
L'idea dietro questa lunga saga è di Kurt Busiek, all'epoca passato in DC Comics dopo molti anni in Marvel. Sulle pagine di Superman, l'albo sui cui la saga si è sviluppata, si è riunito con uno dei migliori disegnatori dell'epoca, se non di tutti i tempi, Carlos Pacheco, come sempre supportato da Jesus Merino alle chine (artista, tra l'altro, in grado anche di disegnare in toto quanso necessario), e con il quale aveva già collaborato con successo su Avengers Forever.
L'essenza ultima de La caduta di Camelot (o Camelot cade, come è stata rititolata in questa ristampa), al di là di quel che scrissi all'epoca, è proprio quella di definire Superman attraverso la risposta a una domanda sicuramente non banale come quella che gli ha posto Arion. E non c'è solo questa riflessione ad attraversare la storia, ma anche il confronto con un alieno tenuto prigioniero in un laboratorio abbandonato dell'ex-Unione Sovietica e che non riesce a comprendere come mai Superman non lo supporta in quella che lui ritiene una giusta vendetta.
Alla fine ho ben poco da aggiungere se non un sentito consiglio per recuperare una grande storia realizzata da due grandi autori.
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