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venerdì 9 gennaio 2026

"Earth's Mightiest Duck": Il giorno più nero

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Dopo la pubblicazione della traduzione italiana del primo numero di Earth's Mightiest Duck su Topolino #3653, uscito in opportuno formato flipbook, arriva anche la seconda puntata su Topolino #3659. Se in quell'occasione avevo rimandato alla recensione che scrissi per LSB dopo la lettura del primo numero originale (infatti uscì prima dell'edizione italiana), per questa seconda puntata ho pensato di attendere l'uscita italiana e poi scrivere un paio di righe qui su DropSea, scorporandola dalla recensione del numero completo. E penso che procederò così anche per i prossimi numeri.
Salvare i ricordi di una vita
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Nella recensione del primo numero avevo accennato ad alcuni riferimenti donrosiani extra-Saga che non avevo specificato per non spoilerare troppo la scoperta finale di quel numero. L'avventura di Paperone, infatti, che sembrava un viaggio nel tempo vero e proprio, era invece un viaggio nei suoi ricordi indotto da una macchina costruita dagli invasori alieni a metà strada tra le vasche di Matrix e il più disneyano casco ideato da Archimede ne Il sogno di una vita di Don Rosa (in effetti avevo già scritto qualcosa su questa specifica storia in relazione a Inception).
Alla luce di quel finale, Jason Aaron propone un Paperone esplicitamente consapevole di saltare da un ricordo all'altro mentre sfugge ai giganteschi robot, che in qualche modo sostituiscono i Mr. Smith di Matrix, che cercano di carpirgli l'informazione sul nascondiglio dei suoi tre ettari cubici di monete.
Aaron, quindi, continua a omaggiare l'opera di Don Rosa, di fatto inserendosi all'interno delle sue storie, ma senza i limiti temporali autoimposti dall'autore disneyano nel corso della sua carriera. Adotta, poi, uno stile narrativo tipicamente supereroistico, con una narrazione in prima persona mediata dalle didascalie. Significativa di questo mood è però la splash page in cui i Paperone di diverse epoche urlano lanciandosi contro i robot
Io sono Paperone!
che fa il paio con una ben più famosa, ma altrettanto iconica battuta presente nel film di un certo supereroe in armatura!
Aaron mette in piedi una storia con un ottimo ritmo, ma che non rinuncia all'approfondimento della natura di Paperone, cogliendo uno degli insegnamenti della poetica donrosiana, forse anche meglio dello stesso Don Rosa: il più grande tesoro di Paperone sono i ricordi raccolti in una vita.
Un nutrito team di disegnatori
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Ad affiancare Aaron in questo secondo episodio troviamo, come già per l'episodio precedente, un team di autori di tutto rispetto, iniziando dalla nostra Mirka Andolfo, che essendo del gruppo l'autrice che ha maggiormente lavorato sui personaggi disneyani è quella che con il suo tratto rotondo ha incarnato la disneyanità delle scelte.
Devo però dire che mi ha stupito in positivo Ario Anindito, che ha realizzato le pagine iniziali, che in qualche modo mi hanno ricordato il buon CLaudio Sciarrone.
Anche Nick Bradshaw, indubbiamente uno dei più esperti del gruppo, è riuscito a realizzare una sintesi molto vicina al canone cui siamo abituati.
Pete Woods, invece, mi ha dato la sensazione di aver guardato soprattutto alle serie animate, in particolare all'ultima Duck Tales, ma quello che mi è piaciuto di meno è stato Esad Ribic. Senza nulla togliere all'entusiasmo che sono sicuro ha messo nel progetto, come fatto anche da Woods, voglio comunque ricordare che i pareri, in particolare quelli un po' perplessi, espressi relativamente al tratto dei disegnatori sono puramente di gusto e non di merito, visto che per le cose importanti, come costruzione della pagina e gestione dei personaggi (movenze ed espressioni) il risultato non è per nulla in discussione.
Ultima nota, che ovviamente non potevo aggiungere nella recensione della prima uscita: l'adattamento delle pagine originali a quelle di Topolino non mi sembra sia stato particolarmente efficace, per cui spero in una pubblicazione fedele all'originale (cosa non scontata) nel formato comic book.

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