Stomachion

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venerdì 3 luglio 2020

Wikiritratti: Harrison Schmitt

Articolo precedentemente pubblicato su Edu INAF
Il programma Apollo della NASA si sviluppò a partire dal 1961 fino al 1975. Vennero utilizzati quattro distinti razzi vettori: il Little Joe II, per voli sub-orbitali senza equipaggio; il Saturn I, sempre senza equipaggio ma destinato anche ai voli orbitali; Saturn IB per le orbite terrestri con e senza equipaggio; e infine il Saturn V impiegato anche per le missioni lunari.
Ogni missione del programma veniva identificata con una sigla fino alla AS204, rinominata Apollo 1 dopo la distruzione del modulo a causa di un incendio con conseguente morte dell'equipaggio, il 27 gennaio del 1967. Gli astronauti erano Virgil Grissom, Edward White e Roger Chaffee. Dopo il successo dell'Apollo 11 con l'allunaggio di Neil Armstrong e Edwin Aldrin, il programma proseguì fino all'Apollo 17, ultima missione che portò degli esseri umani sulla Luna. L'equipaggio era composto da Eugene Cernan, Ronald Evans e, soprattutto, da Harrison Schmitt, fino a ora primo e unico scienziato ad aver mai messo piede sul nostro satellite.
Un geologo sulla Luna

Harrison Schmitt - via commons
Laureatosi in geologia presso il Caltech nel 1957, passò alcuni anni in Norvegia, all'università di Oslo, per poi tornare in patria dove ottenne il dottorato in geologia presso l'università di Harvard nel 1964.
Lavorò per un breve periodo presso il Geological Survey's Astrogeology Center di Flagstaff, in Arizona, svilupopando tecniche geologiche che sarebbero state successivamente utilizzate dagli equipaggi delle missioni Apollo. Venne quindi selezionato dalla NASA nel giugno del 1965 per far parte del primo gruppo di scienziati-astronauti: passò all'incirca un anno ad addestrarsi come pilota di jet per poi entrare nel gruppo degli addestratori degli astronauti. Il suo compito era istruire i componenti degli equipaggi a portare a termine osservazioni geologiche del suolo in orbita e sul modo corretto per raccogliere i campioni di roccia dal suolo della Luna. Inoltre dopo ogni missione con allunaggio, partecipava all'esame dei campioni riportati a Terra e aiutava gli equipaggi a stilare la parte scientifica del loro rapporto.

lunedì 6 maggio 2019

Wikiritratti: Evelyn Boyd

Evelyn Boyd è stata la seconda donna afroamericana, dopo Euphemia Lofton Haynes, a ricevere un dottorato in matematica presso un'università statunitense. Ottenne il titolo presso la Yale University diventando successivamente una pioniera nella programmazione.
Seconda figlia di William e Julia Walker Boyd, è nata a Washington l'1 maggio del 1924. Insieme con la sorella maggiore, crebbe con la zia e la madre, che si era separata dal marito quando Evelyn era in tenera età.
Studiò presso la Dunbar High School che, nonostante i problemi di segregazione razziale, era particolarmente competitiva per gli studenti afroamericani di Washington. Successivamente, grazie al sostegno economico della zia e di una piccola borsa di studio della Phi Delta Kappa, Evelyn Boyd entrò allo Smith College nell'autunno del 1941, dove si laureò magna cum laudee nel 1945 in matematica e fisica. Si interessava anche di astronomia, ad ogni modo.
Ero affascinata dallo studio dell'astronomia e ad un certo punto mi gingillai con l'idea di spostare la mia attenzione a questa materia. Se avessi saputo che in un futuro non così distante gli Stati Uniti avrebbero lanciato il loro programma spaziale, e che gli astronomi sarebbero stati molto richiesti per la plianificazione delle missioni spaziali, avrei potuto diventare un'astronoma invece che una matematica.(1)

lunedì 28 maggio 2018

Wikiritratti: Alan Bean

Alan Bean, selezionato come astronauta della NASA nel 1963, è stato il quarto astronauta a mettere piede sulla Luna in occasione della missione Apollo 12, la seconda ad atterrare sulla superficie del nostro satellite.
Gli inizi

Alan Bean sulla Luna
Nato il 15 marzo del 1932 a Wheeler, nel nordest del Texas, di avi scozzesi, Bean visse a Minden, nel nordovest della Louisiana, dove il padre lavorava per la U.S. Soil Conservation Service. Ottenne il diploma superiore nel 1950 presso la R.L. Paschal di Fort Worth, in Texas.
Nel 1955 conseguì la laurea di primo livello (bachelor) in ingegneria aereonautica presso l'Università del Texas di Austin. Successivamente entra nell'aereonautica militare statunitense: in particolare presso la U.S. Naval Test Pilot School ebbe come istruttore Pete Conrad, futuro comandante della Apollo 12. Come scritto in apertura, è stato selezionato nel 1963 come astronauta della NASA.
Selezionato per essere il pilota di comando dell'equipaggio di riserva del Gemini 10, non è riuscito ad ottenere il primo incarico di volo per l'Apollo. Nel frattempo è stato inserito nell'Apollo Applications Program. In quella veste, è stato il primo astronauta a immergersi nel Neutral Buoyancy Simulator e un paladino nel processo di addestramento degli astronauti. Quando il suo compagno astronauta Clifton Williams venne ucciso da un incidente aereo, si aprì un posto per Bean sull'equipaggio di riserva dell'Apollo 9. Fu il comandante dell'Apollo 12 Conrad, che era stato istruttore di Bean, a chiedere personalmente la sostituzione di Williams con il suo ex-allievo.

venerdì 20 luglio 2012

Uomini sulla Luna

In questo post vengono ristampati e riadattati due post, ormai cancellati dall'editore, dedicati a Neil Armstrong e Buzz Aldrin. La pubblicazione ritardata è dovuta a un ritardo del sottoscritto nel recupero del post su Aldrin. Mi scuso per questo con i lettori e con i due protagonisti dell'allunaggio del 20 luglio 1969.
Neil Armstrong
Quel giorno, in tutto il mondo, si sentirono queste parole:
That's one small step for [a] man, one giant leap for mankind.(1)
E' quello che disse Neil Armstrong dopo aver posto, per primo, il piede sulla Luna, entrando così nella storia, non solo quella di una lunga rincorsa spaziale tra statunitensi e sovietici, ma nella storia di tutta la Terra.
Nato il 5 agosto del 1930, Armstrong, comandante della missione Apollo 11, quella atterrata sul suolo lunare, non era solo in quella notte così silenziosa e stellata. Lo accompagnarono in quel lungo viaggio e infine nello sbarco Buzz Aldrin, che con lui condivideva il passato di scout, e Michael Collins.
Neil può, per molti versi, essere considerato un predestinato: nel 1968 era a capo dell'equipaggio di riserva dell'Apollo 8 e nello stesso anno, a maggio, rischiò la vita durante un'esercitazione con un modulo lunare. Per sua e nostra fortuna fu in grado di salire sull'Apollo 11 e mettere così per primo piede sul nostro satellite.
All'astronauta statunitense sono anche intitolati un piccolo cratere lunare e un asteroide, il 6469 Armstrong.
il primo piede sulla Luna
Seguita con attenzione in tutto il mondo, la missione Apollo 11 atterrò nella parte meridionale del Mare della Tranquillità. Dopo circa 6 ore e mezza, Armstrong e Aldrin mosserò i primi, incerti passi sulla Luna, iniziando a filmare e fotografare l'evento, raccogliendo rocce e campioni della superficie lunare.
La discesa di Armstrong venne filmata grazie ad una telecamera montata sull'Eagle, il modulo che portò gli astronauti fino all'allunaggio, appositamente espulsa dal suo alloggiamento all'interno dello scafo da un comando azionato dallo stesso Armstrong scendendo.
I due astronauti, una volta scesi, si mossero in modo apparentemente goffo, prevalentemente a balzi, a causa della minore gravità del nostro satellite: Aldrin disse che i movimenti dovevano essere programmati con un certo anticipo, poiché il suolo lunare era particolarmente sdrucciolevole. Anche grazie a questo successo, il programma spaziale statunitense poté proseguire ancora per un'altra decina di anni (più o meno), almeno fino a che la Nasa decise di dirottare i fondi, comunque scarsi e diminuiti, verso altri progetti di maggiore valenza scientifica. Probabilmente per gli stessi motivi anche i sovietici avevano interrotto da tempo il loro programma spaziale.
Buzz Aldrin
Il secondo protagonista di questa bella storia, Edwin Eugene Aldrin, detto Buzz, nato il 20 gennaio del 1930, è, a mio giudizio, il volto simpatico della missione, raggiungendo una fama, una volta tornato, forse anche superiore al suo comandante e amico: d'altra parte Neil aveva il compito e la responsabilità innanzitutto del buon esito della missione, e poi quello non secondario di passare alla storia. Certo, quando venne il momento di lasciare un segno tangibile, Aldrin non si tirò indietro e durante la sua passeggiata lunare, evidenziando il suo carattere schietto e sincero, ma al tempo stesso molto spiccio, disse semplicemente:
Magnificent desolation.(2)
Laureatosi nel 1951 in ingegneria meccanica all'accademia militare di West Point, dopo la guerra di Corea entrò al MIT dove prese il dottorato in astronautica, per poi venire selezionato dalla Nasa nel 1963.