
Salvare i ricordi di una vita

Alla luce di quel finale, Jason Aaron propone un Paperone esplicitamente consapevole di saltare da un ricordo all'altro mentre sfugge ai giganteschi robot, che in qualche modo sostituiscono i Mr. Smith di Matrix, che cercano di carpirgli l'informazione sul nascondiglio dei suoi tre ettari cubici di monete.
Aaron, quindi, continua a omaggiare l'opera di Don Rosa, di fatto inserendosi all'interno delle sue storie, ma senza i limiti temporali autoimposti dall'autore disneyano nel corso della sua carriera. Adotta, poi, uno stile narrativo tipicamente supereroistico, con una narrazione in prima persona mediata dalle didascalie. Significativa di questo mood è però la splash page in cui i Paperone di diverse epoche urlano lanciandosi contro i robot
Io sono Paperone!che fa il paio con una ben più famosa, ma altrettanto iconica battuta presente nel film di un certo supereroe in armatura!
Aaron mette in piedi una storia con un ottimo ritmo, ma che non rinuncia all'approfondimento della natura di Paperone, cogliendo uno degli insegnamenti della poetica donrosiana, forse anche meglio dello stesso Don Rosa: il più grande tesoro di Paperone sono i ricordi raccolti in una vita.
Un nutrito team di disegnatori

Devo però dire che mi ha stupito in positivo Ario Anindito, che ha realizzato le pagine iniziali, che in qualche modo mi hanno ricordato il buon CLaudio Sciarrone.
Anche Nick Bradshaw, indubbiamente uno dei più esperti del gruppo, è riuscito a realizzare una sintesi molto vicina al canone cui siamo abituati.
Pete Woods, invece, mi ha dato la sensazione di aver guardato soprattutto alle serie animate, in particolare all'ultima Duck Tales, ma quello che mi è piaciuto di meno è stato Esad Ribic. Senza nulla togliere all'entusiasmo che sono sicuro ha messo nel progetto, come fatto anche da Woods, voglio comunque ricordare che i pareri, in particolare quelli un po' perplessi, espressi relativamente al tratto dei disegnatori sono puramente di gusto e non di merito, visto che per le cose importanti, come costruzione della pagina e gestione dei personaggi (movenze ed espressioni) il risultato non è per nulla in discussione.
Ultima nota, che ovviamente non potevo aggiungere nella recensione della prima uscita: l'adattamento delle pagine originali a quelle di Topolino non mi sembra sia stato particolarmente efficace, per cui spero in una pubblicazione fedele all'originale (cosa non scontata) nel formato comic book.
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