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sabato 24 gennaio 2026

L'ultimo Halloween: Colpevole

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Dopo una lunga attesa, ecco che torno ad affrontare L'ultimo Halloween, la saga con cui Jeph Loeb torna nel mondo de Il lungo Halloween. Come sappiamo, questa avventura era stata progettata all'inizio per essere portata avanti insieme con Tim Sale, ma la sua prematura scomparsa ha aggiunto al progetto un ulteriore scopo, oltre quello di chiudere con gli eventi della saga iniziale: omaggiare l'arte del grande e apprezzato cartoonist. A questo scopo Loeb e Mark Chiarello, che ha rielaborato illustrazioni e pin-up di Sale per ciascun numero della serie, hanno selezionato una serie di dieci disegnatori tra quelli più apprezzati da Tim Sale. E per questo nono numero il compito è toccato a Chris Samnee.
Ombre e luci
Noto soprattutto per essere stato il disegnatore regolare del Daredevil scritto da Mark Waid, iniziò la sua carriera da disegnatore piuttosto giovane, realizzando una storia (mai pagata) per il volume Big Bang Comics, edito dalla Image, che omaggiava la silver age. La storia era incentrata su un personaggio simile a Batman, che tra l'altro fu il personaggio con cui si avvicinò ai fumetti e ai supereroi.
Samnee, che ha realizzato diverse copertine per Batman, si è acnhe riunito con Waid proprio per una storia delle origini batmaniane: la maxiserie Batman and Robin: Year One. Non cito a caso questa serie, che personalmente sto aspettando esca in Italia in volume, a differenza di quanto fatto con L'ultimo Halloween: prima di questa, c'era già stato un altro progetto esplicitamente dedicato al primo anno di Robin, Robin: Year One, miniserie in 4 albi scritta da Chuck Dixon e Scott Beatty per i disegni di Javier Pulido. E i disegni di Samnee, al netto della fedeltà al character design di Tim Sale, mi ricordano proprio Pulido, sia per il tratto, sia, in parte, per la gestione delle ombre. Rispetto a Pulido, però, Samnee è meno essenziale in alcune linee, in particolare i dettagli dei capelli e dei vestiti, e ha meno guizzi brillanti (ma d'altra parte la storia di Loeb non ne presenta molti, se non nell'apparizione del Joker in un paio di vignette).
Mentre la sua Catwoman, poi, ricorda un po' quella di Bruce Timm, la sua Selina Kyle mi ha invece fatto pensare al Klaus Janson disegnatore (l'artista austriaco è, infatti, più noto come inchiostratore). Ed è proprio Catwoman, in entrambe le sue identità, a essere la protagonista, sin dalla copertina, di questo nono numero.
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Risposte
Catwoman, e soprattutto il suo rapporto con la famiglia Falcone, risulta il tema principale dell'albo, all'interno del quale Loeb risponde in via definitiva a quanto aveva introdotto in Vacanze romane, per quanto non in maniera certa: Selina è figlia di Carmine Falcone, il boss che era a capo della potente famiglia mafiosa di Gotham.
D'altra parte tutto il progetto di Loeb e Sale iniziato con Il lungo Halloween, è incentrato proprio sui Falcone e sull'evento che diede origine a Due Facce: l'acido che venne gettato in faccia all'allora procuratore di Gotham nel corso del processo contro uno dei boss della malavita gothamita, come mostrato all'inizio di Detective Comics #66 del 1942.
Il titolo della storia, però, non si riferisce alla presunta colpevolezza di Catwoman, che era stata avanzata nei numeri precedenti, quanto alla risposta alla domanda che aleggia dal primo numero: l'identità dell'emulatore di Holiday. Ed è sulla scoperta di questa identità, e sulla promessa di come potrebbe reagire uno dei personaggi della serie, che si chiude l'albo.

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