lasciati ispirare dalle nuove regole sui motori di Formula 1 introdotte quest'anno?), finisce per viaggiare indietro nel tempo come la Delorena di Doc Brown in Ritorno al futuro di Robert Zemeckis. E anche la trama, in qualche modo, segue alcuni dei punti cardine del film, con Newton e Qui, Quo, Qua che devono affrontare anche il ritorno nel loro tempo recuperando il carburante necessario per far funzionare il motore.
La storia è gradevole e divertente, e presenta anche un bel finale, ma nell'ottica della storia da cui siamo partiti fa sorgere nel vecchio e datato lettore una constatazione generale, slegata dalla storia stessa: ultimamente su Topolino ci sono sempre meno storie che tendono a stimolare la coscienza ambientale dei lettori. E questo già prima che le storie delle Giovani Marmotte diventassero così rare.
Del resto del sommario è degna di nota in particolare Pluto e l'amico senza nome, nuovo episodio delle avventure del cane di Topolino in compagnia con il team dei 500 piedi.
Bruno Enna, affiancato da un Davide Cesarello in grandissima forma, come si può apprezzare nella scena ambientata nella casa degli orrori di un luna park abbandonato, esplora il passato di uno dei componenti del gruppo, l'enigmatico John Smith. In questo modo i due autori riescono a mostrare, se non addirittura rinsaldare il legame che esiste tra Pluto e Smith, nonostante il loro inizio non esattamente idilliaco.
La storia è come sempre ricca di suspence e costruita in maniera precisa, anche se una battuta l'ho trovata forse eccessivamente... italiana e avrei preferito un qualcosa di più coerente con l'ambientazione americana con l'aggiunta di una didascalia di nota.
Ultima menzione per In una selva..., storia di ambientazione medievale che riporta i "mestieri" di Paperino di Tito Faraci ed Enrico Faccini con una nuova serie: Gli antichi mestieri di Paperino. Le risate e il divertimento sono assicurati!
Ricordandovi, infine, che la recensione della seconda puntata de Il papero più potente della Terra è uscita in separata sede, non mi resta che ricordare che settimana prossima uscirà un nuovo Topolino con storia in dialetto. Uscirà in 4 regioni differenti, e una di queste è la Calabria, dove è stato scelto il catanzarese (e pazienza: va bene lo stesso e non "toglierò il saluto" a Topolino!).
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