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sabato 17 gennaio 2026

Nebbie di guerra: Nel solco del Sandman Mystery Theatre

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Il Sandman originale, creato da Gardner Fox e Allen Bert Christman sulle pagine del New York World's Fair Comics #1 datato aprile 1939, era una delle tante variazioni su Batman. Wesley Dodds, infatti, era un ricco imprenditore che decise di combattere il crimine indossando una semplice maschera anti-gas che lo proteggeva dagli effetti dei suoi stessi gas, utilizzati per "ammorbidire" i criminali.
Questa prima, evocativa versione guadagnò, alcuni anni più tardi, un sidekick vero e proprio, Sandy, e (purtroppo) un costume in linea con quello degli altri supereroi, ma non era completamente scomparsa dalla mente degli autori.
Infatti mentre Neil Gaiman dava inizio al suo Sandman, Matt Wagner e Steven T. Seagle, supportati da disegnatori come Michael Lark e, soprattutto, Guy Davis, riportarono in auge il Sandman golden age con la serie Vertigo Sandman Mystery Theatre. Quella serie era caratterizzata da storie realistiche dai toni noir e hard boiled con un Wesley Dodds particolarmente umano e fallibile. Preda di incubi premonitori, Dodds era affiancato dal fido maggiordomo Humphreys e dalla fidanzata Dian Belmont, che, scoperta l'identita' segreta di Wesley, cosa che permise agli autori di mostrare la sua intraprendenza, divenne un vero e proprio sidekick del fidanzato, pur senza entrare direttamente in campo.
I temi affrontati nella serie erano tra i più disparati: serial killer, stupri, abusi di potere, razzismo e anti-semitismo, lotta contro il nazismo, ecc. La serie, infatti, era ambientata proprio negli stessi anni in cui operava il Sandman golden age, a ridosso della seconda guerra mondiale. Uno dei temi che, però, Wagner e Seagle non trattarono fu quello delle armi chimiche, sviluppate nel corso della prima guerra mondiale e poi utilizzate nella seconda e che in effetti potremmo considerare come alla base della creazione del personaggio. E proprio questo tema diventa centrale nella miniserie in sei numeri uscita dopo la New Golden Age di Geoff Johns et al.
Robert Venditti, affiancato da un ottimo Riley Rossmo che realizza una splendida sintesi tra i tratti di Lark e Davis, mette in crisi Wesley di fronte alla possibilità che le sue ricerche nel campo dei gas e delle sostanze chimiche possano essere utilizzate per uccidere le persone.
A differenza dell'SMT, infatti, Nebbia di guerra è incentrata direttamente su Sandman e Wesley, raccontando di un attacco diretto contro il sancta sanctorum dell'eroe stesso.
Pur mantenendo l'elemento essenziale dell'avidità umana, che accomuna in diverse accezioni tutte le storie dell'SMT, la vicenda costringe Wesley a confrontarsi con se stesso e con il suo passato, rivalutando persino la sincerità di una figura importante per il suo percorso di crescita.
Venditti, in questo modo, imbastisce anche un confronto molto simile a quello di Barry Allen con Godspeed che lo spinge a riflettere su ciò che la gente si aspetta da lui. Solo che nel caso di Wesley è legato non alla sua identità supereroica, ma di ricercatore, suggerendo quindi una riflessione sul ruolo etico e morale del lavoro degli scienziati nel mondo.
Il finale, che ci mostra il piccolo Sandy, si ricollega con New Golden Age e con l'ingresso di Sandman nella JSA, in uno di quei tipici finali aperti, ma che non hanno bisogno di seguiti, visto che sono già storia del fumetto supereroistico.

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