Stomachion

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sabato 11 luglio 2026

Superman e Spider-Man: Topo di campagna e topo di città

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La favola de Il topo di città e il topo di campagna di Esopo sembra calare a meraviglia per il nuovo crossover tra Superman e Spider-Man, che segue quello tra Batman e Deadpool con cui Marvel e DC Comics hanno ricominciato a far incontrare i loro personaggi.
D'altra parte il primo di questi incontri era stato proprio un confronto tra Superman e Spider-Man datato marzo 1976, ovvero poco più di cinquanta anni fa, realizzato da Gerry Conway e Ross Andru, entrambi con una certa esperienza con tutti e due i personaggi. E in effetti vedendo gli autori coinvolti, sia nelle storie principali, sia in quelle di appendice, non sono pochi gli autori che hanno scritto entrambi i personaggi o che, più in generale, hanno lavorato per entrambi gli editori.

sabato 27 giugno 2026

L'indice Janus

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Marc Guggenheim, meglio noto per essere il creatore di Arrow e dell'Arrowverse, uno dei prodotti televisivi targati Warner/DC Comics più longevi e di successo, è anche uno sceneggiatore di fumetti. Iniziò la sua carriera nel 2006 alla Marvel scrivendo Blade, serie dedicata al vampiro umano della Marvel, per poi passare un paio di anni dopo a scrivere Amazing Spider-Man.
Quindici anni più tardi, dopo molte altre serie a fumetti e, soprattutto serie televisive, Guggenheim torna proprio a Spider-Man, questa volta su una delle tante serie collaterali a esso dedicate, Sprider-Man & Wolverine. Il rapporto tra l'arrampicamuri e Wolverine è sempre stato improntato sul doppio binario del rispetto e della diffidenza. In fondo Wolverine è quello dello sporco lavoro che qualcuno deve pur fare, concetto sul quale lo stesso Guggenheim ironizza nelle battute iniziali della prima saga della nuova testata. E d'altra parte il primo arco narrativo, L'indice Janus, ben sintetizza questo rapporto ondivago tra i due.

venerdì 27 febbraio 2026

"Earth's Mightiest Duck": Il tesoro di una vita

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Avevamo lasciato Paperone e i nipoti, ricongiunti e pronti a dare battaglia ai robot degli Intenditori. E li ritroviamo nelle pagine iniziali del quarto e ultimo numero di Earth's Mightiest Duck mentre affrontano con tutto ciò che hanno l'assedio dei robot al deposito di Paperone.
Jason Aaron conclude, letteralmente, la decostruzione di Paperone, visto che pone il personaggio di fronte al suo massimo dilemma: abbandonare gli ultimi ricordi di ciò che è stato e della sua famiglia per salvare l'intero pianeta.
Ciò che resta in qualche modo si ricollega al primo episodio della miniserie (e viene significativamente disegnato da Giuseppe Camuncoli), ma non è la fine di tutto, bensì il seme per ricominciare da un lato, ma anche per ribadire il carattere di Paperone, dinamico e sempre in cerca di una nuova avventura.
Vi andrebbe di seguirmi in una piccola avventura?

venerdì 30 gennaio 2026

"Earth's Mightiest Duck": A un passo dalla fine

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Avevamo lasciato Paperino che si lanciava nel deposito per salvare lo zio, ma un urto tra i due aveva fatto cadere entrambi nelle mani degli avvoltoi extraterrestri (che a me sarebbe piaciuto chiamare "collezionisti", ma "intenditori" è più aderente all'appellativo originale di connoisseurs). Così all'inizio ci ritroviamo nuovamente nella mente di Paperone.
Il prologo, disegnato da Adam Kubert che nonoostante non sia avvezzo a questo genere di fumetti se la cava abbastanza bene (tratto non gradevolissimo, ma nel complesso l'ho apprezzato più dell'Esad Ribic del numero precedente), si apre con un Paperone impegnato nella più classica delle scene a esso legate: il tuffo e la nuotata nella vasca delle monete. Da qui inizia l'ultimo confronto con le sue identità del passato, mentre la sua memoria è sempre più piena di buchi.

venerdì 9 gennaio 2026

"Earth's Mightiest Duck": Il giorno più nero

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Dopo la pubblicazione della traduzione italiana del primo numero di Earth's Mightiest Duck su Topolino #3653, uscito in opportuno formato flipbook, arriva anche la seconda puntata su Topolino #3659. Se in quell'occasione avevo rimandato alla recensione che scrissi per LSB dopo la lettura del primo numero originale (infatti uscì prima dell'edizione italiana), per questa seconda puntata ho pensato di attendere l'uscita italiana e poi scrivere un paio di righe qui su DropSea, scorporandola dalla recensione del numero completo. E penso che procederò così anche per i prossimi numeri.

sabato 27 dicembre 2025

Batman e Deadpool: il ritorno dei crossover Marvel/DC Comics

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Come avevo anticipato in un SuperBits, Marvel e DC hanno riproposto i crossover tra i loro universi, e questo nuovo incrocio di personaggi inizia con Batman e Deadpool. E la scelta sembra andare incontro a una particolare esigenza dei fan dei supereroi. Circolano in rete alcuni fan movie in cui i due eroi si incontrano, il più famoso dei quali è un episodio della serie Beat down di Aaron Schoenke (stiamo "parlando" di qualcosa come 12 anni fa) in cui Batman, scoperto che Deadpool è potenzialmente immortale, gli fa saltare tutto il corpo, testa a parte, che continua a parlare in maniera insistenze e fastidiosa, proprio come il personaggio originale.
Nel primo dei due confronti, quello pubblicato dalla Marvel, Il chiacchierone oscuro di Zeb Wells e Greg Capullo, abbiamo una storia tutto sommato abbastanza convenzionale, con Deadpool che arrivato in città cerca di incontrare Batman per affrontare un nemico comune, il Joker.
La storia, che gioca su alcuni cliché dei due personaggi, è indubbiamente leggera e divertente ed è scritta da Wells senza riferimenti espliciti al fatto che i due personaggi appartengono a due universi differenti. Un approccio molto simile a quello tenuto da Schoenke.

mercoledì 19 novembre 2025

SuperBits: Il contrastato rapporto di Destino con gli USA

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Dopo aver magistralmente chiuso la sua gestione di Batman, Chip Zdarsky è passato su un'altra icona supereroistica, questa volta della Marvel: Capitan America. E come spesso succede quando un autore "di grido" si sposta, la testata riparte dal numero 1. Con Captain America #1, testata che Zdarsky gestisce affiancato ai disegni da Valerio Schiti, inizia una saga in cui il Capitano si confronta con Vicor von Doom, Destino, che incontra alla fine del secondo numero, quando il dittatore latveriano lo accoglie come un eroe.

sabato 1 novembre 2025

Fantastici Quattro: Azione preventiva

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Quando all'inizio dei 2000 a Mark Waid venne offerta la serie di Fantastic Four, il prolifico sceneggiatore si fece carico con grande professionalità di un'impresa non da poco, complicata soprattutto dal fatto di non essere un estimatore della famiglia Richards. La sua scelta, però, fu in qualche modo piuttosto semplice, considerando tale premessa: ripartire praticamente da zero.
La serie di Fantastic Four dell'epoca era ricominciata dall'1 nel 1998 nel corso di Heroes return, che aveva riportati i Fantastici Quattro e altri eroi scomparsi nell'universo Marvel usuale dopo un anno passato all'interno di un universo tasca creato da Franklin Richards per salvarli dalla morte contro Onslaught (versione breve di una storia leggermente più complessa, che potrebbe essere definita come una specie di esperimento Ultimate prima del vero e proprio concepimento dell'Ulitmate-verse).
Prendere le misure
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Quei primi numeri erano stati affidati a Scott Lobdell e Alan Davis, ma ovviamente, come in tutte le serie supereroistiche, non restarono a lungo sulla testata, che anzi vide una lunga gestione da parte di Jeph Loeb, cui seguì Carlos Pacheco che in quel periodo, affiancato da Karl Kesel, si mise in gioco, anche con buoni risultati, alla scrittura.
Con la chiusura della gestione Pacheco, dopo una breve storia in tre parti scritta da Adam Warren, con Fantastic Four #60 arrivarono a bordo della testata il già citato Waid e, ai disegni, una sua vecchia conoscenza dei tempi di Flash: Mike Wieringo.
Con i primi numeri Waid prese un po' le misure con il quartetto, ponendolo all'inizio nella incresciosa situazione di dover ricostruire la propria immagine pubblica, cosa che in qualche modo era in parallelo con ciò che voleva Waid: costruire la sua immagine dei Fantastici Quattro!
Come lo stesso Waid ha raccontato in varie occasioni (e come ricordato nei redazionali di Andrea Gagliardi dei due Marvel Masterseries che raccolgono la sua gestione della testata), il suo obiettico era quello di far ruotare tutto intorno a Reed, che voleva rappresentare come un genio in grado di cambiare il mondo. Qualcuno al livello di Albert Einstein, per intenderci! E a questo scopo, in apertura di Fantastic Four #62, primo episodio della saga Senziente, ecco che vediamo Reed, in pieno centro a New York, che trova la dimostrazione dell'ipotesi di Riemann (all'epoca la si chiamava ancora così, mentre oggi è sempre più usato il termine, decisamente più corretto, di "congettura" di Riemann), che ovviamente non è ancora stata trovata.
La sua gestione, però, fu segnata in particolare da due saghe legate una all'altra e, in qualche modo, a doppio filo al Destino di Warren Ellis. Come abbiamo visto, quell'interpretazione del personaggio distoglieva l'attenzione del lettore sulla vera essenza dello storico avversario dei Fantastici Quattro, e allora Waid decise di ricordare a tutti i lettori chi fosse realmente Victor von Doom.

sabato 25 ottobre 2025

One nation under Doom: Il Destino di Warren Ellis

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Nel 1992 la Marvel lanciò una nuova serie di testate raccolte sotto l'etichetta di Marvel 2099. Raccontavano di un futuro distopico in cui gli Stati Uniti e il mondo intero erano sotto il controllo di potentissime multinazionali chiamate, nel gergo di quel lontano futuro, mega-aziende.
Intriso di atmosfere cyberpunk, venne lanciato con quattro testate: Ravage 2099, il cui protagonista era l'unico originale rispetto alle altre versioni futuristiche dei supereroi Marvel, e da Spider-Man 2099, la testata principale, Punisher 2099 e Doom 2099. Il protagonista di quest'ultima testata era un Destino che cercava di recuperare la memoria, credendo egli di essere quello originale, che aveva combattuto contro i Fantastici Quattro e gli altri eroi nel corso della prima era eroica, quella di un secolo prima.
Alla ricerca di se stesso
La testata, affidata a John Francis Moore per i disegni di Pat Broderick, portò avanti questo Destino per qualcosa come 23 numeri, inserendo nella storia anche un secondo Destino, in modo da rendere la questione ancora più complessa. Questa dicotomia tra i due Destino venne risolta con i due numeri 24 e 25 con una sfida che lasciò sul campo l'unico e solo Vicotr von Doom. La saga in due puntate, che chiuse qualsiasi dubbio su chi fosse il Destino del XX secolo giunto nel "lontano" 2099, venne co-sceneggiata da quello che sarebbe stato il nuovo sceneggiatore della testata, Warren Ellis.
Lo sceneggiatore britannico rivoluzionò non solo la testata, ma anche la visione di Destino sia in relazione al mondo distopico in cui si muoveva, sia in relazione alla sua storica caratterizzazione.

sabato 13 settembre 2025

Ultimate Spider-Man: Sposato con figli

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La lettura della recensione di Emilio Cirri del primo albo del nuovo Ultimate Spider-Man di Jonathan Hickman mi aveva incuriosito molto, ma poiché non volevo acquistare gli albetti nemmeno per scopi collezionistici, ho atteso la ristampa in volume, arrivata puntualmente in questa estate 2025.
Il primo volume, Sposato con figli, presenta i primi sei numeri, disegnati da Marco Checchetto, che era il disegnatore delle storie brevi di Spider-Man pubblicate sul Giornalino una ventina di anni fa, a parte i capitoli 4 e 5 disegnati da David Messina, suddivisi per mese a partire da gennaio, quando un messaggio di Tony Stark raggiunge un Peter Parker privo di poteri. Stark, oltre al messaggio, gli consegna il ragno che lo morde dandogli così i poteri dell'Uomo Ragno che era destinato a ottenere e un costume nanotecnologico modellabile dalla sua semplice volontà.
Già in questo inizio si capiscono le differenze rispetto all'universo Ultimate originale: non solo abbiamo un Peter adulto, sposato con Mary Jane e con due figli, in un vero ribaltamento anche rispetto all'universo usuale, ma dei due zii originali, quello sopravvissuto è lo zio Ben, che è tra l'altro collega di Jonah Jameson al Daily Bugle. E', dunque, anche un mondo completamente diverso, modellato dalla versione malvagia di Reed Richards che domina questo mondo in maniera tale da dare il controllo politico ed economico a criminali come Kingpin rendendo così la vita particolarmente difficile ai supereroi. A riannodare le fila ci pensa proprio Tony Stark, che in questo universo è raccontato dalla propaganda di Richards come il più pericoloso dei criminali.

sabato 2 agosto 2025

Fantastici Quattro: Gli inizi e la fine

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Per festeggirare l'arrivo del film dei Fantastici Quattro targato marvel Studios, Panini Comics ha pubblicato una specie di vattelappesca che mette insieme cinque storie della superfamiglia Marvel.
Le due storie d'apertura sono tratte da un albo celebrativo particolare, Fantastic Four Anniversary Tribute del 2021, che celebrava i sessant'anni dell'esordio del quartetto pubblicando due storie significative nella loro vita editoriale reinterpretate da una cinquantina di fumettisti diversi. Sia Fantastic Four!, la storia d'esordio pubblicata sul numero 1 della rivista, sia Bedlam at the Baxter Building!, pubblicata nel 1965 sul terzo annual della rivista, entrambe di Stan Lee e Jack Kirby, sono state ridisegnate assegnando ciascuna pagina a un diverso disegnatore.

giovedì 24 luglio 2025

SuperBits: La nuova era di Batman e altre cose sul Crociato Incappucciato

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Nell'archivio del blog ci sono alcuni articoli che ho dedicato a news estemporanee dal mondo dei supereroi, legate soprattutto al mondo dei fumetti statunitensi (ma qualcuna anche dal mercato italiano). Ho deciso di riprendere, anche se non con granderegolarità, quella tradizione e presto sistemerò l'etichetta apposita delle SuperBits per raccoglierle insieme, anche se di fatto questo è il primo post che usa l'etichetta.
Come intuibile dal titolo, questo primo articoletto di news è dedicato a Batman e ad alcune novità sulle testate del personaggio.

mercoledì 26 giugno 2024

Zio Paperone, Jason Aaron e il multiverso alle 21:00 su YouTube

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Su Topolino #3579, uscito nelle edicole oggi (ma non l'ho preso a causa dello sciopero dei mezzi che mi rendeva piuttosto complicato raggiungere la mia edicola di fiducia: recupererò domani!), viene pubblicata l'edizione italiana di The Infinity Dime, storia disneyana, scritta da Jason Aaron, prodotta e pubblicata dalla Marvel che sancisce da un lato il ritorno alla realizzazione di storie in terra statunitense e dall'altra la pubblicazione (quasi) diretta delle storie disneyane da parte della Disney, questo perché la Marvel è una delle società controllate dalla Disney stessa.
Più o meno queste cose, e molte altre ancora, le racconto nel video che è in uscita sul mio canale alle 21 e che trovate in premiere anche embeddato qui sotto. Nel frattempo potete anche leggere il lungo articolo uscito sul Caffè del Cappellaio Matto che è in parte recensione della storia, in parte approfondimento scientifico (al pari del video, ovviamente). Ovviamente, essendo in premiere, sarà attiva la chat, per cui, chi sarà online in quel momento, nella speranza che non abbia qualche impegno improvviso che mi terrà lontano, potrà farmi domande o semplicemente chiacchierare con me più o meno tra le 21:00 e le 21:15.

sabato 14 maggio 2022

Vendicatore per sempre

Dopo la battaglia con Onslaught, alcuni dei supereroi Marvel vennero dati per morti dall'universo principale. La cosa durò per all'incirca un anno, durante il quale la Marvel propose ai lettori una serie piuttosto interessante, Thunderbolts. Scritta da Kurt Busiek per i disegni di Mark Bagley, vedeva alcuni criminali del Marvel Universe travestirsi da supereroi per prendere il posto dei Vendicatori (gli Avengers, come si dice oggi che il supergruppo ha avuto successo cinematografico) e poi, all'apice del successo, prendere il potere. La cosa, ovviamente, non andò a buon fine, visto che alla fin fine il successo, ma soprattutto il rispetto che questo genere di popolarità si porta dietro, piace a chiunque.
Non è però dei Tunderbolts, ma di un altro progetto di Busiek, che andò alle stampe l'anno dopo. Era il 1998 e la DC Comics aveva rilanciato già da un anno la Justice League con la serie JLA scritta da Grant Morrison per i disegni di Howard Porter. Con l'evento Heroes Return anche la Marvel decise di rilanciare le serie che durante Heroes Reborn vennero ambientate in un universo tasca ideato da Franklin Richards. Ovviamente il rilancio implicava il ritorno degli eroi nell'universo principale. E in questo rilancio venne coinvolta anche Avengers, la testata che raccontava le avventure del supergruppo principale del Marvel Universe. E la serie venne affidata proprio a Busiek, con un altro grande fumettista ad affiancarlo ai disegni: George Perez.
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sabato 18 gennaio 2020

Born Again

Si è conclusa, un paio di mesi fa, la ristampa integrale del Daredevil di Frank Miller. Giunto a bordo della rivista come disegnatore sul #158 per affiancare lo sceneggiatore Roger McKenzie, ne ha ben presto preso le redini complete, aggiungendo al cast un personaggio iconico come Elektra e trasformando Bullseye nel suo principale avversario. Quest'ultimo, peraltro, era stato creato appena tre anni prima dell'arrivo di Miller su Dare Devil: erano stati Marv Wolfman e John Romita sr. a crearlo sul #131. Altro personaggio che ha giocato un ruolo fondamentale nel Devil di Miller è stato Wilson Fisk, meglio noto come Kingpin, signore del crimine di New York che aveva iniziato la sua attività criminale sulle pagine di Amazing Spider-Man #50. Ed è proprio quest'ultimo a giocare un ruolo fondamentale in Born Again (o Rinascita), la saga con cui si è chiuso il contributo di Miller a Daredevil, anche se non al personaggio.

sabato 4 maggio 2019

Tutto per uno snap

Si conclude dopo circa 10 anni i l più complesso intreccio narrativo cinematografico mai concepito, quello portato avanti dai Marvel Studios in questo decennio attraverso i film prodotti e realizzati direttamente sotto il controllo della Marvel Comics. Avengers: Endgame di Anthony e Joe Russo, direttamente collegato con il precedente Avengers: Infinity War, porta a compimento tutte le trame con la sfida finale contro Thanos, il titano filosofo e cantore della morte. Cercando di non rivelare troppo della trama e di non inserire riferimenti critici alla posizione dei fratelli Russo, che per quanto coerente con quella sviluppata nei fumetti in particolare di Jim Starlin è ampiamente criticabile (giusto per dire: Io sto con Thanos!).
Come ampimente anticipato da news e trailer apparsi nel corso di questi mesi, ma come anche facilmente intuibile vista la conclusione di Infinity War, la pellicola ha nei viaggi nel tempo il suo cuore oltre che fondamentalmente la sua parte centrale (la seconda ora di proiezione).
Il film è sostanzialmente strutturato in tre parti abbastanza distinte: dopo un prologo che si svolge subito dopo la fine di Infinity War, nella prima ora il film si concentra su come il mondo e i Vendicatori non sono riusciti a superare allo sterminio di metà della popolazione dell'universo e in particolare della Terra; nella seconda ora il supergruppo si suddivide in tre piccoli gruppi che viaggiano nel tempo (e nello spazio) per recuperare le gemme dell'infinito prima di Thanos; nella terza ora arriva la battaglia vera e propria contro le armate di Thanos. Questa suddivisione, però, mostra una pecca abbastanza grossa: il film ingrana molto lentamente. Di fatto le prime due ore sembrano essere eccessive considerata la poca azione presente non solo rispetto alla terza ora, ma in generale rispetto a una pellicola che dovrebbe fare dell'azione proprio uno degli elementi più importanti.

venerdì 8 giugno 2018

Le grandi domande della vita: supereroi su una Terra cava

Rieccoci qui con Le grandi domande della vita. In questa puntata proseguo idealmente il discorso iniziato un mese fa con la Terra piatta, aggiungendo un paio di escursioni matematiche, una leggera ma di calcolo l'altra un po' triste, e finendo con un paragrafo dedicato all'ormai classico film di supereroi Infinity War.
Storia di una Terra cava
Un'altra interessante teoria sulla struttura e la forma del nostro pianeta è quella della Terra cava. Anche questa teoria ha solide basi nella mitologia antica, in particolare quella legata ai mondi post mortem: popolati da anime più o meno in pena in funzione della visione più o meno ottimistica, tali mondi erano posti in cavità sotterranee raggiungibili solo grazie a profondissimi cunicoli costellati da prove impervie. Indubbiamente il più famoso di tali mondi sotterranei è quello degli antichi Greci, dominato da Ade, e dove sono ambientati moltissimi miti, su tutti quello di Orfeo ed Euridice.
Nella mitologia celtica, invece, c’è una leggenda simile di una grotta detta Cruachan, anche nota come La porta irlandese per l'inferno, da cui strane creature uscirebbero per circolare sulla superficie della Terra. Lo stesso Dante Alighieri, seguendo questa tradizione occidentale, pose l’inferno nel sottosuolo terrestre, sebbene fosse chiaro a lui e ai suoi contemporanei che tale luogo non era veramente fisico, ma mentale.
Con una piccola digressione fumettistica, è anche interessante osservare come sull'Isola Paradiso di Wonder Woman, in particolare quella descritta nella serie della seconda metà degli anni Ottanta del XX secolo realizzata da Marv Wolfman e George Perez, si trova una porta verso il regno di Ade, con le amazzoni poste a difesa della porta contro l'invasione dei mostri pronti a invadere la Terra.
Le basi, per così dire, scientifiche della teoria risalgono al 1692 quando Edmond Halley propose l'idea di una Terra costituita da un guscio cavo di circa 800 km, due gusci concentrici interni e un nucleo più interno. Le sfere, separate da strati di atmosfera e con un proprio campo magnetico (con corrispondenti poli), ruoterebbero a velocità differenti. Suppose che l'atmosfera all'interno fosse luminosa (e magari abitata) e che le fughe di gas fossero la causa delle aurore boreali.
All'interno dei modelli di Terra cava venne tirato dentro anche il matematico svizzero Leonhard Euler. A suggerire l'esistenza di una sua teoria di tal genere furono gli scrittori statunitesi Lyon Sprague de Camp e Willy Otto Oskar Ley, ma come ha dimostrato Edward Sandifer(1), Euler non ha mai proposto un modello del genere. Al contrario in un articolo del 1738 propose per la Terra una crosta dura con una massa fluida al di sotto che avrebbe avuto un rigonfiamento all'equatore e non ai poli, come ritenevano altri studiosi.

sabato 25 gennaio 2014

La fisica e la geometria delle particelle Pym

La super famiglia per eccellenza, i Fantastici Quattro, si sono meritati da tempo due serie regolari, la classica Fantastic Four e la gemella FF. Da un annetto e mezzo circa le due serie sono ripartite da 1 e a scriverle entrambe c'è Matt Fraction, un abile sceneggiatore entrato subito in sintonia con le atmosfere della famiglia, strutturando però i due serial in maniera diversa. Mentre Fantastic Four è diventato una sorta di Lost in space marvelliano, dove i Richards sono a viaggiare nello spazio-tempo (forse dispersi), su FF seguiamo le avventure dei loro sostituti, che oltre a dover salvare il mondo sono anche impegnati a gestire la Fondazione Futuro, una sorta di scuola per ragazzini dai superpoteri. Nella Fondazione Futuro ci sono vari insegnanti, che passano a dare lezioni sull'Universo Marvel e sull'ultimo numero scritto da Fraction (ultimo nel senso che dopo lascerà la testata a qualcun altro), lo sceneggiatore propone una lezione dell'Osservatore sulle particelle Pym, scoperte dall'eroe e scienziato Hank Pym, uno di quelli che non sai in cosa è laureato e poi quando te lo dicono pensi ma gli sceneggiatori lo sanno che ora gli scienziati sono specializzati e non tanti Pico della Mirandola?, un tipo esperto di fisica, nanotecnologia, intelligenza artificiale, biologia e altro ancora, come nemmeno Feynman e Majorana insieme!
A parte queste sottigliezze (si potrebbe dire la stessa cosa del Dottor Octopus, per esempio, o di Reed Richards) è interessante la lezione dell'Osservatore perché lega le proprietà della particella Pym a un modello geometrico, piuttosto naif, certo, ma che non è troppo differente da quello che si prova a fare nella fisica-matematica avanzata, dove sono proprio le simmetrie e le trasformazioni geometriche a fornire le proprietà al mondo fisico.

domenica 20 ottobre 2013

Age of Ultron: Di cantastorie e supereroi

Pubblico la prima parte della mia recensione di Age of Ultron, nucleo iniziale con una impostazione abbastanza originale. Poi a questo, visti i ritardi, dovuti anche alla scuola, si è aggiunta anche la recensione del secondo numero, aggiunta nell'articolo completo su LSB.
Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto
(dall'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto)
C'era una volta un super cattivo che conquistò la Terra. Le sue truppe, ad armi spianate, pattugliavano le città, immerse nell'oscurità, mentre la gente si nascondeva per sopravvivere o veniva sopraffatta.
Nascosti nei sotterranei, tra le macerie e i vicoli oscuri, un gruppo di sopravvissuti un tempo noti come supereroi resistevano alla tirannia: i primi fra loro, i leader carismatici, erano caduti uno alla volta e la situazione era disperata. Fino a che una voce dal passato non si fece nuovamente sentire, fino a che un piano non prese forma e il sacrificio di pochi riconsegnò a molti il loro amato pianeta.
C'era una volta un cantastorie che mi raccontò questa storia e quando, dieci anni più tardi, lo ritrovai nello stesso posto, visto che mi era piaciuta, decise di raccontarmela ancora. Era più o meno la stessa storia: sempre lo stesso supercattivo che trasforma la Terra in un luogo da incubo, sempre i campioni a lottare, nascosti, per la libertà e contro la distopia e sempre uno degli eroi protagonisti, senza paura, ad affrontare ancora una volta i raggi della morte. Questa volta, però, il menestrello volle mescolare anche dettagli presi da altre storie, per rendere il racconto ancora più ricco, ancora più epico.
Ecco poi arrivare un cantastorie concorrente, che in un reame vicino, dove si diceva che le idee nascessero per prime, iniziò a raccontare questa storia: un supercattivo, una volta, conquistò la Terra. Le sue truppe, ad armi spianate, pattugliavano le città, mentre la gente si nascondeva per sopravvivere o veniva sopraffatta.
Nascosti nei sotterranei, tra le macerie e i vicoli oscuri, un gruppo di sopravvissuti un tempo noti come supereroi resistevano alla tirannia: i primi fra loro, i leader carismatici, si sentivano persi, senza i loro simboli e solo pochi di loro pensavano di dover fare qualcosa, mentre il mondo era perso e disperato.
C'erano, dunque, due cantastorie: uno che si chiama Grant Morrison e scrisse Darkseid è... (un capitolo de La pietra dei tempi, saga della sua JLA) e Crisi Finale e Gli Invisibili e altre cose che sarebbe troppo lungo raccontare. L'altro, invece, si chiama Brian Michael Bendis, uno che raccontava belle storie su un amichevole tessiragnatele di quartiere, ma che alla fine ha deciso di scrivere per l'ennesima volta la solita storia, quella già raccontata da Morrison, anche se il titolo e il supercattivo erano diversi.
La storia si chiama Age of Ultron e se avete letto Morrison, a non leggerla, non vi perdete niente (questo non vuol dire che non possiate leggerla lo stesso, però). Sembra scritta venti anni fa, quasi a dire: il fumetto non è cambiato per nulla. Se questo è un bene, però, ve lo dico tra vent'anni.
Se poi Morrison non l'avete letto, magari può anche valere la pena leggerla: Brian Michael Bendis, in fondo, scrive bene, mentre Brian Hitch disegna anche meglio (ogni tanto si perde, a dire il vero). E poi il protagonista è il più letale avversario dei Vendicatori: Ultron, il robot creato da Hank Pym e apparso per la prima volta su Avengers #54.