Stomachion

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sabato 11 aprile 2026

Superman: La caduta di Camelot

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Sull'ormai chiusa da tempo Superman: Il primo eroe, collana di brossurati allegati a Corriere e Gazzetta dello Sport p stata ristampata in due volumetti una delle saghe migliori del Superman del primo decennio del terzo millennio, Camelot falls. Arrivata in Italia nel periodo in cui i diritti DC Comics erano in mano alla Planeta DeAgostini come La caduta di Camelot, racconta di una sfida interessante posta dal mago atlantideo Arion a Superman: se proteggere l'umanità porterebbe alla fine alla sua estinzione, a causa del continuo sorgere di minacce sempre più difficili da sconfiggere, l'eroe rinuncerebbe a proteggerla per dare all'umanità stessa la possibilità di risorgere?

sabato 14 maggio 2022

Vendicatore per sempre

Dopo la battaglia con Onslaught, alcuni dei supereroi Marvel vennero dati per morti dall'universo principale. La cosa durò per all'incirca un anno, durante il quale la Marvel propose ai lettori una serie piuttosto interessante, Thunderbolts. Scritta da Kurt Busiek per i disegni di Mark Bagley, vedeva alcuni criminali del Marvel Universe travestirsi da supereroi per prendere il posto dei Vendicatori (gli Avengers, come si dice oggi che il supergruppo ha avuto successo cinematografico) e poi, all'apice del successo, prendere il potere. La cosa, ovviamente, non andò a buon fine, visto che alla fin fine il successo, ma soprattutto il rispetto che questo genere di popolarità si porta dietro, piace a chiunque.
Non è però dei Tunderbolts, ma di un altro progetto di Busiek, che andò alle stampe l'anno dopo. Era il 1998 e la DC Comics aveva rilanciato già da un anno la Justice League con la serie JLA scritta da Grant Morrison per i disegni di Howard Porter. Con l'evento Heroes Return anche la Marvel decise di rilanciare le serie che durante Heroes Reborn vennero ambientate in un universo tasca ideato da Franklin Richards. Ovviamente il rilancio implicava il ritorno degli eroi nell'universo principale. E in questo rilancio venne coinvolta anche Avengers, la testata che raccontava le avventure del supergruppo principale del Marvel Universe. E la serie venne affidata proprio a Busiek, con un altro grande fumettista ad affiancarlo ai disegni: George Perez.
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sabato 3 agosto 2013

Strane storie

Le storie hanno un ruolo centrale all'interno della civiltà umana. E' attraverso le storie che, prima dell'invenzione e della diffusione della scrittura, venivano tramandati gli insegnamenti. E con l'arrivo della scrittura le storie hanno raggiunto una importanza ancora maggiore. Una delle riviste a fumetti più legate proprio alla narrazione è, sin dal titolo, Strange Tales, che si affianca ad altre mitiche riviste come Tales to Atonish, Tales of Suspense, o ad altre un po' meno tales ma identiche nella concezione, come Journey into Mistery. Un po' tutte queste riviste, che per molti appassionati sono legate soprattutto agli esordi di molti supereroi della silver age Marvel, erano già in pubblicazione ben prima dell'era supereroica e anche dopo l'arrivo dei super sulle loro pagine mantennero per un po' le loro caratteristiche antologiche. Ovviamente con i cambiamenti del mercato anche queste riviste vennero chiuse, ma l'essenza di quei racconti non venne persa.
A riportare un breve revival di quelle atmosfere ci pensò un fumetto di enorme successo, un prodotto alternativo per l'epoca perché non solo era retto da una storia importante e intensa, ma anche per via di disegni dettagliati come mai prima: il riferimento è al Marvels di Kurt Busiek e Alex Ross. E visto che oggi si parla di storie non è sui disegni di Ross che voglio soffermarmi, ma proprio sullo sceneggiatore.
Considerato erede di Roy Thomas, Busiek dopo Marvels propose con la Marvel una serie di prodotti più leggeri, ma non meno interessanti, come una serie dedicata al giovane Uomo Ragno, o i rilanci delle testate dedicate ad Iron Man e ai Vendicatori. O ancora proprio un piccolo revival di Strange Tales, disegnato con una tecnica pittorica che ricorda Marvels da Riccardo Villagran.