Stomachion

sabato 4 aprile 2026

Elric: I fumetti di Editoriale Cosmo

20260404-elric-vol1-cosmo-estratto-cover
Come scritto nell'articolo dedicato al primo omnibus di Elric, ho iniziato a leggere le avventure del personaggio ideato da Michael Moorcock proprio grazie ai fumetti, prima quelli di Conan e poi quelli scritti da Roy Thomas negli anni Ottanta del XX secolo.
Questa serie, la cui lettura ho successivamente interrotto proprio per via dell'acquisto del primo Oscar Draghi dedicato a Elric, è stata pubblicata in Italia da Editoriale Cosmo nel 2019 in 5 volumetti brossurati che riprendevano altrettanti volumi della Michael Moorcock Library della Titan Comics usciti tra il 2015 e il 2017.
Mentre la serie italiana si è interrotta a quei 5 volumetti, la Titan ha ripreso la ristampa delle versioni a fumetti dei romanzi di Elric con Stormbringer nel 2021 e Bane of the Black Sword nel 2022. A questi ha poi aggiunto la ristampa della maxi-serie Moorcock's Multiverse e di The Making of a Sorcerer, entrambi scritti da Moorcock stesso. Di questi due, solo il secondo ha ricevuto un'edizione italiana grazie a Planeta De Agostini, che, però, non acquistai all'epoca.
In questo primo articolo dedicato ai fumetti del mondo di Elric mi andrò inevitabilmente a concentrare sui volumi di Editoriale Cosmo, nella speranza che l'editore decida, prima o poi, di riprendere le pubblicazioni della Moorcock Library.
Sovrano di un mondo in decadenza
20260404-yrkoon-vs-elric
La serie della Cosmo è costituita dai volumi Elric di Melniboné, Sui mari del fato, La città sognante, Il fato del lupo bianco e La torre che svaniva. Thomas, da grande appassionato di heroic fantasy, ha sempre rispettato la materia letteraria che portava su carta già con i racconti di Conan, e la stessa cosa è riuscito a fare anche con i romanzi di Elric. Un buon numero di didascalie e di battute combaciano con la traduzione dell'edizione italiana, e anche le vicende vengono seguite in maniera quasi esatta, a meno di variazioni e aggiustamenti necessari per via del cambio di medium.
Elric di Melniboné, disegnato da Michael Gilbert e Craig Russell, che in particolare ha curato il layout e le chine, mette in scena la prima grande sfida di Elric, almeno nella cronologia interna così come è stata sistemata dallo stesso Moorcock: quella contro il cugino Yrkoon, che complotta in tutti i modi per ottenere il trono di Elric. Yrkoon ritiene, infatti, di essere il sovrano adatto per risollevare Melniboné contro i regni giovani e fino al suo antico e spietato splendore, senza rendersi conto, come invece ha fatto Elric, che ormai la società melniboneana ha imboccato un declino irreversibile a causa della continua e decadente ripetizione di riti di sangue e orge di piacere che hanno come unico scopo quello di ricordare i propri privilegi.
All'interno di questo contesto, raccontato con grandissima eleganza da Gilbert, emergono in particolare proprio i tre protagonisti principali di Elric, Yrkoon e Cymoril, sorella di quest'ultimo e promessa sposa del primo. Di Yrkoon, in particolare, emerge la sua doppiezza grazie a sorrisi avidi e doppiogiochisti, mentre Elric spicca per un volto secco, sofferente anche quando non è stanco, consegnando al lettore un personaggio tormentato quasi a ogni istante. Cymoril, invece, è la dimostrazione delle capacità del disegnatore di gestire una grande gamma di espressioni: anche nel romanzo la promessa sposa di Elric passa dalla felicità per essere in compagnia del suo amato, alla preoccupazione perché Elric non riesce a uccidere Yrkoon, fino a uno stato di prostrazione psicologica estremo causato dalle stregonerie un po' maldestre del fratello. Quest'ultimo sembra, però, ritrovare la nobiltà perduta nel corso della sfida finale con Elric, quando i due imbracciano le spade gemelle maledette Tempestosa e Luttuosa. I lineamenti si distendono nel corso del duello, mentre per contro quelli di Elric diventano più duri e determinati, consentendo così al lettore di intuire già solo osservando come Gilbert li ritrae chi vincerà il confronto.
Il ritorno a Melniboné, però, non è la fine, ma l'inizio delle peregrinazioni del re stregone.
Il sovrano vagabondo
20260404-elric-vol2-cosmo-cover
Lasciato Yrkoon come reggente, Elric si mette in viaggio per i regni giovani con l'idea di voler conoscere meglio i territori e le popolazioni che si trovano oltre la porta di Melniboné. Alcune di queste peregrinazioni sono raccontate proprio in Sui mari del fato, costituito da tre racconti distinti. Il primo di questi, che possiamo identificare come La ricerca di Tanelorn, inizia a definire il multiverso moorcockiano. Nella storia, infatti, ambientata su questi mistici mari del fato attraverso le cui nebbie è possibile raggiungere differenti piani del multiverso, su una nave guidata da un capitano cieco sono presenti i quattro che sono uno, ovvero Elric, Corum, Erekose e Hawkmoon, ognuno di loro una versione differente di Elric stesso. Il loro compito è sconfiggere due stregoni che hanno preso possesso di due edifici posti tra le rovine di un'antica città, forse la mistica Tanelorn, e solo la fusione di questi quattro aspetti del campione eterno è in grado di sconfiggerli.
Proprio la rappresentazione di questa letterale fusione tra i quattro e la loro sfida, non solo fisica ma anche mistica con i due stregoni è uno dei momenti migliori del fumetto di Thomas dal punto di vista visivo. In questo secondo volume, infatti, Russell viene sostituito da George Freeman, con una perdita evidente nell'eleganza del tratto e un po' anche nell'efficacia della composizione delle vignette, che in alcune pagine appaiono un po' disordinate. La sfida con i due stregoni e quella specie di kaiju che poi costituiscono i quattro eroi quando diventano l'uno sono, però, i momenti migliori di tutta questa prima parte.
La seconda, invece, che possiamo identificare come Le terre al di là del mondo, vede Elric affiancato al conte Smiorgan affrontare un viaggio per ritornare sul loro comune piano d'origine. Elric, che nel frattempo ha dimenticato l'avventura vissuta nella prima parte, si confronta con un suo antenato, un melniboneano leggendario ritenuto morto, ma che era giunto su un piano differente, portandosi dietro un'oscura maledizione.
E' evidente come Moorcock aveva imbastito questa storia proprio per proporre al lettore questo confronto tra il glorioso passato e il presente decadente, cosa che in qualche modo si perde un po' nel fumetto. C'è però da dire che dal punto di vista del disegno, per quanto le tavole siano meno spettacolari, in questa seconda parte troviamo le pagine più eleganti ed espressive di tutto il volume.
Infine la terza e ultima parte, Gli occhi del gigante di giada è forse la storia più squisitamente howardiana non solo del volume ma dell'intera produzione di Moorcock. Ovviamente lo scrittore britannico non poteva rinunciare al confronto di Elric sia con il suo "patrono", il dio del caos Arioch, ma soprattutto con se stesso, mostrato da Gilbert e Freeman in una scena particolarmente efficace anche per costruzione della pagina e ambientata in un edifico prismatico.
Tutto iniziò qui
20260404-elric-vol3-cosmo-cover
Nonostante arrivi alla fine di queste lunghe peregrinazioni, La città sognante è, in realtà, il racconto d'esordio di Elric, successivamente integrato dentro il romanzo Il fato del lupo bianco. Racconta del ritorno di Elric, che scoperto del tradimento di Yrkoon che non si è accontentato di essere un semplice reggente, si unisce alla flotta dei regni giovani per invadere il suo stesso regno. In questo nuovo confronto con Yrkoon, Elric in pratica perderà tutto: il suo regno, ma anche la sua amata Cymoril, uccisa dalla sua spada assetata di sangue e anime, Tempestosa. In effetti il racconto posto in questo punto della cronologia di Elric ne esalta i toni drammatici e il senso di perdita che il racconto trasmette al lettore.
E la versione a fumetti non solo non è da meno, ma va in qualche modo anche oltre essenzialmente grazie ai disegni di Russell, per questa occasione autore di matite, chine e colori. Il tratto che esibisce non è sempliccemente elegante, ma è ricco di linee e di dettagli, quasi barocco. Russell cattura in una maniera particolarmente efficace il dramma di Elric, la sua esaltazione in battaglia, il suo immenso dolore quando si piega sul corpo dell'amata, e per contro la decadenza di Yrkoon prima e la sua follia poi. E in particolare su quest'ultimo punto sono particolarmente significative tre vignette che mostrano il primo piano del cugino di Elric che si trasfigura al contrario, passando da un aspetto geometrico, quasi frattale, fino a quello umano reale.
E' fuori di dubbio che questo vollumetto, che in questa ri-scrittura di Thomas precede Il fato del lupo bianco, è dal punto di vista visivo l'episodio migliore.
Con Il fato del lupo bianco, che vede ai disegni l'alternanza dei tre precedenti disegnatori, Thomas inizia innanzitutto con Il sogno del conte Aubec, che in questa versione costituisce anche una sorta di storia di raccordo con le altre tre che costituiscono Il fato del lupo bianco: La città sognante, Mentre gli dei ridono e La cittadella che cantava. Mentre La città sognante è poco più di un riassunto dell'omonimo volume disegnato da Russell, il vero capolavoro grafico, ma non solo, della quarta raccolta delle avventure a fumetti di Elric è Mentre gli dei ridono disegnato ancora una volta da Russell.
La storia, in breve, racconta della ricerca di Elric e Shaarilla del Libro degli dei morti, che interessa entrambi, anche se per motivi differenti. Nel corso delle loro peregrinazioni, i due incontrano Maldiluna, che diventa il confidente e l'amico più stretto di Elric in molti dei racconti di Moorcock. La storia in se ha ben poco da raccontare oltre questo, ma spicca indubbiamente per un buon ritmo e soprattutto per l'eleganza delle illustrazioni del disegnatore.
20260404-alric-balo
La cittadella che cantava, infine, affidata a Freeman, racconta della sfida di Elric contro Balo, una specie di giullare degli dei del caos, giunto sulla Terra per stabilire qui il suo dominio, in barba all'equilibrio tra le differenti potenze divine. Thomas, al di là di alcuni passaggi eccessivamente verbosi, molto ben affiancato da Freeman, riesce a cogliere perfettamente la natura paradossale della storia di Moorcock. Il disegnatore, infatti, rappresenta Balo come Humpty Dumpty, facendo pensare immediatamente alla sua rappresentazione in Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll. E infatti gli aspetti più squisitamente carrolliani del confronto con Balo, che nella storia di Moorcock sono difficili da cogliere, proprio con il fumetto di Thomas e Freeman emergono in tutta la loro forza.
La serie di Editoriale Cosmo si conclude con il quinto volume, La torre che svaniva, i cui disegni sono realizzati dalla disegnatrice Jan Duursema. La storia si intreccia con la ricerca di Elric della mitica Tanelorn e successivamente della sua difesa contro gli attacchi del suo acerrimo nemico, lo stregone Theleb K'aarna, che avevamo conosciuto nelle storie precedenti. In questo caso Thomas resta molto fedele alla materia originale: la storia è sostanzialmente lineare e nella pratica è il perfetto prologo al finale della saga di Elric. Vengono, infatti, posti alcuni accenni a ciò che sarebbe seguito, mentre i tormenti di Elric sul suo destino e su quella specie di maledizione che sente gravare su se stesso. Maledizione che in qualche modo ritorna in maniera esplicita con la morte dell'ennesima donna amata. Devo, però, dire che in questo caso Thomas non sembra riuscire a rendere al meglio tali tormenti, affidandoli a pochi momenti, in particolare ai sogni, o ad alcune scene di battaglia. Duursema, invece, riesce a cogliere in maniera ottima tali dicotomie nell'animo dell'eroe, risultando efficace molto di più che nelle scene di battaglia pura e semplice.
Quello che è rimasto fuori
La serie della Cosmo, come accennato poco sopra, si interrompe a due passi dalla fine. Per completare la serializzazione dei fumetti tratti dal canone originario (che, come ricordo, Moorcock ha modificato almeno in altre due occasioni nel corso degli anni), mancano The Bane of the Black Sword, La maledizione della spada nera, in cui Thomas è affiancato da Mark Pacella, e soprattutto Stormbringer di P. Craig Russell.
La speranza che questi ultimi due volumi della Moorcock's Library possano arrivare in Italia non è certo spenta, ma anche se fosse, credo che difficilmente Editoriale Cosmo deciderà di proseguire con gli altri volumi che, nel frattempo, la Titan Comics ha pubblicato. In ogni caso spero di potervi raccontare altro sia su Elric sia sui fumetti a esso dedicati in futuro.

Nessun commento:

Posta un commento