Come ricorda
Fabio Licari nell'introduzione al settimo volume della collana
Superman: Il primo eroe, in uscita abbinata a
Gazzetta dello Sport e
Corriere della Sera,
Geoff Johns iniziò a lavorare nel mondo dell'intrattenimento con il cinema. Fu un'esperienza piuttosto breve, ma sicuramente intensa, interrotta dall'arrivo di un'opportunità che non poteva non cogliere: lavorare con i personaggi della DC Comics. All'epoca, il 1997, era impegnato con
Ipotesi di complotto; film con
julia Roberts e
Mel Gibson, quando incontrò
Eddie Berganza, che gli offrì l'opportunità di proporre nuove idee. Così, nonostante la fiducia del regista di quel film, Johns abbandonò il dorato mondo del cinema per gettarsi anima e corpo nel mondo del fumetto.
Possiamo solo immaginare quanto fu difficile abbandonare il
set di
Ipotesi di complotto, visto che a dirigere quel film c'era un regista diventato mitico anche per lo stesso Johns:
Richard Donner.
Donner, infatti, aveva legato la sua carriera al film
Superman del 1978 e al suo
sequel del 1980, la cui regia però venne accreditata a
Richard Lester, che concluse il girato dopo che Donner venne licenziato dalla Warner, probabilmente a causa degli alti costi di produzione, lievitati anche per via della scelta di Donner di girare
Superman e il suo
sequel in contemporanea. Il rapporto di Donner con Superman rimase, così, irrisolto, fino a che, nel 2006, dopo i 4
Arma letale e altri film di altrettanto successo, proprio Johns gli permise di chiudere i conti col personaggio, mentre la Warner gli consentì di recuperare la sua versione di
Superman 2, con la
Donner's Cut uscita nello stesso anno del primo dei cinque episodi di cui è costituito
L'ultimo figlio di Krypton.