
Possiamo solo immaginare quanto fu difficile abbandonare il set di Ipotesi di complotto, visto che a dirigere quel film c'era un regista diventato mitico anche per lo stesso Johns: Richard Donner.
Donner, infatti, aveva legato la sua carriera al film Superman del 1978 e al suo sequel del 1980, la cui regia però venne accreditata a Richard Lester, che concluse il girato dopo che Donner venne licenziato dalla Warner, probabilmente a causa degli alti costi di produzione, lievitati anche per via della scelta di Donner di girare Superman e il suo sequel in contemporanea. Il rapporto di Donner con Superman rimase, così, irrisolto, fino a che, nel 2006, dopo i 4 Arma letale e altri film di altrettanto successo, proprio Johns gli permise di chiudere i conti col personaggio, mentre la Warner gli consentì di recuperare la sua versione di Superman 2, con la Donner's Cut uscita nello stesso anno del primo dei cinque episodi di cui è costituito L'ultimo figlio di Krypton.

Il rapporto padre-figlio, dunque, ma anche il retaggio dinastico, in questo caso quello kryptoniano, che Superman ha abbandonato, pur conoscendolo, scegliendo il suo pianeta adottivo. Cosa, questa, in netto ed evidente contrasto con l'idea di Zod di voler conquistare la Terra per creare un nuovo Krypton, ancora più forte del precedente grazie all'influenza del sole terrestre.
E' una storia sulla famiglia, alla fin fine, quella biologica, ma anche quella adottiva. Una storia sulle scelte che facciamo per seguire e al tempo stesso allontanarci dalla strada che i nostri genitori e che il mondo intorno a noi ci ha indicato. Una storia sull'amicizia e sul sacrificio, ma anche sui compromessi in nome della resistenza.
Una bella storia, dunque, delicata ed epica al tempo stesso, impreziosita dai disegni dal tratto elegante di Adam Kubert, fortemente influenzato da quello del padre Joe, e che ben rappresenta Superman e il suo mondo.
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