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martedì 3 maggio 2022

Topolino #3466: Viaggio in Italia

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Ben due delle quattro storie di cui vi andrò a scrivere nelle righe che seguono sono, infatti, ambientate anche solo parzialmente in Italia, mentre quella di chiusura presenta una vignetta con un nuovo errore geografico, anche se questa volta nel testo. Vi lascio, però, nell'attesa e inizio con la cover story, la prima puntata della nuova saga di Fantomius, La notte di Fantomius.
Dopo la complessa e personalmente non così efficace saga temporale (come scrissi, non credo che il personaggio di Fantomius risulti particolarmente efficace in questo genere di soggetti), torniamo in qualche modo al solito tran tran per il ladro gentiluomo: le rapine dei preziosi più preziosi della Terra! Pur nella loro semplicità, sono trame particolarmente efficaci, e in questo senso si conferma anche il primo episodio de La notte di Fantomius, tanto da risultare piacevolmente scontata nel suo svolgimento. L'intrico ideato da Marco Gervasio cui mi riferisco con quel scontata è, però, relativo alla prima parte della storia, perché poi l'autore inizia a esplorare una direzione nuova, di cui già sappiamo grazie ad alcune scene sarà protagonista Senape, al momento alleata di Fantomius e Dolly Paprika.
Gervasio, oltre a sviluppare la trama principale, che a quanto pare porterà non a una vera e propria conclusione ma verso una seconda storia in due puntate, propone un paio di elementi collaterali interessanti che servono per fornire un contesto storico solido per la saga, ovvero l'annunciato ritorno di Paperone a Paperopoli e una mappa geografica della baia di Paperopoli e della città. Tutte cose stuzzicanti per il lettore più esperto, ma che possono anche arricchire la lettura dei lettori più giovani.
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domenica 17 ottobre 2021

Topolino #3438: Una questione di canone

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A differenza di quanto scrissi settimana scorsa, alla fine non ho recuperato la parte dell'articolo dedicato a Dante Alighieri sulle colonne elettroniche del Cappellaio Matto. L'intenzione di farlo, però, c'è ancora, ma sicuramente continuo a proporvi un articolo unico anche questa settimana. Anche oggi vale lo stesso discorso precedente: potrei recuperare una parte dell'articolo sul Cappellaio, ma nello specifico non so proprio quale.
La recensione di oggi, ad ogni modo, inizia dalle parti pkappiche:
Il tempo come artificio narrativo
Nella fantscienza di genere viaggi nel tempo, quest'ultimo va essenzialmente preso come un artificio narrativo. La possibilità di potersi spostare tra un istante e un altro senza ricevere gli effetti collaterali dello spostamento (un ringiovanimento o un invecchiamento proporzionali allo spostamento) ha prodotto nel genere storie interessanti e stimolanti. Qualcosa del genere è spesso avvenuto anche nelle storie di PK, la sigla con cui noi oggi identifichiamo il Paperinik supereroistico emerso dalle pagine del primo nuomero 0 di PKNA, Evroniani.
Il vate principale dei viaggi nel tempo pkappici è sempre stato Alessandro Sisti, che nell'occasione delle due puntate di Zona franca, storia disegnata da Lorenzo Pastrovicchio per celebrare il 25.simo anniversario della prima pubblicazione di quel numero, rende canonica una storia che non era mai stata ufficialmente inserita nel canone pkappiko: Timecrime.
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domenica 28 giugno 2020

Topolino #3370: nel blu

Ultimamente scrivere le recensioni per Topolino sta diventando sempre più semplice. Dopo l'articolo con eventuale approfondimento scientifico sul Cappellaio Matto (anche questa settimana dedicato a Star Top), restano sempre al massimo un paio di storie di cui scrivere. Qualcuno potrebbe obiettarmi che in questo numero è tornata la serie de I fratelli De' Paperoni di Vito Stabile, ma dopo aver letto la storia d'esordio, ho semplicemente saltato quella di questa settimana. Inizierei, però, con l'avventura di copertina, peraltro disegnata da Giorgio Cavazzano:
Mistero in profondità
Per la prima volta nella serie di Topolino giramondo Giuseppe Zironi si limita a partecipare al soggetto, mentre la storia è affidata ai testi di Gabriele Panini e ai disegni di Giampaolo Soldati.
Se il disegnatore, negli ultimi tempi, è cresciuto tantissimo nella gestione delle espressioni e adotando un tratto in un certo senso più realistico (per quel che si possa dire "realistico" il tratto per un fumetto disneyano), la vera sorpresa della storia, a parte un dettaglio, comunque non trascurabile, è proprio Panini.
La nuova avventura della serie è ambientata su una nave di ricerca oceanica che ha come obiettivo la Fossa delle Marianne, la zona oceanica più profonda della Terra. Topolino è aggregato alla spedizioe per realizzare un servizio fotografico sugli sconosciuti fondali marini, lì dove non arriva la luce e buona parte degli abitanti ha sviluppato la così detta bioluminescenza, un fenomeno che permette agli esseri viventi di emettere luce attraverso particolari reazioni chimiche.

domenica 19 aprile 2020

Topolino #3360: Insieme siamo più forti

Mentre La pietra dell'oltreblu entra nel vivo con l'inizio effettivo della caccia al tesoro ai misteri di Paperello/Raffaello, a sommario si trova una storia che, un po' per caso, incita i lettori a resistere contro le difficoltà.
Insieme nel deserto
Il tamburo della città perduta non è la semplice riproposizione del tema classico dell'avventura alla Indiana Jones, ma una storia che combina temi differenti. Gabriele Panini, coadiuvato dal gattiano Michele Mazzon, spedisce Indiana Pipps sulle tracce di un'antica civiltà e il suo perduto tamburo in grado, secondo la leggenda, di richiamare i fulmini e, quindi, influenzare il tempo. A mettergli i classici "bastoni tra le ruote" c'è, come al solito, Kranz, questa volta con al seguito una banda di loschi figuri.
Panini descrive un Kranz violento e tirannico nei modi come poche altre volte: giunto al villaggio nel deserto dove vivono i discendenti dell'antica civiltà, usa la violenza dei suoi scagnozzi per ottenere il desiderato tamburo. Questo, però, non possiede alcun potere magico, ma è un simbolo di unione e fratellanza all'interno della comunità al motto di "molte mani, un solo intento". La società con cui si confronta Indiana, infatti, è molto poco strutturata con un unico punto di riferimento, il sommo vetusto, custode delle tradizioni del popolo: una società in un certo senso ciminiana e intrinsecamente pacifica, che però grazie alla presenza di Indiana, riesce a trovare prima la forza di ribellarsi agli scagnozzi di Kranz, e poi a riunirsi per riparare al danno subito, imparando anche una lezione sulla fiducia nei confronti del mondo esterno. Non tutti gli stranieri portano guai!

domenica 8 dicembre 2019

Topolino #3341: A ritmo di musica

E così il lavoro di Claudio Sciarrone con Foglie rosse era effettivamente, anche se marginalmente, collegato con il progetto di Bruno Enna con i nipotini. Inizia questa settimana X-Music, una storia sui talent show di genere musicale, che vede protagonisti la banda di Quo e quella di Tip e Tap, che si confrontano in terreno neutro, Calisota City, sede, appunto, di X-Music.
Le audizioni
Dopo l'ottimo lavoro con Young Donald Duck, Marco Mazzarello torna a disegnare una storia di genere adolescenziale, dove indubbiamente si sbizzarrisce. Riesce in modo abbastanza naturale a seguire la direzione grafica di Sciarrone per Tip e Tap, ma non utilizza tale punto di partenza per rinfrescare un po' gli altri personaggi, in particolare i nipotini di Paperino. Nel complesso, però, Mazzarello compie un ottimo lavoro, seguendo con il suo tratto rotondo e dinamico l'altrettanto dinamica e divertente sceneggiatura di Enna. Questa presenta diverse piccole divertenti gag che mettono alla berlina il mondo dei reality e i suoi protagonisti, senza dimenticare gli influencer, che all'interno di X-Music, votano in funzione dei like ricevuti sui social. Ovviamente, visto che in questo genere di programmi bisogna costruire conflitti, Enna inserisce anche i veri antagonisti dei giovani artisti: gli autori del programma che già iniziano a pensare a modi su come indirizzare X-Music sui binari a loro più utili. Vedremo come si evolverà questa situazione nelle prossime puntate.

domenica 12 maggio 2019

Topolino #3311: Nel segno dei libri

Mentre inizia la saga leonardesca scritta da Bruno Enna, questa settimana con l'episodio disegnato da Andrea Freccero, il Topolino di questa settimana è dedicato al Salone del Libro di Torino non solo con la storia d'apertura, La grande barriera di Tito Faraci e Paolo Mottura, ma anche con lo speciale cartonato Topolino. Il gioco del mondo, che poteva essere acquistato in un'unica soluzione insieme con il Topolino regolare.
Ovviamente, mantenendo la tradizione, in questa sede mi occupo del numero in edicola, in particolare della storia d'apertura di Faraci e Mottura.
Il tesoro più grande
La Grande Muraglia è una delle opere più imponenti mai costruite dagli esseri umani. Lunga poco più di 8800 chilometri, venne costruita per volere dell'imperatore Qin Shi Huang con l'obiettivo di fortificare i suoi possedimenti, da poco unificati sotto il suo regno. La muraglia che, invece, si trovano di fronte Topolino e Gambadilegno non è costruita da mattoni, ma da libri. La grande barriera, infatti, protegge la città di Fo-Glin dagli attacchi di terribili briganti a cavallo di draghi sputafuoco: sia i briganti sia i draghi, infatti, non riescono ad attraversare questa barriera di cultura, evidentemente a causa della scarsa cultura che loro stessi posseggono, come mostrato dalle sgrammaticate battute che disseminano in giro per le vignette.
Ciò che però i predoni cercano di ottenere è il tesoro custodito da qualche parte all'interno dell'insediamento e che La grande barriera impedisce loro di raggiungere. Il valore dei libri e della cultura come protezione contro le assurdità del mondo emerge in maniera molto chiara dalla storia di Faraci, insieme con le possibilità che questa possa diventare anche un elemento per riscattare la propria vita. In questo senso il rapporto tra Topolino, che in questa occasione interpreta il contadino ed ex-guerriero To-Po-Lin, e Gambadilegno, che interpreta lo Straniero, passa un po' in secondo piano di fronte alla morale della storia, ma il senso dell'inseguimento continuo tra i due nemici mantiene la sua poetica. E il termine è abbastanza calzante vista la scelta di affiancare a Faraci l'evocativo Mottura, che ancora una volta si esibisce in vignette molto efficaci in grado di catturare al meglio l'atmosfera della storia, senza dimenticare gli elementi umoristici tipici del fumetto disneyano.
Un bello spot per la lettura dei libri in particolare e la cultura in generale.

domenica 3 febbraio 2019

Topolino #3297: Il conte di Anatrham e altre storie

In linea con l'alternanza di qualità che sta caratterizzando questi ultimi numeri di Topolino, il #3297 propone un sommario di livello superiore a quello della settimana scorsa e non solo grazie all'esordio de Il conte di Anatrham, storia in costume ambientata nella Gran Bretagna del 1906 scritta da Marco Bosco per i disegni di Nico Picone.
Una società in cambiamento
Libero dal dover necessariamente seguire una parodia specifica con la quale confrontarsi, Bosco nel complesso realizza un ottimo primo episodio dove pone le basi per la vicenda in divenire, ricca di molti spunti interessanti, primo su tutti la trasformazione sociale ed economica della società. Da un lato c'è la sempre maggiore apertura finanziaria ai mercati stranieri, che in qualche modo non va molto a genio agli industriali locali: di fatto la borsa così come la intendiamo noi è nata in Francia nella prima metà del XIX secolo, sebbene le società per azioni esistevano sin dal XVII secolo, sempre create in Francia. In questo senso Paperon Pound rappresenta, in maniera un po' inconsueta, il vecchio mondo ancorato ai suoi privilegi: il personaggio, modellato sul primo Paperone barksiano e in parte su quello martiniano, non sembra gradire di buon occhio i crescenti successi di una nuova società misteriosa e dell'arrivo dell'erede del conte Basil Quackley, che sta arrivando dagli Stati Uniti per prendere il controllo del patrimonio. In questo senso è significativa la battuta che Paperon pronuncia all'uscita dallo studio del notaio di Quackley.
Interessante, poi, la relazione di parentela tra Puond e Quackley: sono cognati. La definizione di questo status è la seguente:
Fratello, o sorella, del coniuge, o coniuge del fratello o della sorella.
il che vorrebbe dire che ci dovrebbe essere una qualche moglie da qualche parte. Direi che questo dettaglio potrebbe non essere trascurabile, considerando che negli episodi successivi potrebbe entrare in gioco Brigitta nel ruolo di Lady Brygitt, anche in questo caso in cerca di un buon partito. La speranza è che, ovviamente non si perda per strada (non Brigitta, ma l'aleggiante presenza di una moglie!). Inoltre la presenza/assenza di Basil Quackley promette uno spunto interessante su un possibile finale aperto per la serie.

domenica 25 novembre 2018

Topolino #3287: La solita routine

Il numero successivo ai festeggiamenti per il 90.mo di Topolino, pur avendo nel suo sommario la terza puntata della storia celebrativa scritta da Francesco Artibani per la Egmont, perde il logo ufficiale del compleanno e torna più o meno alla solita routine, con un sommario ricco di paperi, con l'unica eccezione della saga di Artibani e di una storia dedicata a Indiana Pipps. In questo caso, però, almeno la situazione migliora rispetto al solito, visto che l'avventura ha una lunghezza comparabile con le storie principali del numero, inclusa la prima puntata di Droidi, nuova saga pikappika di Alessandro Sisti e Claudio Sciarrone.
Iniziamo, però, con la storia d'apertura del numero:
Tre papere irresistibili
Limitandosi agli sceneggiatori maschili, l'autore che più di tutti, in particolare nell'universo papero, si è soffermato sulla parte femminile è indubbiamente Marco Bosco. Indubbiamente confrontando le sue storie con altre simili scritte da sceneggiatrici (la prima che mi viene in mente è Francesca Agrati) risultano abbastanza efficaci e moderne. Più o meno in punta di piedi anche Vito Stabile, seguendo come nume ispiratore Rodolfo Cimino, prova a esplorare questa parte dell'universo papero e con la storia disegnata da Daniela Vetro si concentra sul trio Paperetta Yé-Yé, Paperina e Nonna Papera.
L'idea della storia è semplice: le tre papere, ognuna "gelosa" per motivi differenti, cercano di riconquistare i favori della migliore amica, del fidanzato e del garzone di fattoria, "distratti" rispettivamente da una visita da fuori città, un nuovo lavoro (peraltro ben pagato) come autista di una star del cinema, e da una nuova vicina dalla passione culinaria. Allo scopo le tre intraprendono la ricerca della leggendaria fonte dell'irresistibilità, ma non è tanto la ricerca della fonte a interessare Stabile, quanto le sue conseguenze.
Dei tre personaggi, il migliore risulta proprio Paperetta: mentre Paperina risulta ripiegata come sempre sul solito cliché della donna che vuole che il suo fidanzato abbia solo occhi per lei, anche a scapito del lavoro (cosa che Paperina ha effettivamente fatto in varie occasioni, prima fra tutte la barksiana Paperino estetista travolgente), Nonna Papera si mostra incredibilmente poco saggia e credulona laddove in altre occasioni, anche (e soprattutto) in storie ciminiane, si è mostrata un "porto sicuro" dove ottenere consigli. Il personaggio di Elvira Coot ha, in effetti, grandi potenzialità, ma è un vero peccato che al momento al di fuori di Bosco siano state rare le occasioni per avere un approfondimento che raggiungesse il livello di Nonna Papera Story, peraltro non accreditata ad alcun sceneggiatore specifico.
A questo c'è da aggiungere anche una Daniela Vetro non efficace come in altre occasioni: in particolare i personaggi sembrano, in molte occasioni, disegnati di fretta e con poca cura. Per rendersene conto basta confrontare la copertina con la vignetta a essa ispirata.
Nel complesso una storia leggera, tutto sommato non brutta, ma che forse non meritava l'apertura del numero.

lunedì 19 ottobre 2015

Topolino #3125

Settimana scorsa non sono riuscito a scrivere una recensione completa di tutto il numero, che presentava una storia in due parti dei Wizards of Mickey: la brevisione di tale storia potete leggerla su LSB. Questa settimana, invece, il numero è stato brevisionato da Andrea Bramini che si è concentrato sull'ultima storia, anche questa in due tempi, di Pippo reporter. Eviterò in quanto segue accenni all'avventura, ricca comunque di citazionismo e di passione disneyana, visto che spero di scrivere qualcosa di più esteso sulla serie stessa in futuro.
Passiamo allora al resto del sommario:
Papero (poco) al top di Roberto Moscato e Ottavio Panaro si concentra sul mondo della televisione e in particolare sugli aspetti fittizi dei reality show. In questo caso è Paperino il protagonista che si deve spacciare per il ricco e viziato nipote di Paperon de Paperoni: non sono io a dover sottolineare cosa ci sia di sbagliato in tutto ciò!
La storia in sé è veloce e divertente, ricca di gag e con un finale forse un po' scontato ma comunque gradevole. Nulla di particolare da aggiungere sui disegni di Panaro, che personalmente non è il mio disegnatore preferito, anche se il suo stile può essere definito scarpiano (o quasi).

sabato 12 settembre 2015

Topolino #3120: il ritorno dei milioni di Paperone

E a quanto pare continuo a brevisionare Topolino. Questa volta inizia una nuova saga (o continua, dipende dai punti di vista!) e come nelle settimane precedenti, con le opportune modifiche, il testo per la brevisione su LSB (che dovrebbe uscire lunedì 14, un paio di giorni prima del nuovo numero) viene integrato con le osservazioni relative alle altre storie presenti sul #3120.
Dopo la raccolta in volume delle prime quattro storie della serie Tutti i milioni di Paperone, torna sulle pagine di Topolino Fausto Vitaliano con il racconto dell'undicesimo milione.
Questa volta Vitaliano si concentra sull'epica della posta aerea: Paperone, infatti, inizia una attività di consegna della posta su un'isoletta nei pressi del Circolo Polare Artico, con gran soddisfazione di quasi tutti gli abitanti. Purtroppo un sabotaggio complica la situazione e rende l'ultimo viaggio in aereo di Paperone piuttosto movimentato.
Il ritmo e il susseguirsi senza respiro delle gag in questa porzione della storia sono indubbiamente la parte meglio riuscita, all'interno comunque di una storia con un'ottima gestione dei personaggi, in particolare di un PdP grintoso e intraprendente che mostra gli aspetti positivi del libero mercato.
Ad affiancare Vitaliano troviamo Carlo Limido: il tratto rotondo alla Luciano Gatto si adatta perfettamente alle scene maggiormente action, mentre si mostra poi particolarmente efficace nella rappresentazione dei personaggi e soprattutto nella caratterizzazione grafica dell'antagonista di Paperone.
Piccola osservazione: la serie si caratterizza per un Paperone spaccone che raccontando le sue avventure di gioventù si accredita l'invenzione di alcuni prodotti più o meno famosi. Ovviamente Paperino, come accade nell'ultimo capitolo della Saga, non crede allo zio e potremmo dire che ogni volta fa bene, anche se in fondo tutto questo è parte del gioco decisamente efficace costruito da Vitaliano nelle storie di questa serie.
In questa occasione, comunque, lo scrittore propone come invenzione del giovane Paperone quella del ghiacciolo.