Il problema di tali affermazioni, però, è che viene fatto suffragare da numeri, o più precisamente da percentuali, dimenticandosi un concetto essenziale delle percentuali: se io dico il 50% di mele e mi fermo lì, non sto fornendo un'informazione completa, perché manca il dato essenziale per capire questo numero. Ovvero quante sono tutte le mele. Allo stesso modo, se non so, o non ho nessuna intenzione di valutare in termini assoluti quanti sono i votanti in ciascuna regione, affermare che il NO ha vinto grazie ai voti di quelle regioni del sud in particolare è quantomeno incompleto. Così ho voluto verificare, ma senza utilizzare i dati reali, per capire quale poteva essere il peso di ciascun SI e NO di ciascuna regione sul totale dei SI e dei NO di un ipotetico paese avente 10 regioni. Scoprendo un dato abbastanza interessante.
Nella tabella di cui vi metto l'immagine qui sotto (e che potete scaricare da qui), ho impostato due regioni paragonabili per proporzioni di votanti alla Sicilia (regione A) e alla Lombardia (regione D) dove, con percentuali paragonabili a quelle reali, hanno vinto rispettivamente il NO e il SI. Il peso di ciascuna regione l'ho calcolato facendo il rapporto tra i SI e il totale di questi ultimi e i NO e il totale di questi ultimi.
In questo modo ho visto che la regione che nella mia simulazione possiamo accostare alla Lombardia ha pesato nel risultato finale del NO un po' di più rispetto alla regione che potrebbe essere accostata alla Sicilia, nonostante in quest'ultima abbia vinto proprio il NO.
Ovviamente questo comportamento non è vero sempre, e potrebbe non essere vero con i numeri reali, ma ciò che mi premeva sottolineare è che se vogliamo che i numeri effettivamente ci dicano qualcosa, dobbiamo anche saperli usare, altrimenti sono solo paraventi che utilizziamo per darci ragione, indipendentemente dal fatto che ce l'abbiamo o meno.

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