
Questo è il titolo dell'episodio d'apertura, in due tempi, di un nuovo serial, L'arte del mistero di Matteo Venerus e Carlo Limido. Come intuibile dal titolo della serie, il protagonista è Topolino, che si trova coinvolto in un ruolo inconsueto, ma non troppo. Non solo perché comunque deve mettere in campo ciò che ha imparato in anni di indagini, ma anche perché il tema delle indagini sotto copertura è stato utilizzato in varie occasioni in passato, anche se non in maniera estensiva.
Venerus, poi, adotta uno stile moderno e dinamico, in cui si percepisce la forte influenza delle moderne serie televisive. I vari personaggi, infatti, vengono approfonditi attraverso degli opportuni flashback. E visto che non tutti i personaggi sono stati raccontati in questo modo, ci dobbiamo aspettare altri episodi della serie. D'altra parte il fatto di non aver catturato il trafficante d'arte che il dipartimento Atena, dedicato a questo compito, sta inseguendo da tempo è un forte indizio di una storia che deve ancora dare io meglio di se!
Visto che dell'ultimo episodio di Earth's Mightiest Duck ne ho scritto in separata sede, non mi resta che dire due parole per la seconda e ultima parte de I tre forchettieri di Sergio Badino e Alessandro Perina.
Bene o male questa seconda parte conferma quanto già scritto sulla prima. Forse, giusto per trovare il pelo nell'uovo, un po' meno divertente, non tanto per la maggiore quantità d'azione, ma perché un paio si battute mi hanno un po' stonato. Il punto forte, invece, è stata alla fine la scelta di Ciccio al posto di D'Artagnan: personaggio spesso sottoutilizzato, soprattutto da quando Riccardo Secchi non scrive più per Topolino, ha trovato in questa parodia (e magari in Badino?) un ottimo modo per mettersi in mostra! E sarebbe anche bello se Oconstance (o comunque una sua versione modernizzata) venisse introdotta nel cast paperopolese attuale: Ciccio lo eriterebbe!
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