Stomachion

giovedì 30 aprile 2026

Paralipomeni di Alice: Gli enigmi di Turandot

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Il poster della Turandot - via commons
Visto che è recentemente caduto l'anniversario del centenario della prima messa in opera della Turandot di Giacomo Puccini, ho pensato bene di riportare per un momento la serie dei Paralipomeni di Alice alla sua ispirazione originale, ovvero raccontare di arte e letteratura in qualche modo collegabile alla matematica.
Come raccontato nella recensione di Topolino #3674 la storia di Turandot è quella di una regina cinese che, nella speranza di non torvare marito, pone a tutti i pretendenti una serie di tre indovinelli. E solo chi li risolve tutti può aspirare alla sua mano. I tre indovinelli non hanno una soluzione esattamente matematica o logica, come per esempio gli enigmi della Sfinge, a parte forse il terzo e ultimo, contemporaneamente il più semplice e il più difficile.
Iniziamo dal primo:
Nella cupa notte vola un fantasma iridescente.
Sale e spiega l'ali sulla nera infinita umanità.
Tutto il mondo l'invoca e tutto il mon'implora;
ma il fantasma sparisce con l'aurora,
per rinascere nel cuore
e ogni notte morir.
Devo dire che senza un aiutino non ci sarei arrivato, e questo perché a me questo indovinello faceva pensare ad Azhrarn, il Sovrano della notte ideato da Tanith Lee, ovviamente diversi decenni più tardi rispetto alla Turandot. La soluzione, però, si adatta molto bene ai versi che abbiamo appena letto: la speranza.
In effetti la speranza nasce nei cuori delle persone con l'alba e si spegne al tramonto. E dunque nell'intertempo tra questi due momenti è un po' come un fantasma che aleggia sul mondo, come raccontato nei versi iniziali.
E veniamo, ora, al secondo enigma:
Guizza al pari di fiamma,
ma non è fiamma.
È talvolta delirio.
È la febbre dell'anima.
Se perdi o se speri,
se languisci o se ardi,
diventi pallido;
se conquisti, diventi rosso.
Onestamente lì per lì avrei pensato all'amore, e invece la risposta è il sangue, anche se mi sembra che sia un po' come alcune soluzioni de La ghigliottina: si adattano meno di quello che hai pensato! D'altra parte, come scritto su iltuocruciverba.com, in questo caso il sangue non va inteso come solo ciò che ci scorre nelle vede, ma come il complesso delle emozioni che associamo a esso. Un po' tirata per le orecchie, se vogliamo, ma in fondo l'avevo scritto all'inizio: di logica ce n'è veramente poca.
Almeno fino a qui...
Gelo che ti dà fuoco
e dal tuo fuoco ancor più gelo trai.
Candida e fosca,
se ti vuol libera t'fa servo,
se t'accetta ti fa re.
Qui, in effetti, la risposta è abbastanza semplice: Turandot. Determinanti sono sicuramente i due versi conclusivi, visto che raccontano ciò che succede ai pretendenti in caso di sconfitta o di vittoria. I primi versi, invece, raccontano del carattere della regina, e dunque alla fine è sicuramente l'indovinello più semplice dei tre, poiché basta "solo" la logica deduttiva per risolverlo!

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