
La prima messa in scena dell'opera avvenne in un giorno abbastanza significativo, o che lo sarebbe diventato una ventina di anni dopo: il 25 aprile. Era, però, il 1926 e a dirigere l'orchestra c'era il più grande maestro dell'epoca, Arturo Toscanini, che di fronte alla richiesta di Benito Mussolini di far precedere l'opera da Giovineza (cito da it.wiki):
(...) commentò che l'inno fascista poteva essere suonato, ma senza di lui e che in tal caso neppure avrebbe diretto l'opera.La storia dell'opera è quella di una regina della lontana Cina, Turandot, che non volendo sposarsi, pone ai suoi pretendenti tre enigmi da risolvere. Già parodiata nel 1991 su Topolino #1876 da Antonella Pandini per i disegni di Valerio Held con il titolo di Paperonbot, viene reinterpretata anche sul #3674 da Alessandro Sisti e Alessandro Perina. COme era già accaduto con l'omaggio pubblicato sul #3597, anche con Gli enigmi di Turandot Sisti racconta un'avventura di Paperone in compagnia dello stesso Puccini in un qualche momento precedente al dicembre del 1923, data in cui Puccini concluse la scrittura della partitura giunta fino a noi.
La storia, divertente, ricalca in maniera non fedelissima, ma sicuramente molto aderente, la storia della Turandot. Persino il finale risulta in qualche modo incompiuto, almeno se lo vediamo nell'ottica della protagonista, la regina Turandot.
L'articolo di approfondimento, di Antonella Murolo, racconta, invece, non solo del finale incompiuto, ma anche di altre opere incompiute che hanno fatto la storia della letteratura al pari dell'opera di Puccini.
Nel complesso un sentito omaggio a Puccini e alla sua ultima opera.
In viaggio
Con Allarme su Rebootz arriva alla seconda tappa il viaggio spaziale di Pippo e Minni che si sta svolgendo ne Il baule galattico del bis-bis di Roberto Gagnor e Marco Palazzi. In questo caso Gagnor affronta il tema della moda, ovviamente nel solito modo ossessivo ed estremo tipico delle storie disneyane. Il tema, però, in questo caso viene utilizzato per raccontare qualcosa di più profondo: l'accettazione della diversità. In questo caso, infatti, non conformarsi alla moda imposta per legge implica venire arrestati! Un'iperbole, dunque, che però deve invitare a riflettere su alcuni aspetti della nostra stessa società.L'impresa nordica di Alessandro Ferrari per i disegni diUmberto Sacchelli e Valerio Manisi è una storia di produzione Disney (come intuibile dal codice) in cui vediamo per la prima volta Paperino affrontare un viaggio avventuroso in compagnia di Rockerduck! L'idillio con lo zione, infatti, si rompe quando Paperino, dopo l'ennesimo viaggio in cui non ricava nulla per se, chiede un anticipo a Paperone, ricevendo un ovvio rifiuto.
La storia ha sicuramente il pregio di mostrare le qualità di Paperino, ma in ultima analisi la conclusione resta sempre la stessa per il nostro eroe.
Infine con La città degli smeraldi arriva al capitolo intermedio Il meraviglioso mago di Oz di Francesco Artibani e Paolo Mottura. Avendo sempre come traccia il romanzo originale, come visto la settimana precedente, i due autori mettono il gruppo di Minni e dei suoi nuovi amici del paese di Oz contro la strega dell'Ovest, interpretata da Amelia. Ovviamente basta fare un paio di conti per capire chi interpreta il mago di Oz.
Se quindi da un lato Artibani risulta particolarmente fedele alla storia originale, cosa che l'autore non ha sempre fatto in occasione di altre parodie, Mottura, invece, da sfoggio di tutta la sua arte, come già aveva fatto nel primo episodio di Circus, in particolare nella composizione e nella decorazione delle vignette, ottimamente supportato da Irene Fornari ai colori.
Il mondo di PK
Infine con questo numero inizia la pubblicazione delle storie di Tito Faraci ambientate in questo nuovo soft reboot delle storie di PK che ha avuto inizio con Paperinik #112 (spero di scriverne presto). Come raccontato dallo stesso Faraci in un'intervista pubblicata sul numero scorso, l'idea dietro queste storie è quella di riprendere in qualche modo le atmosfere in particolare delle storie brevi dell'epoca, ma aggiornate ai tempi moderni.A livello di continuity stiamo quindi parlando di avventure che avvengono nel pieno di PKNA, come evidente dalla presenza della pkar, che era stata abbandonata da diverso tempo.
Nel complesso questa prima storia, PK very cool, disegnata dal sempre ottimo Francesco D'Ippolito ed esteticamente rovinata dal bordo viola delle pagine, risulta sì gradevole, ma sostanzialmente sembra più una storia usuale di Paperinik, che non una di PKNA, breve o lunga che sia.
Intendiamoci: sicuramente una storia di ottima fattura, ma che in qualche modo sembra confermare un parere (non molto lusinghiero, in effetti) che ho da un po' di tempo a questa parte e che, per ora, continuo a tenermi per me.
Nessun commento:
Posta un commento