Stomachion

venerdì 10 aprile 2026

Grandi Autori: Romano Scarpa - vol.2

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Lo so. non ho scritto nulla sul volume precedente, bloccato soprattutto dal non riuscire a montare (da anni, ormai) il video dedicato a L'uomo di Ula-Ula, storia contenuta in quel volume (lo apre, se non ricordo male). Però ci tenevo a non lasciare senza articoli il secondo volume che Grandi Autori ha dedicato a Romano Scarpa.
Il sommario, composto dal sempre ottimo Alberto Brambilla, vede L'ultraghiaccio come storia d'apertura, seguita da Sgrizzo, il più balzano papero del mondo, quindi Gancio cormorano di fiducia, seguita da Il casco d'oro, per poi chiudersi con Le palme da colla.
Il volume è, dunque, una perfetta sintesi del passaggio di Scarpa dalle grandi storie con cui aveva esordito sulle pagine di Topolino a una scrittura più semplice e diretta, che gli permetteva di produrre un maggior numero di storie rispetto al periodo precedente. Tant'è vero che nella fase successiva della sua carriera disegnò molte più storie su testi altrui, anche se non è il caso di quelle presentate in questo secondo volume.
Le due storie su cui mi preme soffermarmi un po' di più sono le più lunghe e complesse, L'ultraghiaccio e Il casco d'oro.
Nel segno di Gottfredson
L'ultraghiaccio è una storia squisitamente gottfredsoniana. Non, però, del periodo iniziale, ma di quello di fine anni Quarante, quando sulle daily strip arrivò uno sceneggiatore piuttosto particolare, in grado di trattare diversi dei sottogeneri del mistero e del fantastico: Bill Walsh. La storia di Scarpa, infatti, ricorda molto da vicino L'atmobrello nella sua prima parte, per poi virare verso le atmosfere del Pianeta minorenne nella seconda.
Nella prima parte, infatti, dopo un inizio con un Topolino che si improvvisa scienziato, il nostro eroe viene richiesto come protettore del tipico scienziato scarpiano, piuttosto distratto e poco avvezzo alle cose del mondo. Questa protezione è giustificata dall'incredibile scoperta dello scienziato che potrebbe rivoluzionare il mondo e dalla sensazione, effettivamente reale, di essere oggetto del controllo di una forza esterna.
Nella seconda parte, invece, Topolino e il professore vengono trasportati in un mondo alieno, per quanto sulla Terra (sotto il mare, per la precisione), confrontandosi così con una cultura differente dalla loro, e finendo invischiati negli intrighi di quella particolare società.
Il tutto, ovviamente, confezionato da Scarpa con il suo usuale stile leggero, ma non banale, ricco di gag in grado di alleggerire la tensione sempre nei momenti giusti.
Spunto barksiano
Il casco d'oro, invece, nasce da uno spunto che Carl Barks consegnò allo stesso Scarpa grazie a un suo schizzo con il quale volle omaggiare uno dei personaggi più riusciti creati dal fumettista veneziano: Brigitta. Lo schizzo, datato fine 1975, vede Brigitta provare ad accalappiare Paprone utilizzando un profumo d'oro. Lo spunto, che venne seguito in maniere un po' più letterale anni dopo da Nino Russo e Guido Scala in Una papera tutta d'oro, venne sviluppato da Scarpa come elemento iniziale per una delle sue tipiche avventure esotiche che porta Paperone e i suoi nipoti a interagire con il tipico popolo isolato dal mondo, ma in possesso di immense ricchezze.
Il motore della prima puntata della storia è, in effetti, un profumo d'oro sintetizzato da Archimede per conto dei Bassotti che gli raccontano una panzana per convincerlo a produrlo, cosa che mette in evidenza l'ingenuità dell'Archimede scarpiano. Questo profumo viene poi regalato a Brigitta affinché "accalappi" Paperone, in modo tale da distrarlo dalla difesa del deposito. Cosa che per poco non riesce. Il punto è che tutto questo è solo l'inizio della storia, che verrà complicata nella seconda parte da una gemella di Brigitta, vista nel prologo, e da un rapimento.
E' interessante notare un ceto parallellismo nella caratterizzazione (e solo parzialmente nella storia) tra Hitta, la sosia di Brigitta, e Zenobia, La regina d'Africa, che avrebbe esordito su Topolino Più qualche anno più tardi, nel 1983. Questa, però, è, come si suol dire, un'altra storia. La nostra, per ora, si conclude qui. Appuntamento al prossimo volume scarpiano (si psera!).

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