Stomachion

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domenica 4 luglio 2021

Topolino #3423: Emozioni

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Dopo la conclusione della Calisota Summer Cup il lettore si trova ad affrontare una nuova tappa del Tour dei Bumpers, che non è, come all'inizio pensavo, la tappa conclusiva a Paperopoli per la finale del torneo calcistico. Ammesso doverosamente l'errore di comprensione nella struttura della saga, passiamo alla quarta puntata di Musicalisota, sempre scritta da Giorgio Salati per i disengi di Nico Picone.
Il tour dei Bumpers porta i ragazzi a Freakopolis, una delle grandi città del Calisota, tratteggiata da Picone come una sorta di New York, in un alternarsi tra grattacieli e strutture moderne, quasi futuristiche, e i classici palazzi statunitensi non troppo alti e con la scala anti-incendio all'esterno. Ed è proprio in uno di questi palazzi che la band si esibisce, in un intimo club, il Fermento, gestito da un ricercatore universitario che vuole mostrare ai suoi colleghi la sua ultima invenzione, in grado di visualizzare le emozioni trasmesse dalla musica.
L'atmosfera un po' punk dell'ambientazione si adatta bene anche al personaggio che questa settimana viene approfondito, Brianna, la bassista, che già nelle puntate precedenti aveva mostrato alcuni indizi sulla sua conoscenza del genere. Inoltre affrontare il punto di vista di Brianna permette di approfondire anche un aspetto spesso trascurato nella narrativa di viaggio: il fatto che ogni viaggio è, prima o poi, destinato a concludersi, e in fondo anche il modo di approcciarsi alla sua conclusione è un modo di imparare qualcosa dal viaggio stesso.
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domenica 11 aprile 2021

Topolino #3411: Girl power

E' un po' un ossimoro titolare con il classico girl power un numero dove di autrici coinvolte ce n'è una sola, Però è una signora autrice: Silvia Ziche. L'autrice torna alle storie lunghe dopo anni di Che aria tira a... con una nuova storia a puntate, Il furto quasi perfetto, in cui introduce all'interno della Banda Bassotti un nuovo elemento, Belinda Bassotta, destinata ad alzare il livello della sfida bassottesca nei confronti di Paperone, ma anche la competizione interna alla banda. La prima puntata, divertente, che gioca fino alle estreme conseguenze su uno dei cliché più usati e un po' stantii di Paperone, risulta divertente e tecnicamente perfetta: basti vedere la pagina con cui si conclude la storia.

lunedì 12 ottobre 2020

Topolino #3385: L'Isola misteriosa

Pubblicato a puntate tra il 1874 e il 1875, L'isola misteriosa di Jules Verne è il seguito ideale di 20000 leghe sotto i mari, oltre a essere il romanzo conclusivo di una trilogia iniziata con I figli del capitano Grant. I riferimenti ai due romanzi, pur se presenti, non inficiano la godibilità della lettura (devo, infatti, confessare che lessi questo prima del precedente 20000 o della visione dei due film tratti dai primi due romanzi), ma indubbiamente la conoscenza dei primi due "capitoli" rende più completa la lettura della trilogia.
Ad ogni buon conto, restando strettamente legati al solo personaggio del Capitano Nemo, i due romanzi portano uno spaccato vivido e completo del personaggio, e dunque inevitabile per Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio tornare sul loro Pippo-Nemo delle 19999 leghe sotto i mari.
I due autori presentano sin da subito delle variazioni sulla trama originale: sull'isola di Nemo, infatti, non naufragano degli ex-galeotti in fuga, ma due donzelle con il loro cane: Minni, Paperina e Pluto. Invariato, invece, il mezzo di locomozione usato, un pallone aereostatico, e gli eventi misteriosi in cui le due naufraghe si imbattono, almeno fino a che Topolino/Michel e Paperino/O'Quack non intervengono per salvarle a bordo di due piattaforme volanti che ricordano un paio di onritotteri.
Oltre questo c'è ben poco da aggiungere sul primo episodio de L'isola dei misteri: la storia semplicemente introduce i nuovi personaggi e la nuova ambientazione, il tutto con un ottimo ritmo e un apparente senso di sicurezza, supportato dalle gag presenti, fino alla pericolosa scena conclusiva, che vede l'intervento dei già citati Topolino e Paperino.

domenica 7 giugno 2020

Topolino #3367: E' tutto uno scherzo

Con una copertina realizzata da Giorgio Cavazzano che riprende la prima vignetta della storia d'apertura, ritorna sulle pagine di Topolino il buon Casty. Questa volta, però, non con una storia da autore completo, ma affiancato dal clone ufficiale di Cavazzano, Alessio Coppola.
Tutti all'isola della gioia
La storia presenta i tipici elementi siegeliani rielaborati da Casty per i lettori di Topolino del terzo millennio. La storia inizia con Clarabella e Orazion che propongono a Minni e Topolino di andare al posto loro a Gioiosity per una vacanza calma e rilassante. Topolino, che ha diversi impegni, tra cui un campeggio con Pippo, non può partire, così va la sola Minni, che evidentemente non ha mai nulla da fare. L'imprevisto, però, è alle porte, è a conti fatti si rivela come una variazione sul tema di Lost: gli isolani, infatti, si ritrovano isolati a causa di una tempesta e il giorno dopo la non avvenuta partenza si trasformano tutti in burloni impenitenti che iniziano a tormentarsi a vicenda e quindi a inseguire Minni e Topolino, nel frattempo giunto a Gioiosity con un piccolo yacth, come una torma di zombie, assetati di scherzi, però!
Forse la parte più inquietante della storia è che, ancora una volta, dietro tutta la vicenda non ci sia alcun cattivo (come ad esempio il castyano Vito Doppioscherzo), ma ancora una volta un qualche genere di potere fuori controllo.

domenica 1 marzo 2020

Topolino #3353: Paperinikland

Numero incredibilmente interessante e ricco di spunti questo Topolino #3353, dove la sorpresa in assoluto è la storia d'apertura, cui non avrei dato grandissimo credito.
Parco divertimenti
Lo scarso credito per la storia è, ovviamente, dovuto al nome dello sceneggiatore: Marco Gervasio. Fino a qui il suo Paperinik non mi aveva convinto, o conquistato, ma con questo Paperinikland sembra avere fatto un piccolo salto di qualità. Questo non è dovuto solo all'introduzione di un nemico dall'esterno della solita cerchia paperopolese, il magnate Red Duckan, ma anche ai dialoghi che si sono considerevolmente asciugati dalle influenze martiniane, incluse le interazioni tra i personaggi.
Motore della storia, come mostrato nel prologo di settimana scorsa, è l'apertura del nuovo parco giochi paperopolese a tema Paperinik, ideato e progettato proprio da questo Red Duckan. A mettere i bastoni tra le ruote a Paperino, che pensa già a un modo per reagire alla "provocazione" ci pensa anche il caso, nella forma delle nuove caramelle cancellin di Archimede, che l'eroe in incognito ingurgita per sbaglio. In questo spoiler, però, è presente anche il problema principale della storia: è piuttosto telefonata, visto quanto questa direzione narrativa stava diventando scontata man mano che la storia procedeva fino all'apertura dell'armadietto da parte di Paperino con all'interno queste nuove caramelle.
Ovvio, non tutto può funzionare nel modo migliore, ma la storia è sufficientemente ben scritta da creare l'attesa per il prossimo episodio. Inoltre è magistralmente disegnata da un Giorgio Cavazzano più in forma che mai.

domenica 10 novembre 2019

Topolino #3337: I colori della paura

Anche se con una settimana di ritardo, arriva la storia di Halloween di Casty, quest'anno disegnata da Giorgio Cavazzano, che è anche la cover story del Topolino #3337, ovviemante disegnata dallo stesso Cavazzano. Non è l'unico maestro presente questa settimana: la storia d'apertura, infatti, vede il ritorno sul settimanale di Marco Rota, Ingorgopoli, di cui mi occupo sul Caffè del Cappellaio Matto (a breve verrà pubblicato colà l'articolo). Il numero si chiude con un'altra storia ricca di tensione, la seconda puntata di Foglie rosse di Claudio Sciarrone. Per cui iniziamo a immergerci in un numero di terrore e mistero!
Attenzione a quel che si sogna
Gli ultrasogni è, nel soggetto, una tipica storia castyana: Topolino e Minni fanno la conoscenza con due professori che sono riusciti a inventare una macchina in grado di estrarre gli incubi dalla testa dei sognatori. E poiché Minni è tormentata da una serie di pipistrellini rosa, allora la coppia decide di acquistare i servigi di lady Beluka e del professor O'Nirik.
La storia è costruita con un'atmosfera di tensione da racconto gotico anche grazie alla pioggia torrenziale che colpisce l'abitazione/laboratorio dei due scienziati del sonno. Quest'ultima, poi, ricorda un po' la casa in cui è ambientato l'horror Eli. In qualche modo anche il soggetto non sembra molto distante da quello de Gli ultrasogni, visto che Topolino non può essere presente al trattamento subito da Minni e che il risultato del trattamento stesso ha un risultato non proprio rassicurante. Nel caso della storia castyana, anche grazie ai disegni di Cavazzano, gli incubi risultano quasi simpatici, mentre hanno molta più importanza, come detto, la tensione della storia e le scene d'azione.
Molto interessante, infine, la caratterizzazione di Minni che, pur con tutta la sua femminilità, si rivela ancora una volta degna compagna di Topolino, sia nell'azione sia nell'acume.

domenica 25 agosto 2019

Topolino #3326: Estate di rapina

Ricco e divertente numero estivo di @TopolinoIT con, tra gli altri, @scottecs e @Artibani1
Effettivamente il numero di Topolino in edicola vede la presenza di ladri in quasi tutte le storie, iniziando da quella di apertura Il meteorite pacificatore di Corrado Mastantuono. Ovviamente la parte del leone la fanno i Bassotti, presenti in due delle cinque storie a sommario.
Siamo Bassotti
La prima delle due storie bassottesche è Il fortunato ritrovamento di un milione di dollari in spiaggia, tipica storia demenziale e surreale di Sio che vede la presenza di quasi tutto il cast paperopolese. Le caratterizzazioni migliori sono quelle di Paperone e Paperoga, con l'aggiunta di una bella coppia di Bassotti. Il finale da un senso a tutta la storia, disegnata da Andrea Lucci con uno stile molto cartoonesco.
Anche La memoria del fenicottero, storia completa di Alessio Coppola, ha un che di surreale. Paperone, infatti, per ovviare a un guasto al videocitofono che lo ha spinto, per sbaglio, ad attivare il sistema contro gli intrusi sul povero Battista, commissiona un nuovo sistema di ingresso ad Archimede. L'inventore paperopolese propone una soluzione con una pulsantiera dove digitare una password che, se sbagliata, attiva due manone che rimbambiscono il malcapitato. Purtroppo in fase di prima digitazione, Archimede sbaglia a digitarla, così viene rintronato dalle manone e inizia una divertente ricerca alla password che coinvolge il professor Hans Sdrubel, già visto in una precedente storia di Coppola e, ovviamente, i Bassotti che cercano di approfittare della situazione di difficoltà di Paperone.
Anche le gag ideate da Coppola, come detto all'inizio, hanno una vena surreale, ma restano comunque gradevoli e divertenti: le due storie bassottesche, alla fine, sono una fresca presenza per combattere la calura estiva.

domenica 2 giugno 2019

Topolino #3314: Omaggio a Johannes van der Meer

Il Topolino attualmente in edicola, dove giunge alla quarta e penultima puntata la saga leonardesca di Bruno Enna Il grande gioco geniale, spicca nel resto del sommario per la storia di chiusura, Il prezioso dipinto floreale, realizzata dall'ormai consolidata coppia Fabio Michelini-Luciano Gatto che presenta un divertente e delizioso omaggio al pittore olandese Johannes van der Meer, anche noto semplicemente come Jan Vermeer.
La papera con la collana di fiori

Ragazza col turbante - via commons
Il pittore Johannes van der Meer, nato a Delft nel 1632, è noto soprattutto per Ragazza col turbante, che viene paragonata alla Gioconda di Leonardo da Vinci. In effetti la bellezza del quadro e le scarse informazioni biografiche sul pittore hanno fatto sorgere una serie di leggende intorno alla giovane modella del pittore olandese e al loro rapporto. Ad ogni buon conto, van der Meer si era sposato nel 1653 con Catherina Bolnes, probabilmente convertendosi al cattolicesimo. Inoltre la suocera, Maria Thins, da poco vedova, oltre a ospitare nella sua casa la giovane coppia di sposi, fu la prima mecenate del pittore, sostenendo la sua attività artistica con una rendita.
Il secondo, importante, mecenate nella vita di van der Meer fu uno dei cittadini più ricchi di Delft, Pieter Van Ruijven, che ne acquistò diversi dipinti.
Nonostante questi aiuti finanziari abbastanza regolari, il pittore morì povero lasciando alla moglie e alla figlia Maria una serie di debiti che vennero ripianati con la vendita della casa e di una parte dei dipinti di van der Meer: alla fine alle due donne rimasero 19 dei quasi quaranta dipinti del marito.
Il problema debitorio era, probabilmente, generato dall'alto costo di produzione dei colori usati da van der Meer: in particolare il pittore olandese faceva largo uso del blu oltremare, realizzato a partire dai costosissimi lapislazzuli. Van der Meer non rinunciò ad avvalersi di questo particolare pigmento neanche durante gli anni di crisi economica generale che gli imepedirono di vendere le sue tele.
La sua tecnica pittorica, invece, che non faceva uso di alcun disegno preparatorio, resta ancora adesso piuttosto ignota, sebbene il pittore inglese David Hockney nel 2001 ha suggerito l'uso, da parte di van der Meer, della camera oscura, strumento largamente utilizzato dai pittori fiamminghi dell'epoca e che avrebbe permesso di realizzare le tele senza bisogno di alcun disegno preparatorio e con una precisione che diremmo oggi fotografica.

sabato 7 luglio 2018

Topolino #3267: Le nuove piccole papere e altre storie

Tra il 1992 e il 1993 Topolino pubblicò Piccole papere e Le piccole papere crescono, parodie dei romanzi di Louisa May Alcott realizzate da Claudia Salvatori e Lino Gorlero. A più di 25 anni di distanza, sul Topolino #3267, ecco un nuovo omaggio all'epopea delle donne della famiglia March realizzata questa volta da Marco Bosco e Silvia Ziche, che per l'occasione utilizzano il rodato gruppo di papere che più volte hanno già messo in campo: Nonna Papera, Paperina, Paperetta Yé-Yé, Miss Paperett e Brigitta.
Solo una parodia
In effetti è solo con questo mantra in testa che si riesce a mandar giù la scelta delle protagoniste. Le quattro piccole donne hanno, infatti, un'età compresa tra i 12 e i 16 anni e anche con tutta la buona volontà e un allargamento della fascia d'età, includere tra le piccole papere Brigitta risulta abbastanza complicato, anche perché la sua età "avanzata" è abbastanza manifesta per via del suo innamoramento per Paperon Laurenbek, evidentemente l'equivalente dell'altrettanto burbero James Laurence. Paperino, invece, è il nipote di Laurenbek, equivalente di Theodore Laurence, e in effetti ne interpreta una versione più matura, ma abbastanza coerente sia con il personaggio originale sia con Paperino stesso.
La scelta che fa storcere di più il naso è, però, l'interprete dell'anziana zia March, affidata a Doretta Doremì, per l'occasione diventata semplicemente zia Etta. Il problema non è tanto la presenza contemporanea delle due spasimanti di Paperone (anche se ultimamente l'amore in generale e quello con Doretta in particolare sembra che siano stati banditi da Topolino, come se i bambini, almeno in Italia, vivessero in famiglie felici ma senza amore!), o della precisa preferenza, per il ruolo di spasimante, di Brigitta, ma proprio per il trattamento del personaggio, che mal si adatta a interpretare la zia March.
Scelte dei personaggi a parte, la storia procede liscia, lineare e in maniera tutto sommato coerente con la trama del romanzo della Alcott: siamo comunque di fronte alla prima puntata delle Piccole grandi papere, ma gli elementi qui presentati sembrano preparare una storia bella e appassionante. Speriamo che Bosco riesca a mantenere le attese.

sabato 16 giugno 2018

Topolino #3264: Storie di calcio e altri sport

Topolino #3264 è un numero nel complesso piuttosto debole come storie, ma con un messaggio forte che attraversa le prime 80 pagine: lo sport unisce. Tutto inizia si dalla copertina di Alessandro Perina dedicata ai Giochi senza barriere che si sono svolti a Roma il 14 giugno con la grandissima Bebe Vio, paperizzata nella copertina del numero, circondata da SuperPippo, Paperinika e Paperinik e quindi eletta, nell'articolo interno di Francesca Agrati a supereroina vera dei nostri tempi.
Perina, però, è anche il protagonista, ai disegni, della storia d'apertura, dedicata inevitabilmente ai mondiali di calcio, che sono iniziati anch'essi il 14 giugno.
Anche gli stregoni amano il calcio
La prima puntata de La coppa del Mondor, Fischio d'inizio, saga di Bruno Enna con il già citato Perina ai disegni, inizia con un flashback su un campo da calcio dove un piccolo pellicano (o così sembra) vestito di stracci viene allenato di fronte a una porta da un vecchio con la barba lunga di cui non vediamo il volto. Subito dopo il cambio di scena: eccoci a Quacktown per la partita paperi contro ammogliati, dove gli sposati della cittadina della campagna paperopolese si scontrano contro i parenti e gli amici di Elvira Coot, meglio nota come Nonna Papera. Questa diventa l'occasione migliore per Amelia per attaccare il deposito incustodito e arraffare finalmente la Numero Uno.
La scena dell'assalto è ottimamente gestita dalla coppia di autori: da un lato le didascalie con la radiocronaca di Paperina della partita, dall'altro Amelia che affronta il deposito, senza però aver fatto i conti con i dispositivi antistrega installati all'interno. A conclusione dell'ennesima sconfitta della strega napoletana, ecco due delle pagine più inquietanti di sempre e non solo del Topolino recente: evidentemente ispirati da Il corvo di Alfred Hitchcock, ecco Amelia circondata da uno stormo di questi grandi e intelligenti uccelli che trasportano magicamente la strega a Napoli e le consegnano una convocazione da parte dell'arcimago Mordor, che si rivelerà personaggio dai grandissimi poteri e dall'altrettanto grande passione per il calcio.
Le premesse sono indubbiamente interessanti: la sfida per Amelia sarà quella di allenare la squadra dei paperi e sconfiggere la squadra di Mondor, costituita da campioni del presente e del passato. In palio i suoi stessi poteri.
In particolare a emergere nella storia, oltre alle scene già citate, c'è lo stesso Mondor, ottimamente disegnato da Perina con vestiti ricchi e vaporosi e un piglio oscuro e inquietante. Questo nuovo personaggio, però, promette di essere molto più profondo e ricco di sfaccettature di quanto mostrato in questa prima puntata, aumentando decisamente le aspettative per il suo seguito.

lunedì 19 ottobre 2015

Topolino #3125

Settimana scorsa non sono riuscito a scrivere una recensione completa di tutto il numero, che presentava una storia in due parti dei Wizards of Mickey: la brevisione di tale storia potete leggerla su LSB. Questa settimana, invece, il numero è stato brevisionato da Andrea Bramini che si è concentrato sull'ultima storia, anche questa in due tempi, di Pippo reporter. Eviterò in quanto segue accenni all'avventura, ricca comunque di citazionismo e di passione disneyana, visto che spero di scrivere qualcosa di più esteso sulla serie stessa in futuro.
Passiamo allora al resto del sommario:
Papero (poco) al top di Roberto Moscato e Ottavio Panaro si concentra sul mondo della televisione e in particolare sugli aspetti fittizi dei reality show. In questo caso è Paperino il protagonista che si deve spacciare per il ricco e viziato nipote di Paperon de Paperoni: non sono io a dover sottolineare cosa ci sia di sbagliato in tutto ciò!
La storia in sé è veloce e divertente, ricca di gag e con un finale forse un po' scontato ma comunque gradevole. Nulla di particolare da aggiungere sui disegni di Panaro, che personalmente non è il mio disegnatore preferito, anche se il suo stile può essere definito scarpiano (o quasi).

sabato 12 settembre 2015

Topolino #3120: il ritorno dei milioni di Paperone

E a quanto pare continuo a brevisionare Topolino. Questa volta inizia una nuova saga (o continua, dipende dai punti di vista!) e come nelle settimane precedenti, con le opportune modifiche, il testo per la brevisione su LSB (che dovrebbe uscire lunedì 14, un paio di giorni prima del nuovo numero) viene integrato con le osservazioni relative alle altre storie presenti sul #3120.
Dopo la raccolta in volume delle prime quattro storie della serie Tutti i milioni di Paperone, torna sulle pagine di Topolino Fausto Vitaliano con il racconto dell'undicesimo milione.
Questa volta Vitaliano si concentra sull'epica della posta aerea: Paperone, infatti, inizia una attività di consegna della posta su un'isoletta nei pressi del Circolo Polare Artico, con gran soddisfazione di quasi tutti gli abitanti. Purtroppo un sabotaggio complica la situazione e rende l'ultimo viaggio in aereo di Paperone piuttosto movimentato.
Il ritmo e il susseguirsi senza respiro delle gag in questa porzione della storia sono indubbiamente la parte meglio riuscita, all'interno comunque di una storia con un'ottima gestione dei personaggi, in particolare di un PdP grintoso e intraprendente che mostra gli aspetti positivi del libero mercato.
Ad affiancare Vitaliano troviamo Carlo Limido: il tratto rotondo alla Luciano Gatto si adatta perfettamente alle scene maggiormente action, mentre si mostra poi particolarmente efficace nella rappresentazione dei personaggi e soprattutto nella caratterizzazione grafica dell'antagonista di Paperone.
Piccola osservazione: la serie si caratterizza per un Paperone spaccone che raccontando le sue avventure di gioventù si accredita l'invenzione di alcuni prodotti più o meno famosi. Ovviamente Paperino, come accade nell'ultimo capitolo della Saga, non crede allo zio e potremmo dire che ogni volta fa bene, anche se in fondo tutto questo è parte del gioco decisamente efficace costruito da Vitaliano nelle storie di questa serie.
In questa occasione, comunque, lo scrittore propone come invenzione del giovane Paperone quella del ghiacciolo.