
Ovviamente, mantenendo la tradizione, in questa sede mi occupo del numero in edicola, in particolare della storia d'apertura di Faraci e Mottura.
Il tesoro più grande

Ciò che però i predoni cercano di ottenere è il tesoro custodito da qualche parte all'interno dell'insediamento e che La grande barriera impedisce loro di raggiungere. Il valore dei libri e della cultura come protezione contro le assurdità del mondo emerge in maniera molto chiara dalla storia di Faraci, insieme con le possibilità che questa possa diventare anche un elemento per riscattare la propria vita. In questo senso il rapporto tra Topolino, che in questa occasione interpreta il contadino ed ex-guerriero To-Po-Lin, e Gambadilegno, che interpreta lo Straniero, passa un po' in secondo piano di fronte alla morale della storia, ma il senso dell'inseguimento continuo tra i due nemici mantiene la sua poetica. E il termine è abbastanza calzante vista la scelta di affiancare a Faraci l'evocativo Mottura, che ancora una volta si esibisce in vignette molto efficaci in grado di catturare al meglio l'atmosfera della storia, senza dimenticare gli elementi umoristici tipici del fumetto disneyano.
Un bello spot per la lettura dei libri in particolare e la cultura in generale.
Paperopoli: una città di smartzombie.

Panini viene affiancato da Mario Ferracina: nel complesso il suo tratto, dall'inchiostrazione marcata, ricorda ora Emanuele Barison ora alcuni degli artisti del Comicup Studio, anche se in un paio di vignette si intravedono soluzioni alla Alberto Lavoradori. In particolare l'avversario dei tre improbabili alleati sembra caratterizzato proprio alla maniera dell'abile disegnatore di PKNA #0.
Una storia tutto sommato divertente che riesce a essere su questa recensione solo perché, tolta la prima puntata della saga leonardesca, resta decisamente molto poco di cui scrivere in questa "fresca" domenica.
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