
La premessa è semplice: tanto tempo fa uno stregone di nome Wizdom utilizzando la magia diede agli animali le doti intellettive degli esseri umani, creando così dei veri e propri animali antropomorfi. Il centro culturale principale di questa comunità è l'accademia di arti magiche Wizdoms.
Come nel caso di Beastars, Nagabe affronta la differenza tra predatori e prede, ma in questo caso il controllo degli istinti dei predatori viene risolto utilizzando gli animali non evoluti come cibo dei carnivori. Soluzione indubbiamente semplice, ma che permette al mangaka di concentrarsi su ciò che gli interessa: l'amore. Le otto storie raccontate sono, infatti, tutte storie d'amore tra altrettante coppie, ma non necessariamente amore di coppia, ma anche semplice amicizia. Sono, però, caratterizzate quasi tutte da alcuni elementi interessanti per la nostra società, soprattutto nell'ottica delle resistenze che ci sono in questo campo negli ultimi anni: i rapporti sono tutti interraziali e tra personaggi dello stesso sesso (per lo più maschi).
Ciascuna storia, poi, propone anche alcuni sottotemi interessanti, come per esempio il rapporto tra docente e scolaro (forse la storia più ambigua tra tutte quelle del volume), o come a volte l'amore, soprattutto quando non si ha il coraggio di dichiararlo, può portare a comportamenti in qualche modo lesivi dell'altro (in questo caso, però sviluppato in un racconto ricco di ironia e leggerezza). Ci sono anche la dedizione incondizionata o la scoperta, giocosa a volte, un po' drammatica altre, di se stessi e della propria sessualità.
Attraverso la mediazione degli animali antropomorfi, dunque, Nagabe ci invita a riflettere su temi che forse sono spesso sulla bocca di tutti, ma per lo più in maniera superficiale e poco consapevole.
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