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sabato 7 marzo 2026

La donna del domani

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Il personaggio di SUpergirl ha una storia editoriale piuttosto complessa. Il primo personaggio che possiamo considerare Supergirl comparve su Superman #123 del 1958 nella storia La ragazza d'acciaio di Otto Binder e Dick Sprang. Era sostanzialmente una creazione fittizia di Jimmy Olsen aiutato da un manufatto magico. Tale versione scomparve alla fine della storia. L'idea dietro questa Supergirl, però, attecchì nella mente di Binder che l'anno dopo, nel 1959, la ri-creò, questa volta con la collaborazione di Al Plastino, sulle pagine di Action Comics #252. In questo caso era la cugina di Superman, Kara Zor-El, che giunse sulla Terra anni dopo il cugino, questo perché la sua città d'origine venne catapultata fuori da Krypton nel momento della sua distruzione. Kara nacque dopo che la città venne sbalzata via dal pianeta, ma quando i pericoli dello spazio iniziarono a rendere la città vagante un luogo impossibile dove sopravvivere, i suoi genitori decisero di spedirla a bordo di un razzo verso la Terra. La scelta era caduta sul nostro pianeta perché grazie al classico telescopio, tipico retaggio della golden age, avevano scoperto che lì si trovava Superman, l'ultimo kryptoniano.
Col tempo queste origini si modificarono man mano col procedere della silver age prima, e poi dopo Crisi sulle Terre infinite, con persino diverse versioni del personaggio, che non sempre era la cugina di Superman. La Supergirl che si trova in giro in questo periodo, però, e che sarà protagonista del film Supergirl di Craig Gillespie, in uscita in questo 2026, e interpretata da Milly Alcock, è proprio la cugina di Superman Ed è basato sulla miniserie in otto numero The woman of tomorrow di Tom Kinge Bilquis Evely.
Viaggio nello spazio
La storia ha molte analogie con Su nel cielo. Anche in questo caso, infatti, Supergirl intraprende un viaggio nello spazio. A differenza del cugino, però, non è per salvare una bambina rapita da alieni malvagi, ma per consentire a un'orfana, peraltro la narratrice della storia, di ottenere la giusta vendetta contro l'amorale assassino del padre.
Così come Su nekl cielo, anche La donna del domani più che sulla versione in se del personaggio si concentra sulla sua essenza. E il fatto che la storia abbia un respiro più ampio rispetto a Su nel cielo giova indubbiamente alla sua riuscita. King adotta, però, uno stile narrativo volutamente ingenuo, in alcuni punti anche pomoso, molto utile per caratterizzare al meglio la narratrice. La sua voce diventa da un lato espressione dei suoi pensieri e della sua natura, dall'altro testimone delle gesta di un'eroina. La forza dsi Supergirl, alla fine, sta sia nei punti di somiglianza con il cugino, che emergono soprattutto nelle porzioni della storia dove i poteri sono abbastanza ininfluenti o risultano addiittura soppressi (magia, kryptonite, sole rosso, ecc...), ma anche nelle differenze, come per esempio nel cercare volutamente alcune delle situazioni in cui i suoi poteri sono soppressi per poter sentire qualcosa di normale, mi verrebbe da scrivere.
Probabilmente anche per questo King non si preoccupa di raccontare le origini della sua Supergirl, almeno non subito, lasciandole in sospeso fino al sesto numero, quando arrivano giusto in tempo per comprendere appieno le sue motivazioni nell'affrontare questa incredibile caccia nell'universo.
Alla fine il racconto di queste origini è molto simile a quello originale che avete letto qualche riga sopra, con alcune piccole modifiche avvenute nel corso dei venti anni successivi, mostrando come anche per Supergirl, King si sia rivolto alla versione più potente della supereroina, emersa dal pieno della silver age.
Buona parte dell'efficacia della storia, però, viene dagli splendidi disegni di Evely.
Un fantasy cosmico
La disegnatrice brasiliana, dopo aver esordito nel suo paese, "approda" negli Stati Uniti nel 2012 sulle pagine di Doc Savage, serie della Dynamite che ripropone ai lettori moderni uno dei personaggi della golden age finiti in pubblico dominio. Da lì il passo verso i supereroi, in particolare quelli della DC Comics, è breve. E in effetti The woman of tomorrow è il primo lavoro di una certa importanza cui collabora, e che alla fine le frutta anche un Eisner Award nel 2022.
Il prestigioso premio fumettistico, d'altra parte, è ampiamente meritato: l'artista brasiliana ha infatti un tratto elegante e ricco di dettagli che ricorda un maestro del fantasy come Gari Gianni. E anzi è talmente elegante che in certi momenti della storia le battute che King mette in bocca a Supergirl risultano quasi fuori contesto, molto più della favella pomposa e prolissa della narratrice. La sua Supergirl, poi, presenta una gran gamma di espressioni: dal dolore, alla noia, alla determinazione, ricordando in questo esercizio di stile particolarmente importante per la riuscita di una storia a fumetti un altro grande del fumetto, Joe Kubert.
La donna del domani è, dunque, un classico nella storia di Supergirl e questo nonostante una storia lunga settant'anni editoriali: i molti cambi di origini subiti dalla supereroina non hanno certo giovato alla costruzione di grandi storie memorabili, ma questa è fuori di dubbio una di quelle in grado di restare nella memoria dei lettori, e magari anche delle lettrici, per molti anni a venire.

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