
Sviluppato in una miriade di storie, è oggi entrato nella continuity regolare come Jon Kent, personaggio che, però era stato anticipato nel 1999 su The son of Superman di Howard Chaykin, David Tischman (che non era chiaramente accreditato ai testi nella prima edizione Play Press) e J.H. Williams III.
Il Jon Kent di questo Elseworld è, almeno graficamente, molto simile all'attuale Jon, incluso il costume, che anticipa comunque molti degli elementi presenti in quello che avrebbe sviluppato Jim Lee per i New 52 qualche anno più tardi.
Chaykin, uno dei più prolifici produttori di Elseworlds, e Tischman ideano per l'occasione un mondo utopico che alla fine si rivela una distopia controllata da Luthor. La base storica è una guerra in Europa (e in effetti in quegli anni l'Europa orientale non era esattamente tranquilla, come ora del resto) dove Superman interviene, senza fare più ritorno. Senza Superman, Luthor prende la guida morale ed economica degli Stati Uniti, mentre la JLA si trasforma in un supergruppo di stipendiati, per usare le parole di un redivivo Clark Kent.
La storia, che ruota intorno al tema del recupero del rapporto padre-figlio dopo 15 anni di assenza del genitore, presenta divetsi spunti sul futuro che ritroviamo oggi, come la manipolazione delle informazioni, il controllo su alcune specifiche attività utili per aumentate l'insicurezza dei cittadini e dunque giustificare un maggiore controllo su di essi, il potere delle multinazionali nell'influenzare le politiche degli stati-nazione.
In tutto questo Superman e Batman emergono come difensori della libertà contro l'utopia (o distopia) della legge e dell'ordine secomdo Luthor.
Jon invece si mostra come in ingenuo idealista che cerca sì di fare la cosa giusta, ma soprattutto di mostrarsi all'altezza del padre.
Nel complesso una storia bella e divertente che è stata ristampata da Panini Comics nel 2023, e che è ancora disponibile: una chicca da recuperare.
Nessun commento:
Posta un commento