
Ovviamente le citazioni a Shining non si sprecano e attraversano tutto l'episodio in lungo e in largo, senza domenticarsi di strappare una sana risata al lettore, che così ha modo di esorcizzare al meglio il genere dell'horror anche in quest'ultima puntata: in quest'ottica il più efficace è sicuramente Paperoga, ma non mancano momenti di leggerezza anche dagli altri personaggi. In più Badino inserisce un più che lodevole riferimento alle recensioni video farlocche, prodotte dall'intelligenza artificiale con recensori finti (o anche recensori veri, ma pagati per dire cose buone, cosa forse al momento molto più diffusa).
Degna conclusione di una, come sempre, divertente serie che ci lascia un po' in sospeso su quale possa essere il prossimo progetto di Paperina e Chiquita.
L'ultima colonia di Atlantide
Il numero, però, si apre con la prima puntata de Le vestigia di Z, nuova storia evento di Casty, che torna a raccontare della ricerca di Eurasia Tost del continente perduto di Atlantide. Come negli episodi precedenti, anche in questa occasione troviamo Topolino e Pippo a farle compagnia.Questo primo episodio sembra costruito per dare al lettore la sensazione che Le vestigia di Z sia la conclusione della lunga saga atlantidea, ma personalmente non credo sarà così e anzi ci aspetta almeno un'altra saga, anche se non bisogna dimenticare che, in un certo senso, i tre avventurieri più che trovare Atlantide ne stanno ricostruendo la storia e la filosofia, cosa che forse è molto più preziosa del trovarla.
Atlantide, infatti, in questa saga castyana, rappresenta un modo per l'autore friulano di raccontare i temi che maggiormente gli stanno a cuore: il rapporto del genere umano con il pianeta e degli individui l'uno con l'altro. In questo è significativa non solo l'ambientazione in Brasile, ma soprattutto l'incontro con Peleas, capo di un piccolo villaggio nella foresta (presumibilmente) amazzonica in cui ritroviamo molto di quello che aveva raccontato Emanuela Evangelista nel suo Amazzonia, sia relativamente alla vita nei villaggi, sia sul loro rapporto con le città.
Anche il personaggio di Carmelinda, una locandiera in un villaggio ai margini della foresta, viene caratterizzato con questo intento, il recupero della dimensione umana del vivere, in netto contrasto con il nuovo comandante in capo delle Lepri viola.
Allo stesso modo il percorso di crescita dello smemorato BO, che dice di essere il re di Z, l'ultima colonia di Atlantide, va in quella direzione: è evidente il cambio di atteggiamento del personaggio nel corso delle pagine. In questo è significativa una sua battuta sul nostalgico valore della famiglia. Al lettore disneyano più avvezzo non sarà poi sfuggita la similitudine tra BO e il Tapioco VI di Romano Scarpa, ennesimo tributo di Casty al suo autore preferito.
Le atmosfere alla Indiana Jones, o Indiana Pipps per restare in ambito disneyano, si mescolano quindi con uno sviluppo e una gestione dei personaggi ottima già in questo primo episodio, decisamente all'altezza di altre grandi storie di Casty.
In science we trust: Il senso della scienza
Ritorna la serie In science we trust di Giovanni Barbieri e Cristian Canfailla. Con Il tornado intelligente il quartetto composto da Marlin, Zapotec, Enigm e Atomino Bip-Bip cercano di trovare un sistema alternativo al tarallium per alimentare la macchina del tempo. La storia, ricca di gag, punta l'attenzione su una particolare batteria che prometterebbe di fornire quantità di energia pressocché illimitate sviluppata da un genio tecnologico, Mr. Bilx (la "x" potrebbe essere un riferimento a un "genio" della nostra epoca?).Alla fine della storia si scopre che questa batteria è, in realtà, una bufala, e non è da escludere che Barbieri non si sia ispirato all'e-Cat, dispositivo di cui si è parlato tanto una decina e più di anni fa, anche a sproposito direi, che millantava di produrre energia con un processo di fusione fredda, di cui però non era dato sapere nulla, coperto da un più che opportuno "segreto industriale".
All'epoca avevo seguito la vicenda su Science Backstage, ma non l'ho ancora recuperata sul nuovo SciBack. Vorrei, però, chiudere questo commento sulla storia con una significativa battuta che Enigm rivolge a Marlin:
Un vero scienziato non fa annunci roboanti, ma esce allo scoperto solo quando può dare risultati certi, misurabili e ripetibili!
The web of Goofy
Di solito scrivo delle parodie disneyane delle storie supereroistiche in altra sede, ma visto che sono in ritardo con la produzione dei video, scrivo giusto due righe su Pippo diventa Spider-Man, o per meglio dire Spider-Goofy.Il problema principale della storia è la scelta del personaggio da spiderizzare: Pippo non è esattamente credibile nel ruolo di Peter Parker e sarebbe stato certo molto meglio utilizzare Gilberto. Questa, però, non è una critica a Riccardo Secchi, che anzi trovatosi con il compito di far vestire i panni dell'Uomo Ragno al buon Pippo è riuscito a mettere insieme tutti gli elementi tipici del supereroe originale e della sua identità civile reinterpretandoli in maniera disneyana. E sono anzi convinto che gli autori, se avessero avuto una maggiore libertà di scelta sui personaggi disneyani da utilizzare, avrebbero compiuto abbinamenti molto più azzeccati.
Ad affiancare Secchi ai disegni troviamo, invece, Francesco D'Ippolito: il suo tratto fresco e rotondo risulta molto congeniale per le atmosfere della storia.
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