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lunedì 6 maggio 2019

Wikiritratti: Evelyn Boyd

Evelyn Boyd è stata la seconda donna afroamericana, dopo Euphemia Lofton Haynes, a ricevere un dottorato in matematica presso un'università statunitense. Ottenne il titolo presso la Yale University diventando successivamente una pioniera nella programmazione.
Seconda figlia di William e Julia Walker Boyd, è nata a Washington l'1 maggio del 1924. Insieme con la sorella maggiore, crebbe con la zia e la madre, che si era separata dal marito quando Evelyn era in tenera età.
Studiò presso la Dunbar High School che, nonostante i problemi di segregazione razziale, era particolarmente competitiva per gli studenti afroamericani di Washington. Successivamente, grazie al sostegno economico della zia e di una piccola borsa di studio della Phi Delta Kappa, Evelyn Boyd entrò allo Smith College nell'autunno del 1941, dove si laureò magna cum laudee nel 1945 in matematica e fisica. Si interessava anche di astronomia, ad ogni modo.
Ero affascinata dallo studio dell'astronomia e ad un certo punto mi gingillai con l'idea di spostare la mia attenzione a questa materia. Se avessi saputo che in un futuro non così distante gli Stati Uniti avrebbero lanciato il loro programma spaziale, e che gli astronomi sarebbero stati molto richiesti per la plianificazione delle missioni spaziali, avrei potuto diventare un'astronoma invece che una matematica.(1)
Grazie a una borsa di studio della Smith Student Aid Society dello Smith College riuscì ad essere ammessa sia alla Yale University sia presso l'Università del Michigan per il dottorato in matematica, ma alla fine la giovane scelse di andare a Yale soprattutto per via dell'integrazione economica alla borsa proveniente dallo Smith College. Presso la Yale studiò analisi funzionale sotto la supervisione di Einar Hille, finendo il suo dottorato nel 1949 con una tesi sulle serie di Laguerre.
Scoperte dal matematico francese Edmond Nicolas Laguerre, sono soluzione dell'equazione di Laguerre: \[xy'' + (1-x)y' + ny\]
Vedevo donne nere - donne attraenti e ben vestite - insegnare a scuola, e volevo essere un'insegnante, perché era tutto quello che vedevo. Non mi interessava alcuna altra professione.(2)
Successivamente si trasferì presso lo New York University Institute for Mathematics, dove insegnò e portò avanti la sua attività di ricerca. Quindi nel 1950 insegnò presso la Fisk University, college per studenti neri a Nashville, nel Tennessee, nonostante le donne non potessero accedere ai posti più prestigiosi: due delle sue studentesse, Vivienne Malone-Mayes ed Etta Zuber Falconer, proseguirono gli studi in matematica fino al dottorato. Due anni dopo lasciò il mondo accademico per tornare a Washington dove iniziò a lavorare presso i Diamond Ordnance Fuze Laboratories. Dopo quattro anni passo all'IBM come programmatrice ritornando così a New York nel 1957.
Tre anni dopo la troviamo a Los Angeles, presso gli US Space Technology Laboratories, che nel 1962 divennero la North American Aviation Space and Information Systems Division. In questa sede potè coronare la sua passione per l'astronomia partecipando a vari progetti collegati al programma Apollo relativi alla meccanica celeste, al calcolo delle traiettorie e allo sviluppo di tecniche informatiche digitali.
A causa di una ristrutturazione nella sede dell'IBM, nel 1967 dovette trasferirsi alla California State University di Los Angeles come ordinario di matematica. Nel 1984 si spostò al Texas College di Tyler in Texas e nel 1990 ottenne una cattedra di matematica presso l'Università del Texas dove sviluppò programmi di matematica per le scuole elementari.
Da bambina cresciuta negli anni Trenta a Washington, D.C., ero consapevole che la segregazione poneva molte limitazioni ai Negri (...) Tuttavia ogni giorno si entrava in contatto con Negri che avevano trovato un posto nella società; abbiamo sentito e letto di individui i cui risultati stavano contribuendo al bene delle persone. Questi individui, uomini e donne, divennero i nostri modelli; guardavamo a loro e fissavamo gli obiettivi per essere come loro. Abbiamo accettato l'educazione come il mezzo per superare i limiti che una società prevenuta si sforzava di porre su di noi.(3)
Nel 1951, insieme con due colleghi afro-americani, le venne negato l'accesso a un incontro regionale della Mathematical Association of America (MAA), perché si svolgeva presso un hotel riservato ai bianchi. Come conseguenza di questo increscioso episodio e sotto la pressione di Lee Lorch, matematico, attivista per i diritti civili e comunista, l'MAA e la American Mathematical Society (AMS) modificarono le loro regole per migliorare l'inclusione.
  1. I was fascinated by the study of astronomy and at one point I toyed with the idea of switching my major to this subject. If I had known then that in the not too distant future the United States would launch its space program, and astronomers would be in great demand in the planning of space missions, I might have become an astronomer instead of a mathematician. da [4
  2. I saw black women - attractive, well dressed women - teaching school, and I wanted to be a teacher because that's all I saw. I was not aware of any other profession. da [4
  3. As a child growing up in the thirties in Washington, D.C., I was aware that segregation placed many limitations on Negroes, ... However, daily one came in contact with Negroes who had made a place for themselves in society; we heard about and read about individuals whose achievements were contributing to the good of all people. These individuals, men and women, served as our role models; we looked up to them and we set out goals to be like them. We accepted education as the means to rise above the limitations that a prejudiced society endeavoured to place upon us. da [4

  4. J J O'Connor, E F Robertson, "Evelyn Boyd Granville", MacTutor History of Mathematics archive, University of St Andrews. 

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