
Il forse è, in qualche modo, d'obbligo, per almeno un paio di buoni motivi. Innanzitutto perché, nel prologo, Catwoman afferma di avere ancora qualcosa da fare a Roma. Evidentemente Jeph Loeb vuole tenersi la porta aperta per un'ultima capatina in Italia e chiarire definitivamente la questione delle parentele di Selina Kyle.
E poi c'è la questione, sempre piuttosto irrisolta ma già impostata ne Il lungo Halloween, della sfida tra i freak, capeggiati da Due Facce, e la criminalità organizzata classica, rappresentata dai Falcone. Il confronto tra queste due fazioni risulta il nodo centrale di quest'ultimo albo, dove esplode in un vero e proprio conflitto armato. Ovviamente questo confronto resta sempre un ottimo punto di partenza sia per Loeb sia per qualunque altro fumettista si volesse cimentare con il mondo de Il lungo Halloween, per cui, in questo senso, è più probabile che arrivi una nuova vacanza di Catwoman a Roma che non un vero e proprio seguito della vicenda.
Torniamo, però alla storia: tra i due gruppi si pone, come ovvio, Batman insieme con i suoi alleati, Robin e il commissario Gordon. In particolare con Robin Loeb gioca con i suoi elementi caratteristici, che poi Dick Grayson si sarebbe portato anche nella sua identità di Nightwing: l'asta e, soprattutto, la motocicletta. Lo sceneggiatore in questo modo ne sancisce la crescita come personaggio, che ricordiamo essere un orfano rabbioso e privo di guida all'inizio di Vittoria oscura.
Anche Batman è, in qualche modo, cresciuto, non solo nel corso della storia, ma proprio da quella lontana maxi-serie. Questa crescita viene, in qualche modo, sancita dalla conclusione della ricerca dell'identità di Holiday, cui Batman si era avvicinato nelle battute finali del capitolo precedente. L'ultimo suggerimento glielo fornisce un dialogo con l'Uomo Calendario ad Arkham, cosa che gli permette di chiudere il cerchio intorno a Holiday.
Amore senza limiti

Gilda Dent aveva esordito insieme con il marito Harvey in epoca golden age sulle pagine di Detective Comics #66 del 1942. E sin da quell'esordio mostrò un amore quasi incondizionato nei confronti del marito, anche dopo essere stato sfigurato. Jeph Loeb, da bravo conoscitore della storia batmaniana, dopo aver fornito una reinterpretazione malata di questo amore iniziata con Il lungo Halloween, fornisce al lettore anche un momento particolarmente intenso nella storia dei due personaggi. Su Detective Comics #80, infatti, Harkey spara a una figura incappucciata, che scopre essere Gilda. Questo fatto lo sconvolge a tal punto da permettergli di riprendersi psicologicamente, e così, alla fine dell'albo, la coppia può riunirsi, con il vlto di Harvey ripristinato grazie alla chirurgia estetica.
L'ultimo Halloween, in particolare gli ultimi numeri, giocano sul fatto che la personalità di Harvey Dent è morta, sopraffatta da quella di Due Facce. Così una scena analoga, in cui Gilda viene ferita in uno scontro a fuoco, ha un effetto quasi analogo, permettendo ad Harvey Dent di tornare in superficie per difendere la donna che ama.
Ci troviamo, quindi, di fronte a un ribaltamento della versione classica di questo rapporto, che in qualche modo era iniziato nel solco della golden age con Il lungo Halloween per poi concludersi con l'evocativa e inquietante splash page di Scalera citata qualche riga fa.
Stile italiano

Il tratto, leggero ma potente, raccoglie l'essenza dei personaggi: Gordon ricorda un po' il Watson di Myyazaki; Batman è pura potenza, anche grazie ai guantoni metallici che indossa nello scontro finale; Robin guizza imprendibile tra una vignetta e l'altra. E poi l'Uomo Calendario con i suoi tentativi di essere enigmatico ottimamente enfatizzati proprio da quell'inchiostrazione più cupa di cui sopra; e il Joker, quasi una marionetta del teatro; e soprattutto Due Facce e, ancor di più, Gilda Dent, con il loro sguardo al tempostesso folle e determinato.
Onestamente devo dire che tra tutti gli artisti visti nel corso di questi dieci numeri è stato uno dei più convincenti, se non forse il migliore, sicuramente la scelta più azzeccata per chiudere L'ultimo Halloween.
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