Stomachion

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lunedì 20 luglio 2026

Una storia alternativa (ma non troppo) dei mondiali di calcio 2026

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Il tabellone che trovate qui sopra è quasi esattamente il tabellone della fase a eliminazione diretta dei campionati di calcio 2026 che sono stati vinti dalla Spagna giusto ieri domenica 19 luglio 2026 contro l'Argentina.
Se osservate bene il tabellone, però, molte partite sono leggermente differenti da quelle che si sono svolte nella realtà: questa serie di partite e risultati, infatti, sono tratti da un preprint di Mina Rezaei e Yaser Samadi utilizzando un approccio probabilistico che tiene conto non solo del ramking, ma anche delle prestazioni recenti delle varie nazionali.
Il risultato finale l'ho trovato per certi versi sorprendente, se consideriamo quanto sia aderente alla conclusione del mondiale, tanto quanto l'esito di molte delle partite del tabellone.

domenica 14 giugno 2026

Topolino #3681: Aria di mondiali di calcio

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L'11 giugno, ovvero il giorno dopo la prevista uscita in edicola di Topolino è iniziata la 23.ma edizione dei mondiali di calcio, la terza di fila senza l'Italia. Organizzata da Canada, Messico e Stati Uniti vede la partecipazione record di 48 squadre. Come già avvenuto per altre competizioni calcistiche, Topolino propone una nuova storia a puntate a tema, sempre scritta da Marco nucci, ormai esperto in questo particolare genere narrativo. Ad affiancarlo in questa nuova avventura, Paperino in FIFA World Cup, troviamo Corrado Mastantuono, altro disegnatore il cui stile, come i precedenti Intini e Soffritti, si adatta particolarmente bene allo stile goscinnyano di Nucci.
Il primo episodio crea il contesto per la coppa del mondo, il torneo dei tornei e, soprattutto, per la nazionale maggiore del Calisota, una squadra che, come ci raccontano gli autori, c'ha sempre provato ma con alterne fortune. In questo nuovo percorso, però, Paperino è presente come protagonista un po' marginale: papero tuttofare della nazionale, allenata da una vecchia conoscenza dei tornei nucciani.
Come è facile immaginare, già alla prima partita Nucci e Mastantuono mettono in difficoltà il Calisota, concedendo anche a Paperino una possibilità di riscatto dopo le glorie avute come coach del Calisota junior, ma per conoscere l'esito della partita di esordio dovremo aspettare il prossimo numero.

venerdì 5 maggio 2023

Perso tra gli scacchi

Eh già. In questo perdermi tra gli scacchi mi sono dimenticato di tediarvi un po' in questi giorni qui su DropSea. Mi sono perso, poi, tra i meandri del fare e rifare la nuova puntata di Ritratti, il podcast (che è in ritardo, ovviamente, o almeno in ritardo sul mio programma, che mi sto guardando bene dal comunicare!). E mi sono pure perso di raccontarvi qualcosa sul mondiale di scacchi, che si è svolto ad Astana, in Kazakistan, e si è concluso ormai da quasi una settimana. Ha vinto il cinese Ding Liren, che se Magnus Carlsen non avesse deciso di non difendere il titolo, non ci sarebbe nemmeno stato (e alla fin fine per Nepo non sarebbe cambiato nulla...). E la prima dichiarazione, o quanto meno una delle prime dichiarazioni del neo campione del mondo degli scacchi è stata:
Una delle prime cose che voglio fare ora è andare a Torino a vedere la Juventus.
Che poi, in fondo, i gusti sono gusti e se gli piace il calcio, e la Juventus, alla fine va bene lo stesso!

domenica 11 luglio 2021

Finale inconsueta

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Mentre mi stavo preparando per scrivere le recensioni del Topolino uscito questa settimana, ecco che mi è venuto in mente: perché non metto un po' in fila qualche numero per la finale dell'europeo di calcio 2020 (che in realtà si gioca quest'oggi 11 luglio 2021)? E allora proviamo a realizzare in piccolo qualcosa che avevo fatto un paio di anni fa relativamente ai mondiali di calcio.
La prima osservazione è che a sfidarsi sono due nazionali non esattamente "fortunate" durante l'Europeo: da un lato i padroni di casa dell'Inghilterra (la finale si gioca a Londra) che non hanno mai vinto un Europeo e hanno in bacheca solo un mondiale nel lontano 1966; dall'altro c'è l'Italia, che di finali europee ne ha giocate tre, ma ne ha vinta una sola, nel lontano 1968.

domenica 12 luglio 2020

Topolino #3372: Come Italia-Brasile

Grazie ai colori delle maglie, era evidente fin dall'inizio del Torneo delle Cento Porte che il 313 team rappresentava l'Italia e il Klondike il Brasile. E ovviamente il fatto che le due squadre si siano giocate l'esito del torneo stesso ha reso questo parallellismo ancora più forte.
Italia e Brasile si sono incontrate, restando ai soli campionati del mondo di calcio, 5 volte con esiti sostanzialmente alla pari: due vittorie ciascuno e un pareggio, nella finale del 1994.
Quel mondiale, infatti, venne assegnato ai rigori e, alla fin fine, l'esito assegnato, assegnato un po' al caso un po' alle forze restanti dei giocatori, è stato sostanzialmente corretto considerando il valore complessivo delle due squadre e il modo in cui hanno giocato il torneo.
Allo stesso modo si conclude il Torneo delle Cento Porte, con un pareggio spettacolare e molto ben raccontato da Marco Nucci e Donald Soffritti. Una partita tirata fino all'ultima traversa il cui esito, però, era sostanzialmente scontato, visto che lo sceneggiatore ha lasciato in panchina Gastone con tutto il suo carico di fortuna. In questo senso, però, resta impagabile l'espressione di Gastone nel momento dell'ultimo tiro di Achille Ribbling: si legge chiaramente il dubbio che per una volta il merito possa avere la meglio sul caso.

lunedì 22 luglio 2019

L'Italia e la regola del 12

Ormai da alcuni mesi è evidente come la mano di Alex Bertani su Topolino stia andando esattamente nella direzione che ci aveva raccontato a Cartoomics. Una delle rubriche del suo Topo direi che è molto probabilmente voluta proprio dall'attuale direttore per il gusto... antico. La rubrica sportiva, Dal nostro inviato nel pallone... è infatti in mano al giornalista della Gazzetta dello Sport Fabio Licari, rinverdendo così i fasti di storiche collaborazioni del settimanale disneyano con alcune delle migliori firme giornalistiche italiane (sto pensando in particolare a Nicolò Carosio, giusto per restare in tema). Per molti motivi la rubrica sportiva la salto ormai da diversi anni, e forse sarebbe più corretto spendere due parole sul bellissimo e completissimo articolo di Barbara Garufi dedicato alla Luna, ma alla fine mi soffermo sull'articolo di Licari di questa settimana per un semplice motivo: il giornalista all'interno dell'articolo e supportato da un piccolo grafico ricorda che ogni dodici anni, dal '70, con regolarità impressionante, l'Italia va in finale: 1970, 1982, 1994, 2006. E questo ha stuzzicato la mia curiosità matematica/statistica. Così sono andato a mettere insieme un po' di numeri, facendo però una scelta ben precisa, quella di limitarmi all'era moderna del calcio.

domenica 1 luglio 2018

Paperino ai mondiali di calcio

Mentre su Topolino si svolge l'attesa sfida tra le squadre allenate da Mondor e Amelia, sui Grendi Classici Disney (seconda serie) #30 viene ristampata Paperino ai mondiali di calcio, dedicata proprio alla più famosa competizione agonistica per nazionali. Autore della lunga avventura è il maestro Romano Scarpa, che mescola in un'unica soluzione una serie di spunti ed elementi che hanno caratterizzato molte delle sue storie di quel periodo.
Nelle nebbiose brughiere scozzesi
Realizzata in occasione dei Mondiali tedeschi del 1974, Paperino ai mondiali di calcio fa il suo esordio su una pubblicazione usualmente dedicata alle ristampe, i Classici Disney (prima serie) #54. A sommario anche Paperino calciatore, anche questa storia inedita scritta da Gian Giacomo Dalmasso per i disegni di Marco Rota, che realizza le illustrazioni per copertina e quarta di copertina.
Queste due storie verranno successivamente ristampate, sempre in coppia, prima sui Classici Disney (seconda serie) #65 in occasione dei mondiali spagnoli del 1982, quindi su Paperone mondiale 1990, uscito in occasione dei mondiali italiani di quell'anno come supplemento a Topolino #1795. In quest'ultima occasione venne anche ristampata la lunga Mundial Story realizzata da Massimo Marconi insieme con Marco Rota e le chine di Roberto Marini e precedentemente pubblicata su Topolino in occasione dei mondiali del 1986 in Messico.
La storia di Scarpa si apre come un flashback sulle nebbiose lande scozzesi, dove due clan, i MacPapp e i Bass Rock capeggiati rispettivamente da una sorta di avi di Paperone e Rockerduck, si contendono le poche risorse che il periodo mette a disposizione: zucche.

sabato 30 giugno 2018

Topolino #3266: La finale del campionato di Mondor

Mentre proseguono con le fasi eliminatorie i campionati del mondo di calcio, su Topolino #3266 arriva a conclusione con una doppia puntata la sfida tra Amelia e l'arcimago Mondor scritta da Bruno Enna per i disegni di Alessandro Perina. Il numero, fondamentalmente focalizzato su questa doppia storia, presenta decisamente poco altro, quindi per evitare di scrivere eccessivamente male sul resto del sommario, per questa settimana mi concentrerò solo sulla storia calcistica.
Il segreto del calcio
Dopo aver esplorato le origini del calcio e aver posto le basi filosofiche della storia, con il Primo tempo e il Secondo tempo tutti i nodi narrativi vengono al pettine, mentre le squadre approntate dai due allenatori scendono finalmente in campo.
L'approccio delle due squadre è differente e indicativo anche della crescita dei due allenatori: i campioni provenienti dallo spaziotempo (epoche e mondi differenti) sono sostanzialmente una squadra slegata i cui componenti giocano più per se stessi che per il team nel suo complesso; i paperi, invece, diventano un gruppo affiatato, in grado di sopperire con la condivisione della passione per il calcio e con una volontà ferma e determinata di opporsi ai campioni.
Come prevedibile, verrebbe da scrivere. E anche la reazione del pubblico, l'appoggio entusiasta alla squadra dei paperi, è abbastanza scontato. Enna, però, utilizza un soggetto scontato ma non per questo meno trascinante soprattutto per la sua valenza istintiva e per i valori positivi che la storia veicola. Trascina il lettore verso il finale, lo tiene legato alla pagina, lo costringe ad arrivare fino alla fine, supportato anche da un ottimo Perina, abile sia nella gestione delle espressioni dei personaggi, sia nel renderli quanto più realistici possibile. In particolare ottimo il lavoro sul nuovo personaggio di Mondor e sui tre principali protagonisti disneyani: Amelia, Paperone e Paperino.
Questi i mattatori di una storia corale, che esalta i valori del calcio e ne mette in evidenza i difetti e gli eccessi.

domenica 24 giugno 2018

Topolino #3265: L'allenatore nel pallone e altre storie


Bambini che giocano con una palla nell'illustrazione dell'artista cinese Su Hanchen
E' abbastanza scontato, per chi ha visto il film con Lino Banfi, associare le difficoltà di Amelia nella seconda puntata de La coppia del Mondor, L'ombra dell'allenatore, con il titolo della serie cinematografica che ha visto protagonista il mitico Oronzo Canà. A differenza della pellicola del 1984 diretta da Sergio Martino, non c'è nulla di parodistico nella storia scritta da Bruno Enna per i disegni di Alessandro Perina, ma anzi ha la tipica trama della classica storia sportiva dove la squadra più debole deve cercare di trovare le motivazioni per superare le proprie limitazioni. In questo senso è significativa la scena che vede la squadra dei paperi affrontare e sconfiggere una magica squadra di calciatori di terracotta all'interno di uno sperduto tempio sull'Himalaya con l'obiettivo di incontrare il così detto allenatore ombra, il più grande allenatore di calcio del mondo. La storia, comunque, sembra andare in una direzione non molto diversa da quella di film come Karate Kid o, per restare in tema, Shaolin Soccer.
Altro elemento di approfondimento interessante è quello legato alle origini del calcio: di fronte alla porta del tempio, Archimede nota come gli intarsi sulla stessa si riferiscono a un antichissimo gioco simile al calcio. In effetti tra il III e il II secolo a.C. era diffuso in Cina il Ts'u Chu o Cuju, che si praticava calciando con il piede una palla di cuoio piena di peli e/o capelli. Si sfidavano due squadre e vinceva o quella che realizzava più gol (versione nota come zhuqiu) o quella che commetteva meno falli (baida).
Il Giappone, dove il Cuju era stato successivamente importato, sviluppo una propria versione, più giovane di circa 500 anni, il Kemari, dove i giocatori dovevano passarsi una palla senza farla mai cadere a terra.
In occidente il gioco più antico assimilabile al calcio è il greco Episkyros, che diventa l'Harpastum dei romani, molto simile al rugby. In effetti fu proprio questa versione romana alle origini del calcio moderno, che nasce in Inghilterra: nonostante il gioco con la palla fosse osteggiato perché portato dagli invasori, ottenne sempre maggiore successo fino a dare vita al calcio moderno.

venerdì 18 febbraio 2011

Italiani

Questo qui sopra è un italiano. Un tipico italiano. Che tipicamente vota per quest'altro italiano qui sotto:

venerdì 23 aprile 2010

Umori sportivi

I milanisti sono maleducati. Gli interisti signori. E' questa la sintesi di una persona (che conosco) che ha avuto a che fare, per lavoro, con alcuni dirigenti delle due squadre negli ultimi due giorni.

giovedì 5 febbraio 2009

Banana Football Club

A volte, per recuperare la vera essenza di uno sport, bisogna andare alle origini, che non sono rappresentate da una storia sulle origini di quello sport, ma semplicemente da una storia sull'inizio dell'avventura sportiva di un giovane. Oggi un po' tutto lo sport mondiale è inondato dal dorato mondo dei soldi, e spesso (i recenti scandali sulla Juventus e Moggi, o i casi di doping nel ciclismo insegnano) influenzano negativamente un intero movimento sportivo. Così, per recuperare le origini di un calcio diventato troppo schiavo dei soldi e delle televisioni, Roberto Perrone, giornalista del Corriere della Sera e interista (peccato!), scrive una piccola storia ambientata in quel di Milano sull'amicizia tra due ragazzi, uno di ricca famiglia, l'altro figlio di operai e sul loro percorso all'interno di una piccola squadra giovanile che ogni domenica lotta per conquistare la vittoria sul campo.
Al di là degli intrighi che girano intorno alla piccola squadra, l'avventura calcistica di Due Cognomi e Foglia Morta, i soprannomi dei due protagonisti, è segnata da una sincera amicizia tra loro e con i compagni di squadra, un'amicizia in nome della quale arriveranno a boicottare il loro nuovo allenatore. Tutto questo è altro ancora è ben rappresentato da Otto Gabos, il bravo disegnatore cagliaritano che alimenta, così, la sua passione per il calcio e per il Cagliari interpretando un romanzo sul calcio e sulla passione per il calcio non solo da spettatore ma anche da giovane calciatore. Uscita nella collana Rizzoli oltre, Banana Football Club è un romanzo a fumetti bello, scorrevole, appassionante che riaccende la passione verso lo sport e il calcio più genuini, il tutto con il solito stile chiaro e preciso di Gabos, che sceglie per l'occasione di far diventare protagonista Nonna Pilar: come ha anche ammesso nell'appendice, questa apparizione potrebbe essere solo la prima per il personaggio di Perrone e Gabos nel mondo dei fumetti.
Una buona lettura calcistica a tutti per un acquisto altamente consigliato!

lunedì 30 giugno 2008

Generazioni

In un certo senso c'è qualcosa che accomuna l'Italia e la Spagna del calcio, ieri sera campione d'Europa 2008, ed è il destino del commissario tecnico che non ha avuto la fiducia della sua federazione. E se Donadoni tale fiducia non la ebbe sin dal giorno dopo la fine del commissariamento della federazione, sicuramente non l'avrebbe avuta neanche con il trionfo europeo, e questa sensazione viene da come è stato concluso il rapporto con Donadoni, il cui unico difetto, a conti fatti, e nonostante non mi abbia dato molta fiducia in generale, è stato quello di non avere avuto una grande esperienza internazionale come allenatore.
E mentre siamo in attesa di Lippi e della sua prima partita in questa sua seconda avventura in azzurro, lasciatemi dire che questa Spagna, per gioco e carattere, mi ricorda molto l'Italia di Zoff del 2000, che giocò un'unica partita completamente in difesa, la semifinale con l'Olanda, in 10 a causa di un intervento eccessivo da parte di Zambrotta. E anche allora, come nella Spagna di ieri, alle spalle di Zoff c'è una federazione con poca fiducia nel suo allenatore, una federazione che evita una figuraccia solo grazie all'arrabbiatura del grande portiere mundial a causa di una parola di troppo da parte di Berlusconi. Trovata la scusa, trovata l'uscita e perso un gruppo che era all'inizio di un ciclo, che ha perso un mondiale e un europeo per una pessima gestione degli eventi stessi, e che ha vinto un mondiale, nel 2006, alla fine del suo ciclo. Ora se ne deve iniziare uno nuovo, a partire dalle indicazioni che questo europeo ci ha dato, e solo per restare almeno come la terza favorita del 2010: nell'ordine, secondo me, abbiamo Inghilterra (per l'allenatore, Capello), la Spagna (per i giocatori: speriamo per questa nazionale che il successore di Aragones non sia come Trapattoni rispetto a Zoff!), e l'Italia (per l'allenatore, Lippi, e perché campione del mondo in carica).

lunedì 23 giugno 2008

Furie rosse

Speravo di dover intitolare questo post Il rosso e l'azzurro, ma purtroppo il ritorno della sfortuna di rigore della nazionale italiana contro quella spagnola (dopo che ci erano andati bene i rigori contro l'Olanda nel 2000 e la Francia nel 2006) mi costringe a concentrarmi sul colore dominante della domenica sportiva. La prima furia rossa è certamente quella della Spagna che non riesce a battere l'Italia nei tempi regolamentari in una sfida in cui l'Italia si difende in maniera ottima (grandissimo Chiellini) ma che non risulta molto precisa al momento di concludere (e per tutto l'europeo italiano mi sono chiesto: ma come è possibile che questo giocatore è capocannoniere in Germania? - mi riferisco a Toni, ovviamente!). Neanche la Spagna, se è per questo!
Personalmente questa squadra mi è sembrata, a parte la partita d'esordio con l'Olanda, a tratti più forte di quella che ha vinto il mondiale, e forse l'unica cosa che si dovrebbe far notare a Donadoni è lo scarso uso della quinta punta, Borriello. Per il resto speriamo che resti, anche perché in giro, con Capello all'Inghilterra, non ci sono alternative serie all'attuale ct.
La seconda furia rossa è quella che, dopo molti gran premi, è tornata ieri pomeriggio in Inghilterra, a Donigton: la Ducati rosso fiammante di Stoner, che vince autorevolmente il gran premio davanti a Rossi e Pedrosa. Dominio netto che speriamo possa continuare anche per il resto della stagione (non guardatemi male: a Rossi non posso perdonare il suo rifiuto di andare alla Ducati e la sua scaramantica fissa di non utilizzare il numero 1 quando deve difendere il titolo).
L'ultima, ma prima in ordine di tempo, è quella furia rossa del Cavallino Rampante. Con una cavalcata incontenibile il duo Massa-Raikkonen domina senza alcuna possibilità di replica per gli avversari il Gran Premio di Francia 2008. Certo l'inconveniente tecnico dello scarico ha tolto al finlandese campione del mondo una vittoria meritata (il suo giro veloce non è più stato battuto!), ma la doppietta nel complesso ha portato Massa in testa al mondiale piloti e la Ferrari a consolidare quella del mondiale costruttori, forse l'unica certezza in questa stagione. Nel complesso deludenti le BMW (salva la baracca Kubica con il 5.o posto), deludente Hamilton, che partivca sì dal 13.o posto (penalizzato per i noti fatti del Canada), ma che alla fine è arrivato 10.o a causa di una sua leggerezza all'inizio della gara. Un po' meglio il suo compagno di squadra, anch'egli penalizzato, giunto 4.o con una buona gara e che non ha ottenuto il podio solo perché il nostro Jarno Trulli ha fatto una gara ancora migliore, difendendo negli ultimi giri, con una leggera pioggerellina in pista che sembrava penalizzare l'assetto scelto dall'abruzzese, un terzo posto conquistato con i denti e con una buona tattica nei pit stop.
Così mentre il mondiale costruttori si avvia verso Maranello e quello piloti non si sa se pure, ci aspettano due gare difficili a Silverstone e al Nurburgring (che spero di aver scritto bene...).
Speriamo che continuerà ad andare tutto bene...

martedì 10 giugno 2008

Euro 2008: chi mal comincia...

...deve vincerle tutte! E alla fine sarebbe incredibile passare con una sconfitta così pesante all'avvio, quando quattro anni prima si venne eliminati senza perderne una! Certo questa non è la nazionale che ha vinto i mondiali, e non è neanche la nazionale di Zoff che perse gli europei (che certo è genitrice di quella mondiale, ma che era anche decisamente più forte di quella di Lippi), ma difficilmente sembra una squadra in grado di reagire, se alla fin fine le scelte di Donadoni sembrano imperscrutabili anche per i giocatori stessi.
Comunque, in attesa della prossima partita con la Romania (l'unica cosa buona dalla giornata di ieri è stato proprio il pareggio di quest'ultima con la Francia!), cerchiamo di non trattare troppo male una nazionale che, forse, tanto avanti non andrà (anche se spero di sbagliarmi!).

lunedì 15 maggio 2006

Varietà della vita

La giornata di oggi sembra offrire molti spunti interessanti. Innanzitutto l'affare Juventus, che sembra una nuova tangentopoli in cui anche solo conoscere Moggi rende una persona indagabile per fatti illeciti: in tutto questo guazzabuglio, però, mi piace portare all'attenzione dei 4 gatti che leggono per sbaglio questa paginetta (o il feed, il che è uguale) un bel ricordo della Juventus che fu, una squadra mitica che fece innamorare, con la sua storia, milioni di italiani, diventando di fatto la più amata squadra di calcio d'Italia.
Vorrei poi sottoporre all'attenzione alcune riflessioni trovate in casa dell'amico Giano: la prima riguarda una simpatica vignetta (simpatica quanto un treno che ti sta per venire addosso) che mi ha fatto pentire di alcune scelte fatte alle ultime elezioni (anche se una delle due schede ho provveduto ad annullarla): devo dire, comunque, che non è l'unico motivo per cui pentirsi di un voto ed essere preoccupati per il futuro. Con l'intenzione di iniziare a correggere all'errore di cui prima già dalle elezioni comunali, vi segnalo un bel post sulla sinistra e la destra in Italia, anche questo trovato grazie al Giano: Questi o quelli per me pari sono.
Infine vorrei segnalarvi una riflessione molto interessante sulla libertà e l'uguaglianza... Leggetela, pensateci un po' su, e poi oggi, o meglio ancora domani, commentatela: potrebbe nascerne una discussione molto interessante.

lunedì 13 settembre 2004

Sognando, sognando

In un'agenzia comparsa su alcuni quotidiani di ieri, Zednek Zeman ritorna a dire la sua sul calcio e, in particolare, chiede che la Juventus restituisca gli scudetti vinti, se condannata nel processo, in svolgimento, sul doping. In particolare l'allenatore del Lecce dice:

Credo che la gente non abbia capito come funziona il sistema, non se ne è parlato abbastanza. Si preferisce discutere e scrivere di gossip e calciatori al mare. Nel calcio è successo di tutto e non si è fatto niente. Dai passaporti, alle fidejussioni, dal doping alle scommesse. L'unico provvedimento forte è stato l'arresto di Pieroni, presidente dell'Ancona. I Lab? Preferisco ancora l'alimentazione sana e i gradoni rispetto alle macchine e ai laboratori. Lippi in nazionale? Prima di nominarlo ct avrei aspettato la fine del processo alla Juventus. E a proposito di processi il mio sogno è vedere chiuso il Processo di Biscardi.

E ha decisamente ragione. Su tutto.

martedì 24 agosto 2004

Nonostante tutto, grazie lo stesso!

L'Italia sta facendo una grande partita. Al momento sta perdendo 2-0 contro l'Argentina, la squadra favorita per queste Olimpiadi e, sicuramente, per i prossimi mondiali di Germania. L'Italia è riuscita a giocare una buona partita, ma la squadra sudamericana è stata a tratti migliore, non solo perché loro, a differenza di noi, sono stati in grado di controllare i nostri giocatori di maggior talento (Pirlo e Gilardino) ma anche perché sono riusciti a far trovare i loro migliori giocatori (Tevez e D'alessandro), sempre liberi e pronti all'azione.
Certo esiste una gran differenza tra i nostri e i loro: mentre i sudamericani puntano principalmente a competizioni mondiali di categoria, noi tendiamo a confrontarci soprattutto in campo europeo. E in qualunque caso queste Olimpiadi dimostrano quanto basso sia il livello del calcio europeo (1 squadra su 8 ai quarti; 1 su 4 alle semifinali - e speriamo nel bronzo!): non c'è da stupirsi se gli europei di quest'anno li hanno vinti la Grecia!

martedì 13 luglio 2004

Tipi italiani

Secondo voci di corridoio i poveri del calcio hanno comprato delle partite, corrotto degli arbitri per rischiare di tornare tra i poveri un anno dopo. Intanto, sempre grazie alle voci di corridoio, due arbitri sono stati sospesi.
Sempre secondo voci di corridoio, s'intende.
Intanto Mastella decide di passare la mano a chi il posto non lo ha: leggere per credere!
Sommario voci: voce1 | voce2 | voce3 | voce4 | voce5 | voce6
Sommario reazioni: reazione1 | reazione2 | reazione3

lunedì 23 febbraio 2004

La domenica... politica

Tutto inizia con Berlusconi e i commenti sui suoi pareri sul Milan a una o due punte. Tutto continua con Zucconi che ad un certo punto la butta in politica. Quindi c'è la telefonata del cavaliere e la sottile sfida dialettica con lo stesso Zucconi, che fa ridere in rare occasioni (gli unici a ridere sono Zucconi, Berlosconi e alcuni ospiti: sarò stupido io, ma non ci trovavo niente da ridere in quelle battutine). Il fondo lo si tocca con la telefonata del presidente di garanzia Lucia Annunziata.
Siamo sicuri che non fosse tutto uno scherzo telefonico?

(per fortuna dovrebbe essere una Domenica Sportiva, non Calcistica...)