Stomachion

mercoledì 25 marzo 2026

Non abbiamo un Pianeta B

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Il concetto del Pianeta B, o Planet B, così espresso, è relativamente recente. Dal punto di vista fantascientifico (e anche supereroistico) si declina con la classica Terra 2, ma è solo con l'inizio del terzo millennio che si inizia ad associarlo ai cambiamenti climatici. Il messagio dietro il There is no Planet B è semplice: non abbiamo un secondo pianeta dove andarci a rifugiare. E' un concetto, questo, che viene molto ben ribadito nei versi di Planet B, canzone d'apertura di Infest the Rats' Nest del 2019, diciannovesimo album in studio dei King Gizzard & the Lizard Wizard.
E' quasi un concept album questo per l'eclettica band australiana nata nel 2010. Il quasi è dovuto al fatto che le tracce non sono ufficialmente legate una all'altra, anche se condividono tutte un'ambientazione futuristica, un po' come un album degli Ayreon. In particolare la band ha immaginato un futuro in cui la Terra è ormai agli sgoccioli a causa dei problemi dovuti ai cambiamenti climatici. Questi vengono, in effetti, affrontati nella prima parte dell'album: è interessante osservare come subito dopo Planet B troviamo Mars for the rich, chiaro riferimento ai progetti dei multimilionari per portare l'uomo su Marte, tutti però destinati proprio ai ricchi:
Mars for the privileged
Earth for the poor
Mars terraforming slowly
Earth has been deformed
Questi quattro versi esemplificano perfettamente la contrapposizione tra i privilegiati e il resto del pianeta, indicando Marte proprio come la salvezza per i primi. E l'idea di una terraformazione lenta, cosa scientificamente corretta, non tiene lontano il progetto, mentre la Terra va verso una deformazione di se stessa.
Nella seconda parte, invece, più squisitamente fantascientifica, si racconta il viaggio di un gruppo di ribelli che prova a colonizzare Venere, in un percorso che, però, porta verso l'autodistruzione, o l'auto-immolazione, come dal titolo del penultimo pezzo, Self-Immolate, e alla fine alla dannazione con Hell.
I testi, che si combinano perfettamente con il mix di rock psichedelico e trash metal che attraversa tutto l'album, sono semplici ma diretti come ben esemplificato in Planet B. Significativi in questo senso i chorus:
Urbanization
Scarification
Population exodus
There is no Planet B
Open your eyes and see
Questo invito ad aprire gli occhi e vedere sembra un'anticipazione di quanto affermato nel chorus di Hell:
Remember where to enter
The door to hell is amber
L'invito della band è dunque abbastanza chiaro: stiamo sovrasfruttando il nostro pianeta senza possibilità di avere un piano (o pianeta) B a disposizione, in una situazione in cui le disuguaglianze aumentano, nonostante il tenore di vita sembra essere migliore per tutti. Dobbiamo aprire gli occhi e invertire la rotta, prima che sia troppo tardi.

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