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sabato 30 agosto 2025

Superman: L'ultimo figlio di Krypton

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Come ricorda Fabio Licari nell'introduzione al settimo volume della collana Superman: Il primo eroe, in uscita abbinata a Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, Geoff Johns iniziò a lavorare nel mondo dell'intrattenimento con il cinema. Fu un'esperienza piuttosto breve, ma sicuramente intensa, interrotta dall'arrivo di un'opportunità che non poteva non cogliere: lavorare con i personaggi della DC Comics. All'epoca, il 1997, era impegnato con Ipotesi di complotto; film con julia Roberts e Mel Gibson, quando incontrò Eddie Berganza, che gli offrì l'opportunità di proporre nuove idee. Così, nonostante la fiducia del regista di quel film, Johns abbandonò il dorato mondo del cinema per gettarsi anima e corpo nel mondo del fumetto.
Possiamo solo immaginare quanto fu difficile abbandonare il set di Ipotesi di complotto, visto che a dirigere quel film c'era un regista diventato mitico anche per lo stesso Johns: Richard Donner.
Donner, infatti, aveva legato la sua carriera al film Superman del 1978 e al suo sequel del 1980, la cui regia però venne accreditata a Richard Lester, che concluse il girato dopo che Donner venne licenziato dalla Warner, probabilmente a causa degli alti costi di produzione, lievitati anche per via della scelta di Donner di girare Superman e il suo sequel in contemporanea. Il rapporto di Donner con Superman rimase, così, irrisolto, fino a che, nel 2006, dopo i 4 Arma letale e altri film di altrettanto successo, proprio Johns gli permise di chiudere i conti col personaggio, mentre la Warner gli consentì di recuperare la sua versione di Superman 2, con la Donner's Cut uscita nello stesso anno del primo dei cinque episodi di cui è costituito L'ultimo figlio di Krypton.
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E in un certo senso la storia, co-scritta insieme a Johns, ricalca proprio Superman 2, visto che Superman deve affrontare il generale Zod, Ursa e Non, i tre kryptoniani criminali presenti nella pellicola (e di cui solo il primo era precedentemente apparso nei fumetti). Come nel film, riescono a fuggire alla zona fantasma dentro cui erano stati rinchiusi dal padre di Superman, Jor-El, portando sulla Terra anche tutti gli altri ciminali rinchiusi nel corso degli anni dentro la prigione dimensionale. Ad aprire le porte della zona fantasma verso la Terra ci ha però pensato il loro giovane figlio, che giunto prima di loro a Metropolis, ha la fortuna di incrociare la sua strada con Lois e Clark, riconoscendosi alla fine nel nome di Cristopher, evidente omaggio al mitico Christopher Reeve, e trovando così il coraggio di ribellarsi ai soprusi del padre Zod.
Il rapporto padre-figlio, dunque, ma anche il retaggio dinastico, in questo caso quello kryptoniano, che Superman ha abbandonato, pur conoscendolo, scegliendo il suo pianeta adottivo. Cosa, questa, in netto ed evidente contrasto con l'idea di Zod di voler conquistare la Terra per creare un nuovo Krypton, ancora più forte del precedente grazie all'influenza del sole terrestre.
E' una storia sulla famiglia, alla fin fine, quella biologica, ma anche quella adottiva. Una storia sulle scelte che facciamo per seguire e al tempo stesso allontanarci dalla strada che i nostri genitori e che il mondo intorno a noi ci ha indicato. Una storia sull'amicizia e sul sacrificio, ma anche sui compromessi in nome della resistenza.
Una bella storia, dunque, delicata ed epica al tempo stesso, impreziosita dai disegni dal tratto elegante di Adam Kubert, fortemente influenzato da quello del padre Joe, e che ben rappresenta Superman e il suo mondo.

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