Stomachion

Visualizzazione post con etichetta andrea lucci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta andrea lucci. Mostra tutti i post

domenica 25 agosto 2019

Topolino #3326: Estate di rapina

Ricco e divertente numero estivo di @TopolinoIT con, tra gli altri, @scottecs e @Artibani1
Effettivamente il numero di Topolino in edicola vede la presenza di ladri in quasi tutte le storie, iniziando da quella di apertura Il meteorite pacificatore di Corrado Mastantuono. Ovviamente la parte del leone la fanno i Bassotti, presenti in due delle cinque storie a sommario.
Siamo Bassotti
La prima delle due storie bassottesche è Il fortunato ritrovamento di un milione di dollari in spiaggia, tipica storia demenziale e surreale di Sio che vede la presenza di quasi tutto il cast paperopolese. Le caratterizzazioni migliori sono quelle di Paperone e Paperoga, con l'aggiunta di una bella coppia di Bassotti. Il finale da un senso a tutta la storia, disegnata da Andrea Lucci con uno stile molto cartoonesco.
Anche La memoria del fenicottero, storia completa di Alessio Coppola, ha un che di surreale. Paperone, infatti, per ovviare a un guasto al videocitofono che lo ha spinto, per sbaglio, ad attivare il sistema contro gli intrusi sul povero Battista, commissiona un nuovo sistema di ingresso ad Archimede. L'inventore paperopolese propone una soluzione con una pulsantiera dove digitare una password che, se sbagliata, attiva due manone che rimbambiscono il malcapitato. Purtroppo in fase di prima digitazione, Archimede sbaglia a digitarla, così viene rintronato dalle manone e inizia una divertente ricerca alla password che coinvolge il professor Hans Sdrubel, già visto in una precedente storia di Coppola e, ovviamente, i Bassotti che cercano di approfittare della situazione di difficoltà di Paperone.
Anche le gag ideate da Coppola, come detto all'inizio, hanno una vena surreale, ma restano comunque gradevoli e divertenti: le due storie bassottesche, alla fine, sono una fresca presenza per combattere la calura estiva.

domenica 26 maggio 2019

Topolino #3313: La scelta migliore è scomparire

Forse per via dell'attesa Topolino #3313 è risultato una parziale delusione un po' in tutte le storie del sommario. Questa settimana, non solo per festeggiare il towel day ma anche a causa degli impegni alla Altec, le consuete recensioni qui su DropSea e sul Cappellaio Matto vengono entrambe pubblicate di domenica. Per cui restate sintonizzati per la recensione del terzo episodio de Il grande gioco geniale. Nell'attesa leggete l'esame, forse puntiglioso, della storia, in due parti, che a quanto pare pone fine alla serie Sezione scomparsi.
Tutta questione di dettagli
L'ultima avventura della serie ideata da Giorgio Salati, pur restando fedele alle atmosfere da serial televisivo poliziesco impostate dallo sceneggiatore, risulta deludente e lascia la sensazione di essere stata scritta piuttosto male. Le perplessità iniziano sin da subito quando il commissario Basettoni avvisa la moglie Petulia che farà tardi, ma non attraverso una semplice telefonata, ma con una videochiamata sul portatile della moglie. Premettendo che tale mezzo di chiamata mi sembra comunque poco usato anche dai ragazzini, risulta abbastanza poco credibile immaginare Petulia una nerd così sfegatata da portarsi il portatile in cucina mentre spadella tra i fornelli, inoltre la brava moglie viene forzatamente utilizzata per introdurre delle gag che, al massimo, lasciano la sensazione di essere di fronte all'ennesimo personaggio femminile idiota e superficiale. Il principale interesse di Petulia, moglie di un poliziotto, è quello di portare la zuppa di cipolle o il piatto di spaghetti al marito, senza preoccuparsi della sua scomparsa né quando questi torna a casa, né quando il rapimento di Basettoni diventa di dominio pubblico grazie alla televisione: Petulia si rivela, così, molto superficiale e sarebbe stato molto più interessante provare a metterla nel panico o a mostrare i motivi per mantenersi calma e tranquilla.
Altro dettaglio che nel complesso risulta fuori posto è la trasformazione di termini come internet e bluetooth in toponet e bluefoot di fronte ad altri che mantengono le loro espressioni usuali, come smartphone e gps. Il senso umoristico delle prime trasformazioni viene così perso dall'affiancamento dei termini usuali: né internetbluetooth hanno una qualche valenza commerciale e sono termini entrati nell'uso comune e dunque, se uno sceneggiatore vuole storpiare le denominazioni in questo caso tecnologiche, sarebbe più efficace farlo con tutte anziché lasciarne alcune intatte.

domenica 21 aprile 2019

Topolino #3308: Il dominio dell'acqua

Il numero di Topolino attualmente in edicola presenta, sin dalla copertina, la nuova storia evento di Casty. Anticipata da un'intervista all'autore pubblicata sul numero della settimana scorsa, Il mistero di acquadombra ha come coprotagonista l'acqua.
La forma dell'acqua

Ben prima di essere un film di Guillermo del Toro, La forma dell'acqua, almeno per noi italiani, è un romanzo di Andrea Camilleri, quello che ha segnato l'esordio letterario di Montalbano, per intenderci. All'interno delle vicende, uno dei protagonisti afferma un principio basilare che identifica l'acqua e tutti i fluidi newtoniani: l'acqua assume la forma del contenitore che la contiene. Sebbene tale affermazione potrebbe non essere completamente esatta(1), almeno a livello molecolare, lo è nella vita di tutti i giorni. Sarebbe, però, possibile riuscire a dare all'acqua qualunque forma si vuole?
Per rendere l'acqua, $H_2 O$, più malleabile, la si potrebbe sostituire con un liquido non newtoniano. In questo caso andrebbe messa in soluzione con il salicilato di sodio, $NaSal$, e l'esadediltrimetilammonio bromuro, abbreviato in CTAB, noto anche come $C_{16}H_{33}N(CH_3)_3Br$, che è idrofobico. Questa soluzione, però, non permette di modificare la forma dell'acqua usuale, come invece avviene nell'avvincente storia di Casty. Per ottenere tale obiettivo può venire in aiuto la nanotecnologia, ad esempio grazie a particolari nanotubi(2). Questo vuol dire che, riuscendo a modificare i nanotubi all'interno dell'acqua, è possibile modificare la forma dell'acqua stessa, proprio come fa Aquadombra nella storia di Casty.

sabato 4 agosto 2018

Topolino #3271: numero da spiaggia

Con una definizione azzeccata, ma non nella sua accezione positiva, il direttore Valentina De Poli si riferisce a Topolino #3271 come a un numero da spiaggia. Il numero in edicola, in effetti, non presenta nulla di particolarmente eccezionale a parte la storia dedicata al compleanno di Paperoga.
Buon compleanno, Paperoga!
Paperoga, in origine Fethry Duck, venne ideato per il mercato estero da Dick Kinney e Al Hubbard. Personaggio decisamente sopra le righe, da spesso il tormento a Paperino con idee e progetti strambi, spesso ispirati dalla lettura di improbabili manuali o da corsi per corrispondenza dai titoli inusitati. Proprio questo elemento così travolgente e al limite del logico viene magistralmente catturato in Tipico di Paperoga di Giorgio Salati e Lorenzo Pastrovicchio.
I due autori riescono a cogliere l'anima dinamica e travolgente del personaggio e mostrano letteralmente il contenuto della sua testa con uno schedario straripante di fogli archiviati in cassetti che non riescono a restare chiusi!
Paperino per la prima volta (e come si scoprirà alla fine proprio come regalo di compleanno) aiuterà il cugino a portare a compimento uno dei suoi progetti: una macchina in grado di suonare tutti gli strumenti di un'orchestra. Non deve stupire tale scelta, vista la passione di Salati per la musica (ricordo che lo sceneggiatore è anche un musicista).
A completare il tutto ecco un bravissimo Pastrovicchio che, nonostante sia lontano dalle storie spettacolari di PK, riesce con efficacia a mostrare le espressioni dei personaggi di fronte al progetto di Paperoga, che viene spettacolarmente rappresentato dal disegnatore come una sorta di papero vitruviano. Un piccolo gioiello all'interno di un numero sostanzialmente dimenticabile.

domenica 24 giugno 2018

Topolino #3265: L'allenatore nel pallone e altre storie


Bambini che giocano con una palla nell'illustrazione dell'artista cinese Su Hanchen
E' abbastanza scontato, per chi ha visto il film con Lino Banfi, associare le difficoltà di Amelia nella seconda puntata de La coppia del Mondor, L'ombra dell'allenatore, con il titolo della serie cinematografica che ha visto protagonista il mitico Oronzo Canà. A differenza della pellicola del 1984 diretta da Sergio Martino, non c'è nulla di parodistico nella storia scritta da Bruno Enna per i disegni di Alessandro Perina, ma anzi ha la tipica trama della classica storia sportiva dove la squadra più debole deve cercare di trovare le motivazioni per superare le proprie limitazioni. In questo senso è significativa la scena che vede la squadra dei paperi affrontare e sconfiggere una magica squadra di calciatori di terracotta all'interno di uno sperduto tempio sull'Himalaya con l'obiettivo di incontrare il così detto allenatore ombra, il più grande allenatore di calcio del mondo. La storia, comunque, sembra andare in una direzione non molto diversa da quella di film come Karate Kid o, per restare in tema, Shaolin Soccer.
Altro elemento di approfondimento interessante è quello legato alle origini del calcio: di fronte alla porta del tempio, Archimede nota come gli intarsi sulla stessa si riferiscono a un antichissimo gioco simile al calcio. In effetti tra il III e il II secolo a.C. era diffuso in Cina il Ts'u Chu o Cuju, che si praticava calciando con il piede una palla di cuoio piena di peli e/o capelli. Si sfidavano due squadre e vinceva o quella che realizzava più gol (versione nota come zhuqiu) o quella che commetteva meno falli (baida).
Il Giappone, dove il Cuju era stato successivamente importato, sviluppo una propria versione, più giovane di circa 500 anni, il Kemari, dove i giocatori dovevano passarsi una palla senza farla mai cadere a terra.
In occidente il gioco più antico assimilabile al calcio è il greco Episkyros, che diventa l'Harpastum dei romani, molto simile al rugby. In effetti fu proprio questa versione romana alle origini del calcio moderno, che nasce in Inghilterra: nonostante il gioco con la palla fosse osteggiato perché portato dagli invasori, ottenne sempre maggiore successo fino a dare vita al calcio moderno.

domenica 25 marzo 2018

Topolino #3252: Sezione scomparsi e altre storie

Mentre prosegue L'orizzonte degli eventi di Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio (su cui spero di poter scrivere un articolo a fine serie), il resto del sommario di Topolino propone un'interessante serie di avventure più o meno riuscite su cui spicca in particolare il quarto episodio della serie Sezione scomparsi.
Le apparenze ingannano
Ideata nel 2009 da Giorgio Salati per i disegni di Francesco D'Ippolito, riprende nel 2017 con Gus, per poi bloccarsi nuovamente fino all'uscita del terzo episodio su Topolino #3244 di fine gennaio e quindi con Il troppo stroppia del numero ancora in edicola.
La struttura è abbastanza standard e riprende l'incipit del noto serial televisivo Senza traccia: nel caso della serie disneyana abbiamo la prima pagina che narra brevemente le circostanze della scomparsa su cui andranno a indagare Basettoni insieme con Manetta, Rock Sassi e Sara Fox, personaggio ideato da Salati appositamente per questa serie e visualizzato da D'Ippolito con un aspetto che ricorda molto da vicino la Patty Ballesteros di Anderville.
Fondamentalmente Sezione scomparsi è un poliziesco/procedurale fatto di raccolta di prove e testimonianze sul campo, interrogatori e quant'altro con un ritmo serrato ma non ansiogeno che nel complesso riesce a restituire le atmosfere di Senza traccia su una rivista come Topolino. Il tratto forte e marcato nelle inchiostrazioni di D'Ippolito mostra molte influenze dovute a Stefano Turconi, anche nella scelta dei personaggi di contorno in un florilegio di animali antropomorfi lì dove la maggior parte dei disegnatori disneyani tende a utilizzare per lo più i cani antropomorfi.
Salati, infine, inserisce nell'ultimo episodio, Una questione di fiducia, alcuni elementi interessanti tipici dei serial televisivi che promettono sviluppi futuri decisamente appassionanti.

domenica 12 gennaio 2014

Paperoga e la matematica

L'autoconclusiva qui sotto è Giorgio Salati e Andrea Lucci. Racconta del rapporto particolare di Paperoga, alle prese con l'ennesimo corso per corrispondenza (questa volta via web), con la matematica. Al di là delle ovvie considerazioni su questo genere di titoli, la maggior parte dei quali lascia il tempo che trova, mi sembra giusto ricordarvi che Giorgio scrisse, tempo addietro, un piccolo articolo matematico per un mio vecchio Carnevale della Matematica. Magari dell'articolo ci faccio un pdf (che ora come ora è un semplice txt), e poi mi appunto che magari, appena mi decido se ospitarlo ancora nella solita data, gli chiedo se ha voglia di scrivere qualche altra cosa di matematico.