Stomachion

Visualizzazione post con etichetta warren ellis. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta warren ellis. Mostra tutti i post

sabato 25 ottobre 2025

One nation under Doom: Il Destino di Warren Ellis

20251025-doom2099-25-estratto-cover
Nel 1992 la Marvel lanciò una nuova serie di testate raccolte sotto l'etichetta di Marvel 2099. Raccontavano di un futuro distopico in cui gli Stati Uniti e il mondo intero erano sotto il controllo di potentissime multinazionali chiamate, nel gergo di quel lontano futuro, mega-aziende.
Intriso di atmosfere cyberpunk, venne lanciato con quattro testate: Ravage 2099, il cui protagonista era l'unico originale rispetto alle altre versioni futuristiche dei supereroi Marvel, e da Spider-Man 2099, la testata principale, Punisher 2099 e Doom 2099. Il protagonista di quest'ultima testata era un Destino che cercava di recuperare la memoria, credendo egli di essere quello originale, che aveva combattuto contro i Fantastici Quattro e gli altri eroi nel corso della prima era eroica, quella di un secolo prima.
Alla ricerca di se stesso
La testata, affidata a John Francis Moore per i disegni di Pat Broderick, portò avanti questo Destino per qualcosa come 23 numeri, inserendo nella storia anche un secondo Destino, in modo da rendere la questione ancora più complessa. Questa dicotomia tra i due Destino venne risolta con i due numeri 24 e 25 con una sfida che lasciò sul campo l'unico e solo Vicotr von Doom. La saga in due puntate, che chiuse qualsiasi dubbio su chi fosse il Destino del XX secolo giunto nel "lontano" 2099, venne co-sceneggiata da quello che sarebbe stato il nuovo sceneggiatore della testata, Warren Ellis.
Lo sceneggiatore britannico rivoluzionò non solo la testata, ma anche la visione di Destino sia in relazione al mondo distopico in cui si muoveva, sia in relazione alla sua storica caratterizzazione.

martedì 8 giugno 2021

Castlevania: e se i vampiri esistessero sul serio?

20210608-castlevania
Quella di Castelvania è una lunga saga vampirica videoludica iniziata nel lontano 1986. Non ho mai giocato a nessuno dei titoli della serie. Il tema vampirico, però, mi ha decisamente fatto avvicinare alla serie animata, pubblicata su Netflix a partire dal 2017 e strutturata su quattro stagioni, l'ultima uscita da poco.
La storia, almeno quella delle prime due stagioni, ruota intorno a Dracula e alla sua nichilistica sete di vendetta contro il genere umano, colpevole di aver bruciato sul rogo la moglie Lisa, una cosa del tipo Muoia Sansone con tutti i filistei.
Questa guerra di sterminio, che vede alcuni ignari alleati (nel senso che la maggior parte dei grandi vampiri che si schierano con Dracula non si rendono conto del desiderio di distruzione totale del re dei vampiri), ha anche i suoi bravi oppositori, ed è un trio apparentemente male assortito: il cacciatore di mostri Trevor Belmont, la maga Sypha Belnades e il figlio di Vlad e Lisa, Adrian, detto Alucard (Dracula al contrario).
La seire, scritta da Warren Ellis, è decisamente una delle migliori nel panorama delle serie animate su Netflix. La mano di Ellis è abbastanza evidente: battute ficcanti e dirette, grande dinamismo, un certo indulgere nello splatter, cosa abbastana scontata visto il gran numero di mostri che affiancano i vampiri, ma soprattutto uno sviluppo decisamente interessante da parte di tutti i personaggi principali della serie, che riservano sorprese non solo tra una stagione e l'altra, ma anche tra una puntata e l'altra. Questo continuo lavoro di approfondimenti sui personaggi, peraltro, permette di affezionarsi a loro, empatizzando con caratteri che sarebbero sostanzialmente distanti dal nostro sentire moderno.

domenica 21 ottobre 2012

La politica elettrica del Capitan Swing

Capitan Swing e i pirati elettrici dell'isola delle braci non esaurisce i suoi spunti con la scienza, che abbiamo ampiamente approfondito ieri. Innanzitutto già l'ispirazione del nome del protagonista, Capitan Swing, è indicativo dell'intento politico di Ellis, che però opera anche questo aspetto con la leggendaria figura di Jack il Saltatore, su cui mi sono già più o meno diffusamente soffermato nella recensione di Springald.
Come avevo già scritto in quel post, l'epoca di Jack il Saltatore è quella della nascita del corpo di polizia londinese, i più noti bobbies. Questo corpo, la classica polizia metropolitana, venne fondato da sir Robert Peel e all'epoca non era costituito da gente poi molto preparata, se
(...) il primo uomo a essersi arruolato fu beccato dopo quattro ore così sbronzo da non riuscire neanche a camminare da solo.
Non solo: il rispetto verso questo giovane corpo di polizia era decisamente molto basso all'epoca, se era possibile un fatto del genere:
Tre anni da adesso, l'agente Bob Culley sarà accoltellato durante una sommossa, e il suo assassino assolto per legittima difesa: perché la sua vittima era un Peeler.
Non era però l'unico corpo di polizia della capitale britannica:
Bow Street era la sede della Corte dei magistrati, fondata dal colonnello Sir Thomas de Veil: e i magistrati, i Giudici di Pace che esminavano e giudicavano ai processi, controllavano i Bow Street Runner che usavano per far rispettare la legge. Molti Runner in precedenza erano stati "acchiappaladri" indipendenti, pagati direttamente dalle vittime per acciuffare i manolesta e restituire il maltolto. Molti acchiappaladri erano, naturalmente, ladri, esrtorsori e assassini a loro volta. L'acchiappaladri Jonathan Wilde guidava un esercito di scassinatori talmente numeroso che quando fu condannato Daniel Defoe riferì che per salutarel'impiccato si era radunata la più grande folla che avesse mai visto, "come se fosse stato un trionfo". I Bow Street Runner, quindi, forse non erano onesti come i magistrati volevano far credere alla gente.
E nemmeno gli stessi magistrati lo erano.
I magistrati diventano, quindi, una metafora, decisamente molto aderente alla realtà, alla luce di quanto tramanda la storia, del potere costituito, difeso da un lato dai violenti runner e dall'altro dagli inconsapevoli (e mediamente incompetenti) poliziotti metropolitani. A questo ordine costituito si oppone Swing, ovvero il dottor Jonathan Rheinhardt, uno scienziato e un utopista, dome dimostra mentre discute con l'agente Charlie Gravel.
Innanzitutto ecco come si descrive:
Io sono un pirata, sir. Un pirata dell'aria. Un ladro con una nave e il terrore e il terrore della gente ignorante sulla terra, lo so.
Ma ciò che cerco di rubare è il vero mondo che deve arrivare.
Un mondo di scienza e filosofia della natura. Un mondo in cui una nave volante non ha bisogno di nascondersi tra le nuvole di notte.

sabato 20 ottobre 2012

La scienza elettrica del Capitan Swing

Un altro articolo di avvicinamento e preparazione all'evento di quest'anno, Lucca Comics & Science, organizzato da Roberto Natalini e Andrea Plazzi, cui avrò l'onore di partecipare. Le prime tre immagini degli apparati scientifici sono tratte dal fumetto di Ellis e Caceres da cui ho tratto ispirazione per il lungo post.
Lo stile di queste immagini era molto in voga all'epoca di cui si discorre, e un esempio potete trovarlo nei libri di Joseph Priestley, come ad esempio "The History and Present State of Electricity".
E ora, buona lettura!
More about Capitan Swing e i pirati elettrici dell'Isola delle Braci
Più tardi, nel corso di quell'anno [1830], nel sud dell'Inghilterra ci furono una serie di sommosse da parte degli agricoltori, che erano stati ridotti alla fame a causa dell'introduzione di macchinari che potevano svolgere il loro stesso lavoro instancabilmente e a un prezzo inferiore. Distrussero trebbiatrici, bruciarono fabbriche e spedirono i manifesti delle loro idee ai proprietari terrieri e ai magistrati. Queste lettere erano firmate: "Capitan Swing".
In questo modo è lo stesso Warren Ellis, nell'ultima pagina del diario del Capitan Swing, ad informarci sull'ispirazione prima di Capitan Swing e i pirati elettrici dell'isola delle braci, disegnato da Raulo Caceres. La storia che lo scrittore scozzese ha realizzato, una teslatopia, o un romanzo elettrico su un'utopia piratesca contrastata, la definisce lo stesso Ellis, sicuramente si avvicina al genere steampunk (per approfondimenti tecnici, leggete l'articolo di Simone Rastelli su Lo Spazio Bianco), quindi un fumetto che utilizza la scienza dell'elettricità, e infine è un'opera politica. Punto d'unione di tutte queste anime è il diario del Capitan Swing, che risulta alla fine anche una preziosa fonte di dati e informazioni storiche.
Il lettore, leggendo la storia, vedendo una nave volare grazie alla forza dell'elettricità, vedendo quegli strumenti strani illustrati tra le pagine del diario del Capitano può legittimamente chiedersi: c'è qualcosa di vero nel racconto? O sta forse mentendo Ellis/Swing quando scrive:
Propulsione ionica aerea(1). Levitazione elettrostatica(2). Elettrogravitazione. L'effetto Biefeld-Brown e l'elettrofluidodinamica(3). Non c'è niente di inventato qui. Appare semplicemente ucronico, immaginario e come se provenisse da un tempo fuori di sesto.
In effetti molte delle questioni messe in campo da Ellis in questa citazione sono oggetto di ricerca nel campo della fisica e dell'elettromagnetismo.
L'elettromagnetismo è quella branca della fisica che si occupa di studiare i campi elettrici e magnetici. Come ha dimostrato Maxwell, i due campi, elettrico e magnetico, sono profondamente legati uno all'altro e solo in una situazione statica si possono, con buona approssimazione, considerare separati.
In effetti però i due concetti di elettricità e magnetismo erano all'inizio separati, e in particolare le prime osservazioni sull'elittricità risalgono alla Grecia Antica:
Talete fu il primo a parlare dell'induzione dell'elettricità statica nel 600 a.c.
Bisognerà aspettare mille anni circa per ricominciare, però, ad avere un qualche progresso nel campo:
Otto von Guericke costruì una macchina-frizione per l'accumulazione del carico elettrostatico intorno al 1650 d.c.
Guericke, un fisico all'epoca prussiano, è famoso innanzitutto per i suoi esperimenti sull'aria, che in effetti risalgono al 1650 (stando alla Britannica). In particolare famoso è l'esperimento della sfera cava al cui interno è stato praticato il vuoto: i cavalli legati alle due calotte sferiche che componevano la sfera non riuscirono, dopo questa operazione, a separarle, dimostrando così la tremenda pressione esercitata dall'aria sugli oggetti.
E' del 1663 l'invenzione di cui scrive Ellis, ovvero il primo generatore elettrico della storia.
Il vero salto in alto, però, arriva con il 1800:
Nello stesso periodo della fondazione della polizia metropolitana, Francesco Zantedeschi scoprì l'induzione elettromagnetica (sebbene, in questo mondo così lento, Michel Faraday lo ignorasse quando, un anno dopo, pubblicò la stessa scoperta che divenne però ben più famosa).
Un semplice esperimento di induzione elettrica (in questo caso elettrostatica) è sicuramente strofinare una penna su una maglia di lana possibilmente e poi vedere l'effetto che ha su alcuni pezzetti di carta. Oppure si può provare a fare la stessa cosa con una sferetta e un'asta, magari usando differenti materiali per capire quale di questi riesce ad attirare la sferetta dopo un opportuno strofinamento:

venerdì 30 ottobre 2009

Sun Will Set

Un set musicale proposto da Warren Ellis: la musica classica di Zoe Keating.
Buon ascolto:



P.S.: mi scuso per l'aggiornamento postumo (martedì 3 novembre alle 23:30 passate), ma ora l'mp3 musicale è quello giusto.

sabato 24 ottobre 2009

sabato 11 ottobre 2003

Wildstorm #28

Dopo una lunga attesa finalmente abbiamo la possibilità di leggere, con i disegni di Arthur Adams, la saga finale di Mark Millar!!!
Finalmente vediamo che fine hanno fatto i nostri eroi di Authority e non vedo l'ora di leggere i due numeri successivi per sapere in che modo Midnighter e la piccola Jenny Quantum riusciranno a liberare gli altri componenti del gruppo dal controllo del G7!
Nel frattempo Planetary, il capolavoro di Ellis e Cassaday, sembra riprendere con un certo buon ritmo, mentre finisce col botto la miniserie in 3 numeri di Moore e Baikie su Deathblow. Continuano, sempre più allineati al nuovo corso da complotto mondiale ideato da Ellis per il Wildstorm-verse, le avventure dei Wildcats sulle pagine della loro 3.a serie (grandissimi, come sempre, i disegni di Dustin Nguyen).