Rai Scuola rischia la chiusura: firma la petizione per provare a salvarla.
Tra il 1960 e il 1968 la Rai mandò in onda un programma televisivo ancora oggi spesso citat: Non è mai troppo tardi. Condotto da Alberto Manzi e realizzato in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, aveva un sottotitolo che ben ne identificava gli obiettivi: Corso di istruzione popolare per il recupero dell'adulto analfabeta.
Manzi, che curò anche i contenuti del programma insieme con Oreste Gasperini e Carlo Piantoni, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale aveva intrapreso la carriera di insegnante, peraltro in un contesto ancora oggi ritenuti difficile: un carcere. In particolare in un'intervista del 1997 rilasciata a Roberto Farné disse:
Soprattutto dopo l'esperienza della guerra, l'idea fissa che avevo era di aiutare i ragazzi, (...) rinnovare un po' la scuola, per cambiare certe cose che non mi piacevano.
Il programma ebbe un impatto non trascurabile, anche se sembra non quantificato, sull'alfabetizzazione in Italia. Consideriamo che in molti paesi sperduti dell'Italia dell'epoca, nonostante le difficoltà, il televisore era entrato nelle case delle famiglie italiane, mentre gli istituti scolastici non avevano una presenza altrettanto capillare. Senza contare il fattore psicologico, legato al dover in qualche modo ritornare sui banchi di scuola insieme ai propri figli.
Questa prima esperienza di fatto diede il via a quella che è oggi nota come Rai Cultura, struttura della Rai che si occupa delle attività culturali ed educative sin dal 1975, quando venne istituito per legge come Dipartimento Scuola Educazione.
Nel 1997 il Dipartimento vara il canale satellitare RaiSat 3 - Enciclopedia, successivamente rinominato (o sostituito da) Rai Educational Sat, al quale, nel 2000, venne affiancato Rai Lab, dedicato a corsi di formazione a distanza (ricordo che, per curiosità, ne seguii un paio, visto che a notte fonda venivano trasmessi sui canali in chiaro). I due canali divennero poi Rai Edu 1 e Rai Edu 2 e nel 2009 vennero rinominati rispettivamente Rai Scuola e Rai Storia.
Nel corso di questi ultimi 15 anni Rai Scuola ha prodotto diversi programmi interessanti, dedicati a varie discipline, anche un po' trascurate come la filosofia o l'economia, senza dimenticare la divulgazione vera e propria. Inoltre nel periodo del covid, sempre con il supporto del Ministero dell'istruzione, è diventato, in un afascia oraria prestabilita, una sorta di aula virtuale a disposizione degli studenti costretti a casa dalle restrizioni dovute alla pandemia.
Il ruolo di Rai Scuola, dunque, è stato importante all'interno della società italiana, e questo nonostante riscontri d'ascolto decisamente di nicchia (non ha mai superato lo 0.14% di media annuale). Eppure la Rai, nonostante questa storia decennale, iniziata peraltro proprio con la tv in chiaro, ha oggi deciso di riportare in vita la linea editoriale che fu di Yes Italia, canale diretto da Osvaldo Bevilacqua tra il 2009 e il 2012, con un nuovo canale, Italiana, in onda dall'1 ottobre 2026, che però non si andrà ad aggiungere all'offerta generale, ma andrà a sostituire Rai Scuola, che dunque chiuderà la sua esperienza. Ponendo in qualche modo fine anche all'esperienza didattica della Rai (che sarebbe, per ora, tenuta in piedi solo da Rai Storia, ma vista l'aria che tira, potrebbe anch'esso fare la stessa fine: non dimentichiamo che già nel 2020 venne ventilata la sua chiusura).
Su Change.org è presente una petizione per invitare la Rai a tornare indietro sulla sua decisione. E' stato già fatto con Rai Storia: proviamo a ripetere quel successo!
La cultura e il sapere di un Paese civile non si svendono alle logiche di mercato o ai desideri politici di parte!
Nell'ultima uscita della mia newsletter, Stomachion, ho segnalato le due puntate di CosmoBrain in cui Ilaria Ferrari e Laura Paganini hanno chiacchierato con Giorgio Chinnici sugli scacchi.
Questi sono un gioco antico e dalle origini leggendarie, nel senso che si perdono così lontano nel tempo che abbiamo in mano solo una leggenda (in effetti non è esattamente così, ma lasciatemelo scrivere!).
Di fatto le sue origini risalgono al VII secolo, in India, in un vecchio gioco da tavolo, ed ha una evidente ispirazione bellica. Una delle ere più note e fondamentali per gli scacchi è quella così detta romantica, tra il 1700 e il 1873.
Dal 1873 in poi, gli scacchi ricevono un approccio in qualche modo scientifico e si trasforma in un vero e proprio sport. Il primo campione mondiale di scacchi è, infatti, Wilhelm Steinitz nel 1886 (anche se di campionati non ufficiali se ne realizzarono già a partire dal 1851).
Gli scacchi, come molte attività propriamente sportive (nel senso di competitive) hanno avuto una forte polarizzazione in particolare durante il periodo della Guerra Fredda, tra i due grandi blocchi sovietico e statunitense. In questo caso, essendo i russi i grandi dominatori degli scacchi, la competizione era particolarmente sentita negli Stati Uniti ed è proprio questa atmosfera che prova a catturare La regina degli scacchi, miniserie ideata da Scott Frank e Allan Scott per Netflix.
Dopo aver scritto un lungo articolo dedicato alla trasposizione a fumetti della sceneggiatura originale di Harlan Ellison di uno degli episodi più amati della serie originale di Star Trek, e con tutto quello che in maniera diretta e indiretta ho scritto su Star Trek, in questo giorno in cui si celebra il 100.mo anniversario della nascita di Gene Roddenberry mi era rimasto ben poco da scrivere qui su DropSea.
Poi mi imbatto in The man who created Star Trek di James Van Hise, dove, tra le varie pagine, si trovano alcune curiosità e anche alcune fotografie interessanti, come ad esempio quella qui sotto con Roddenberry sul set del pilot di Genesis II, un nuovo progetto fantascientifico che però non ebbe lo stesso successo di Star Trek.
Il supergruppo dei Teen Titans venne creato nel 1964 da Bob Haney e dall'italiano Bruno Premiani, facendo la sua prima apparizione su The Brave and the Bold #54. Era costituito dai così detti sidecick, le spalle adolescenti degli eroi principali: Robin, Wonder Girl, Kid Flash, Aqualad. E' abbastanza ovvia l'intenzione dell'editore di proporre una serie che si avvicinasse maggiormente alla cultura giovanile rispetto ai serial di eroi come Superman, Batman, Wonder Woman, Flash, e in cui i lettori potessero identificarsi meglio, come accadeva più facilmente con personaggi coevi come Spider-Man.
L'incarnazione più nota del gruppo, però, è quella che iniziò le pubblicazioni nel 1980 su The New Teen Titans #1: la nuova serie, scritta da Marv Wolfman per i disegni di George Perez, era costituita dagli originali Robin (Dick Grayson), Wonder Girl (Donna Troy), Kid Flash (Wally West), che però per età anagrafica iniziavano ad adattarsi molto poco ai loro nomi di battaglia originali, insieme con le nuove aggiunte di Beast Boy (Garfield Logan, che aveva esordito con la Doom Patrol), Starfire (la principessa aliena Koriand'r), Raven (Rachel Roth) e Cyborg (Victor Stone), questi ultimi creati da Wolfman e Perez su DC Comics Presents #26 proprio per diventare parte dei Titans.
Il supergruppo, oggi, non attira particolarmente le mie attenzioni come lettore, ma come spettatore, visto che è il protagonista di una serie dedicata, giunta alla sua seconda stagione e trasmessa su Netflix.
A volte vedo la televisione, quando vado via da Milano, e mi capita di vedere (o rivedere) serie di genere crime come Numb3rs. In particolare mi vorrei soffermare su un paio di cose sul 13.mo episodio della quarta stagione, Il cigno nero: inizia con una scena doppia parallela tra un'azione dell'FBI e una lezione di Charlie Eppes insieme con Larry Fleinhardt e Amita Ramanujan a una classe di assistenti sull'insegnamento. Ed è stupefacente come nei pochi minuti iniziali di questo episodio sono racchiusi una serie di interessanti e profondi consigli sull'insegnamento stesso:
3 febbraio 1957 inizia la programmazione sulla RAI di CAROSELLO.
Non possiamo definirlo "contenitore pubblicitario", sarebbe riduttivo. Ricordiamolo insieme a Calimero, a el Dindondero, a "Gigante, pensaci tu!", e, pensiamo a CAROSELLO come la sigla finale delle nostre giornate di bambini: "A letto dopo CAROSELLO", era l'imperativo di ogni mamma italiana...
Non è che mi piaccia sottolinearlo, però, giusto per ricordare, il tipo secondo cui il televisore è obsoleto è lo stesso che andava scrivendo che la scienza serve a nulla (o qualcosa del genere).
E per il resto ci vorrebbe sempre più gente che fa cinema d'autore come quello che fa Massimo.
Io, all'ITIS Galileo, c'ho insegnato. E' una scuola in zona San Siro, vicino allo stadio. Una scuola difficile, per certi versi, e anche facile, per altri.
E poi lo spettacolo di Paolini l'ho visto. Quello spettacolo, ITIS Galileo, che sta trasmettendo La7, dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, quelli di OPERA e dei neutrini. L'ho visto quando è passato da Milano, dal Piccolo, per la precisione. E' un bello spettacolo. Parla di Galileo. Galileo Galilei. Anche di scienza. Anche di Copernico e Keplero. Anche di rivoluzioni (e di quell'unica rivoluzione permanente che la Terra si può permettere!). E parla del Galileo più umano, quello che ha ceduto, rinnegando se stesso a voce, per poi, in esilio, scrivere quei saggi e quei trattati che avrebbero rivoluzionato la scienza ancora di più di quelli che aveva già scritto, che lo avevano portato di fronte all'Inquisizione. Quei trattati che hanno fondato la scienza fatta sulla Terra. Senza, però, dimenticare un occhio verso il cielo. Verso i sogni.
Vedetelo. Lo spettacolo di Paolini. Lo trasmettono da sottoterra, da uno dei tanti posti dove si fa ricerca. Un posto fortunato, perché se ne parla, che ce ne sono altri di cui non si dice nulla. Vedetelo, che poi alla fine c'è anche una cavalcata, che forse è una citazione, e forse no. Chi lo sa...
Corrado mi ha inviato il comunicato stampa riguardante una nuova trasmissione scientifica che si aggiunge a Cosmo (vedi recensione di ieri). Questa, però, verrà trasmessa da RaiStoria a partire da martedì 5 aprile, con la prima puntata dal titolo Il risorgimento delle scienze alle 21:30, per due ore (in replica al sabato alle 15:00) e per un totale di 60 puntate (e complessive 120 ore). Il programma, ideato da Aldo Bruno,
E' un rotocalco dinamico con diversi segmenti e con un nuovo volto alla conduzione televisiva: Paola Catapano, giornalista della Direzione Comunicazione del CERN di Ginevra. Dixit Scienza, realizzato in diverse location su territorio nazionale secondo il tema della puntata, è arricchito da collegamenti via IP con i più prestigiosi laboratori scientifici internazionali e dalla collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
E' un viaggio alla scoperta dei personaggi e delle invenzioni che hanno segnato e rinnovato il dibattito scientifico nel nostro paese dal 1861 ad oggi.
Così come l'Unità politica dell'Europa è stata anticipata da grandi organizzazioni scientifiche europee, come il CERN, l'ESA e l'ESO, il sentimento unitario nazionale era già presente da tempo in Italia nelle comunità degli scienziati e dunque il DIBATTITO di questa prima puntata si svolge al CNR, nella storica sala Marconi. Ospiti del Dibattito condotto da Paola Catapano sono:
Luciano Maiani, Presidente del CNR
Carlo Bernardini, professore emerito alla Sapienza Università di Roma
Massimo Capaccioli, ordinario di astrofisica all’Università Federico II di Napoli
Luigi Mascilli Migliorini, ordinario di storia moderna all'Università Orientale di Napoli
Romano Gatto, storico della matematica, Università della Basilicata
Per SCIENCE STORY: Ernesto Capocci, patriota, scienziato astronomo, politico e fine umanista. Uno dei promotori del settimo congresso scientifico risorgimentale tenuto a Napoli nel 1845, considerato uno dei più importanti.
Per 10 DOMANDE AI PREMI NOBEL: Paola Catapano intervista Riccardo Giacconi, il padre dell'astronomia a raggi X, che nel 2002 ha ottenuto il Nobel per il suo pionieristico contributo all'astrofisica.
Oggi un guest post: direttamente dalla penna di Marco Cameriero, alcune sue considerazioni riguardo la nuova serie di Cosmo, relegata purtroppo in una fascia oraria non consona alla qualità della trasmissione.
Come ci ricordano gli amici di Gravità Zero, Cosmo è ricominciato. La trasmissione, prima condotta da Luca De Biase e passata ora a Barbara Serra, ha ripreso le trasmissioni in una fascia oraria che non ne identifica correttamente il valore (potete, comunque, rivederla in streaming su rivedRAI).
Al post di Gravità Zero, però, tra le altre risposte, è giunta quella di Marco Cameriero, che come i lettori fedeli del sottoscritto sanno, è un giovane studente che ha già mostrato i suoi talenti non solo nel campo della programmazione (vedi L'algoritmo del serpente su CodeProject e il mini-sito in italiano) ma anche nel campo dei debunker scientifici (vedi il premio (Cattiva) Scienza in TV o abbonati al feed dei suoi contributi).
A questo punto ho pensato (bene, spero!) di contattarlo per chiedergli se potevo ripubblicare in un post apposito quel commento e se voleva aggiungere altro sulle considerazioni già fatte. Non solo Marco è stato gentilissimo nel concedermi la ristampa del commento, ma ha anche inviato un approfondimento. Visto che questo è sostanzialmente un guest post, rispetto alla licenza del blog (che è al momento in cui scrivo ancora da aggiornare), ho creato una licenza apposita, che trovate in fondo.
Ora, però, ho scritto troppo: passiamo la parola scritta a Marco:
Intanto avrei da ridire sull'orario (23:40)
Come quasi sempre succede, quando si parla di cultura, Scienza ecc..., i migliori programmi, vengono sempre relegati alla seconda serata e questo è un cattivo segnale di come i media e la società considerano la divulgazione soprattutto scientifica ed è lampante che per i direttori di rete, il primo obiettivo da raggiungere non è l'acculturamento, bensì il ritorno economico. Un peccato.
Fortunatamente c'è il Web. Ho visto la puntata in streaming e mi è piaciuta molto.
Intanto finalmente un po' di donne, poi una bella grafica ed ottimo montaggio.
L'aspetto grafico in trasmissioni scientifiche dove spesso si snocciolano numeri e dati, deve essere semplice, chiaro ed immediato, le persone non stanno li con carta e penna a prendere appunti e non sempre il livello di attenzione rimane alto; una buona presentazione grafica aiuta a comprendere più velocemente e meglio e in questo mi sembra che COSMO abbia già guadagnato un punto a suo favore.
Ottimi i servisi proposti. Mi è piaciuto anche il fatto che spesso i servizi vengono momentaneamente sospesi per permettere alla conduttrice di commentare, chiarire, precisare o fare ulteriori domande e poi, subito dopo, i servizi vengono ripresi.
Una "tecnica" che non mi sembra di aver visto mai in altre trasmissioni; mi sembra ottima, è un po' come durante la spiegazione da parte di un insegnante a scuola: ogni tanto l'insegnante sospende momentaneamente la presentazione dell'argomento per chiarire, precisare o per chiedere ai ragazzi se si sta comprendendo la spiegazione.
Una piccola pausa che permette di assimilare meglio; le lunghe spiegazioni risultano più difficili da memorizzare.
Molto brava Barbara Serra che parla poco, o meglio, non concentra su di se l'attenzione cercando di spiegare cose che magari non spetta a lei spiegare, ma fa le domande giuste alle persone competenti e a loro lascia modo di spiegare ed approfondire.
Anche questo è un aspetto secondo me a favore della trasmissione: non ci sono manie di protagonismo come spesso si vedono invece da altre parti.
Non è la conduttrice il centro della trasmissione, ma le informazioni, i servizi e gli ospiti intervistati. Insomma, un buonissimo inizio.
Non commento i contenuti e gli argomenti trattati perchè non ne sarei in grado, ma mi sembra di poter dire che sono stati presentati in modo chiaro e senza "fronzoli", in modo concreto e scientificamente (o giornalisticamente) corretto.
Quando alla fine della trasmissione ci si alza pensando: "cavolo, questo non lo sapevo", oppure "ora la cosa è più chiara", vuol dire che le informazioni sono state ben proposte ed argomentate; queste sono almeno le sensazioni che io ho avuto alla fine.
Una sola domanda: ma L'Aquila, prima dell'ultimissimo tragico terremoto, era o no inserita, nella famosa mappa di pericolosità, come una delle zone a più alto rischio sismico, o è stata inserita solo successivamente?
Su questo punto, durante la trasmissione, c'è stata un po' di confusione, o forse sono io a non aver ben compreso. Comunque complimenti a tutta la redazione di COSMO.
Seguono, ora, le considerazioni ulteriori, inedite, di Marco inviatemi via e-mail:
E' iniziata la quinta stagione di Numb3rs, e visto che sono rientrato in Calabria, ho iniziato a vederla (e quindi a rivedere la televisione). Subito dopo i due episodi di Numb3rs, ecco il secondo episodio de I maestri della fantascienza, Il risveglio, tratto da The General Zapped an Angel di Howard Fast (autore di fantascienza per me ignoto, quindi non chiedete nulla). Al di là dell'episodio, che oltre a una fantascienza alla Dick o alla Clark, propone una critica, anche abbastanza feroce, alla politica estera degli Stati Uniti. Particolarità della serie, però, è che il narratore di ogni episodio è il grande Stephen Hawking, e ogni episodio in pratica si pone una domanda (tipo il siamo soli? di questo secondo episodio), cui l'episodio in onda cerca di dare una risposta attraverso l'adattamento di un racconto fantascientifico. Racconto fondamentalmente ottimista sul destino dell'uomo, con gli abitanti e i potenti del pianeta che scelgono la pace dopo essere stati portati sull'orlo di una guerra mondiale dal risveglio di entità apparentemente angeliche. Forse non il massimo per quel che riguarda una serie fantascientifica, però un buon modo per concludere una domenica sera votata alla matematica.
Mentre scrivo e preparo gli articoli per SciBack, ecco che arriva un servizio particolare di un giornalista che ho sentito per puro caso presentare il suo libro, Le mani sul TG1, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte. Il giornalista è Giulio Borrelli, e il suo libro è stato pubblicato da un editore sostanzialmente di fumetti. Ieri sera al telegiornale delle 20 ha dedicato un servizio al gossip presidenziale statunitense: per uno cui non gli sta bene come va il telegiornale diretto da Minzolini, mi sembra interessante constatare come non solo abbia realizzato un servizio di inutility politica, ma non abbia ancora lasciato il suo posto privilegiato da corrispondente dagli Stati Uniti. E considerando che altri suoi colleghi hanno lasciato o sono stati cacciati, mi sembra un buon motivo per non acquistare il suo libro. E scusate se sono prevenuto, ma in questo momento sono un semplice spettatore.
Sono nato nel 1977. Piena guerra fredda. E sono cresciuto con tanti telefilm "americani" dove le angosce che permeavano le intere serie erano la "guerra del Vietnam" e la paura della fine della specie umana dovuta ai missili a testata nucleare che americani e russi si potevamo mandare contro da un momento all'altro. E' strano, non ci avevo mai pensato quanto quelle paure avessero in qualche modo influenzato me e la mia generazione. Eppure la paura era li. Ovunque. Forse in Italia non come in USA (o in Russia), ma attraverso quei telefilm entravano nei nostri sogni, nei nostri incubi, nelle nostre speranze forse.
Diversi sono stati anche veri e propri film che mi hanno lasciato un segno, tra cui "the day after - Il giorno dopo (1983), "wargames - giochi di guerra (1983).
In uno di questi telefilm, "Ralph Supermaxieroe", ci fu una puntata (probabilmente il titolo era "operazione guastafeste") dove Ralph si trovo' a dover intervenire per impedire l'inizio della terza gurrra mondiale; in quella puntata poi gli extraterrestri intervennero direttamente (per chi ha visto il telefilm sa di cosa parlo).
La memoria e' strana; dopo oltre 20 anni ricordo quella puntata. E soprattutto ricordo una canzone che poi nel corso degli anni mi ha "tormentato"; ricordo solo la musica naturalmente, allora non sapevo nemmeno che esisteva una lingua che si chiamava inglese. E nel corso degli anni ricordo di averla risentita ed ogni volta mi faceva venire i brividi. Ieri per caso l'ho ritrovata.
The eastern world it is explodin', violence flarin', bullets loadin', you're old enough to kill but not for votin', you don't believe in war, what's that gun you're totin', and even the Jordan river has bodies floatin', but you tell me over and over and over again my friend, ah, you don't believe we're on the eve of destruction.
Don't you understand, what I'm trying to say? Can't you see the fears that I'm feeling today? If the button is pushed, there's no running away, There'll be no one to save with the world in a grave, take a look around you, boy, it's bound to scare you, boy, and you tell me over and over and over again my friend, ah, you don't believe we're on the eve of destruction.
Yeah, my blood's so mad, feels like coagulatin', I'm sittin' here, just contemplatin', I can't twist the truth, it knows no regulation, handful of Senators don't pass legislation, and marches alone can't bring integration, when human respect is disintegratin', this whole crazy world is just too frustratin', and you tell me over and over and over again my friend, ah, you don't believe we're on the eve of destruction.
Think of all the hate there is in Red China Then take a look around to Selma, Alabama! Ah, you may leave here, for four days in space, but when you return, it's the same old place, the poundin' of the drums, the pride and disgrace, you can bury your dead, but don't leave a trace, hate your next-door-neighbour, but don't forget to say grace, and you tell me over and over and over and over again my friend, you don't believe we're on the eve of destruction. no no you don't believe we're on the eve of destruction.
Cerco di trascrivere le parole del servizio di Mattino 5:
Alle sue(1) stravaganze(2), in realtà, siamo ormai abituati. Passeggia l'uomo Raimondo Mesiano per le strade milanesi. Davanti al negozio del suo barbiere di fiducia attende il turno. E' impaziente. Non riesce a stare fermo. Avanti e indietro(3). Si ferma. Aspira la sua sigaretta(4). E poi ancora: avanti e indietro. Forse non sa ancora che il CSM lo sta promuovendo con un bel 7, che per un magistrato equivale ad un 30 e lode universitario. Insomma: il massimo dei voti e un bell'aumento di stipendio. Lui va avanti e indietro, avanti e indietro. Si rilassa solo al momento di barba e capelli. Finita la toilette continua la sua passeggiata(5). Due sole volte si sofferma: una al semaforo(6), l'altra a pochi metri dal passaggio pedonale per accendere l'ennesima sigaretta della mattina, come fosse uno spot all'incontrario(7). Prima di uscire dal nostro campo visivo(8), ci regala un'altra stranezza: guardatelo seduto su una panchina. Camicia. Pantalone blu. Mocassino bianco e calzino turchese. Di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare(9).
Il video integrale, incluse le cattiverie onestamente gratuite all'indirizzo di Mesiano dette a conclusione del servizio, può essere visto di seguito:
Stasera il direttore del tg1 Minzolini ha deciso di parlare a milioni di italiani per spiegare le ragioni per cui lui ritiene non importante parlare del "gossip" intorno a Berlusconi, mentre la "realtà virtuale dei media" lo sta facendo da giorni.
Lui parla di "testimoni più o meno attendibili" mentre ci sono diverse interviste, che poco hanno a che fare col "chiacchericcio", dove giovani ragazze ci spiegano di questa "malattia" del premier; sente la necessità di essere sempre circondato da belle donne; giovani ragazze soprattutto, italiane ma anche dell'est europa che fanno a gara a chiamarlo "papi" per riuscire a conquistarsi la sua simpatia... e perchè no un seggio in parlamento o un lavoro in televisione. Ci raccontano che sono state insieme a lui spesso pagate, perchè ragazze "immagini" o perchè prostitute. Ci fanno vedere immagini delle sue residenze, per dimostrarci che è tutto vero, e ci dicono che hanno documenti audio degli incontri.
Continua il direttore del tg1 dicendo non c'è nessuna ipotesi di reato che coinvolga il presidente del consiglio; in fondo come ha detto l'avvocato di berlusconi al più si tratta di un utilizzatore finale, lui non ha mai pagato direttamente; siccome non c'è reato non c'è ragione per parlarne.
Accusa, sempre il direttore, che questi siano attacchi al presidente del consiglio in nome di un "improvviso moralismo" e che "tutto questo non ha nulla a che vedere col servizio pubblico".
Per zittire poi l'opposizione ricorda che un fatto simile sarebbe accaduto ad un collaboratore di Romano Prodi; in realtà si tratta di un fatto completamente diverso, ma poco importa, è lui che parla e può cercare di ribaltare la frittata come vuole. La rilevanza dei fatti ora è completamente diversa.
E' veramente scioccante che ci sia un uomo che possa decidere cosa è importante e cosa no; cosa i cittadini italiani hanno il diritto di vedere (e giudicare) e cosa no; eppure il potere che è nelle sue mani è enorme. Ma si sa gli italiani sono idioti e non sono capaci di farsi un idea propria: meno male che decide lui per noi. Grazie.
Andiamo al nocciolo della questione. Non si tratta ne di gossip ne di moralismo. Si tratta di sicurezza nazionale e di comportamenti coerenti e appropriati al ruolo che svolge. Sappiamo che ci sono probabilmente centinaia di ragazze che ruotano intorno a lui, in Sardegna, a Roma , a Milano. Tantissime ragazze, ed è proprio questo che stiamo imparando, che sono pronte a ricattarlo per i più svariati motivi. Alcune di loro sono state pagate (non da lui, per carità!) per andare a letto con berlusconi; altre solo per fargli compagnia ed ascoltare le sue barzellette. Quante gli hanno chiesto un favore? piccolo o grande che sia? legittimo o illegittimo?
Un presidente del consiglio che è ricattabile non può fare tranquilamente il suo lavoro; ammettiamo che in questi anni berlusconi abbia fatto gli interessi dei cittadini italiani; cosa succede se qualcuno comincia a ricattarlo per avere soddisfatti i propri interessi? berlusconi si troverebbe nella situazione, "per non essere rovinato" dal ricattatore, a fare non più i nostri interessi.
E cosa succederebbe se lui, in quanto primo ministro e quindi persona a conoscenza di importi segreti dello Stato Italiano (anche militare) fosse ricattato da un paese straniero o da un gruppo terroristico?
Come facciamo ad essere tranquilli che questo primo ministro stia salvaguardando i nostri interessi e non quelli di qualcun altro (anche contro la sua volontà)?
E' chiaro che un primo ministro non può essere ricattabile e quindi non può essere "chiaccherato"; non possono esistere voci e pettegolezzi di questo tipo intorno a lui; è per questo che in queste condizioni, per il bene del Paese, dovrebbe dimettersi.
E' questa la notizia importante; sono queste le considerazioni che un cittadino attento ed informato potrebbe fare ascoltando queste notizie, che il direttore del tg1 continua a chiamare "gossip".
Un tg che da queste notizie fa il suo lavoro, un ottimo lavoro, fa "servizio pubblico", perchè contribuisce a salvaguardare la democrazia di questo Paese, la protegge dai pericoli; quello che il tg1 non ha fatto e non continuerà a fare.
Termino raccontanto un fatto molto interessante che la dice lunga sullo stato dell'informazione italiana. Oggi stavo cercando notizie di "prima mano" sulla situazione in IRAN, quando trovo un giornale iraniano ed immediatamente vado a guardare le prime notizie; la prima è una critica al mondo occidentale che esagera il "fermento" per le strade di Teheran; la seconda notizia riguarda considerazione sull'economia mondiale fatte dal rappresentante OPEC iraniano; come terza notiza: le elezioni in ITALIA !!!! non potevo crederci!!! quale migliore notizia per nascondere che si ha in casa una rivoluzione se non parlare delle importanti elezioni italiane?!?!!? ma quale è la differenza tra il modo di informare i cittadini in Italia ed in Iran?
Con questo post voglio continuare la discussione di Gianluigi a proposito della questione sondaggi, democrazia e volonta' popolare.
Inizio col dire che negli ultimi anni l'idea del sondaggio e' diventata di moda; in televisione sulla scia del "televoto" qualcuno ha pensato di farlo diventare uno strumento della democrazia diretta e sui risultati poi si infiammano le discussioni e spesso ne seguono anche decisioni politiche. Naturalmente fanno lo stesso i vari siti internet, in particolare quelli dei piu' importanti quotidiani italiani.
Ma il sondaggio e' una tecnica che richiede rigore scientifico; richiede conoscenze di statistica non banali sia nella scelta del campione sia nell'analisi dati. Eppure tutti fanno sondaggi; questo mi spinge a dire che almeno il 90% dei sondaggi che ci vengono propinati sono spazzatura.
Bisognerebbe quindi prendere questi sondaggi per quello che sono: un'analisi supeficiale dell'opinione di un ristretto gruppo di persone. Non hanno la forza di un voto elettorale o di un referendum. Non possono quindi essere usati per giustificare nessuna posizione o decisione del governo in carica. Ne' possono essere usati per "dichiarare" la posizione degli italiani su un certo argomento.
Detto questo andiamo al nocciolo del mio intervento. La formazione dell'opinione pubblica. Le democrazie si basano sulla separazione dei poteri attraverso un sistema di equilibri e controlli; la suddivisione classica: potere legislativo, esecutivo e giudiziario. In realta' bisogna aggiungere il quarto potere: i mezzi di comunicazione di massa.
In una democrazia quando c'e' da affrontare un problema e trovare poi la soluzione bisogna iniziare a discutere, a confrontarsi; in questo processo in cui si da e si riceve si arriva alla fine ad una sintesi. In tutto questo la ragione ha il ruolo piu' importante. Ma come fa la discussione ad evolvere? come fa il singolo cittadino a dare il proprio contributo originale? il modo piu' logico e' cercare prima di comprendere a pieno il problema; bisogna allora leggere (giornali, saggi) e ascoltare cosa pensa chi e' piu' vicino al problema e chi magari lo studia da anni. Dopo questo processo iniziale (che puo' durare settimane) si e' pronti a fare una sintesi personale (ad avere una prima opinione sulla questione). E a questo punto si e' pronti a dare il proprio contributo alla discussione generale in cui si propongono le proprie idee, si confrontano con gli altri e si puo' cosi' arrivare ad una sintesi generale. Il problema e' stato compreso e si e' arrivati probabilmene alla migliore soluzione possibile. Solo a questo punto il legislatore puo' intervenire attraverso un atto che diventa l'espressione della volonta' popolare. In tutto questo un ruolo fondamentale evidentemente lo riveste il modo in cui le idee vengono trasmesse; bisogna allora chiedersi se i mezzzi di comunicazione di massa consentono questa discussione, questo scambio di idee, e se il potere che da questi scaturisce e' in equilibrio con gli altri tre.
Cosa avviene in Italia? da quella che e' la mia esperienza degli ultimi anni questo e' quello che succede: il problema viene calato dall'alto attraverso i mezzi di comunicazione di massa (spesso non e' un problema reale ma rispecchia le esigenze di qualche gruppo di potere o interesse particolare), diventa il problema per eccellenza che bisogna risolvere a tutti i costi (spesso si traveste da emergenza). In genere e' un politico che decide quello che e' il problema della settimana: una dichiarazione (che viene riportata da tutte le agenzie di stampa); la dichiarazione di altri componenti del partito; dichiarazione di qualcuno dell' opposizione; al TG successivo (di tutti i canali nazionali) per 15-20 minuti si parla solo di quello; il giorno dopo tutti i giornali sbattono in prima pagina il problema del giorno; a questo punto tutti gli italiani parlano di quello "da esperti" con idee ben precise a riguardo, tutti hanno la loro opinione come se da settimane non si parlasse d'altro.
In realta' la stragande maggiornanza ripete a "pappagallo" le dichiarazione del politico della sera prima. Da notare che di solito il politico fa una dichiarazione di pochi secondi; e' evidente che non puo' esserci nessuno approfondimento ne' vengono espresse motivazioni razionali; si tratta di messaggi brevi e che colpiscono l'intimo delle persone, gli istinti piu' bassi (tecnica pubblicitaria, niente di piu'); spesso viene sollecitata la paura e l'istinto sessuale. Non c'e' tempo per discussioni e approfondimenti, il tutto nasce e si sviluppa in pochi secondi. La cosa piu' grave e' naturalmente il modo in cui il tutto evolve: la razionalita' non riesce a prendere piede in alcun modo. I giornali, le televisioni non riescono mai ad uscire dal vortice in cui sono intrappolati.
Ci sono diverse cose che non vanno in tutto cio' e la mia opinione e' che il problema nasce dalla mancanza di equilibrio tra i poteri dello stato e i mezzi di comunicazione di massa. In Italia questi (praticamente 6 canali televisivi nazionali e pochi quotidiani) sono nelle mani di pochissimi, un ristrettissimo gruppo di persone vicini alla politica o ai grossi poteri oconomici e finanziari del paese. Come fanno ad essere liberi? Dovrebbero loro dettare l'agenda politica (in modo indipendentte, partendo dal basso, dai reali problemi della gente) ed invece sono i megafoni del potere.
Possiamo parlare di una corretta formazione dell'opinione pubblica?
La gente non trova la necessita' di capire prima di parlare ma si adegua alla dichiarazione del potente, si "fida", raramente lo contesta, il capo ha sempre ragione: perche' abile, perche' furbo, perche' ricco, perche' vincente nella vita personale; e questo basta. La gente sembra che non abbia voglia di un rappresentante che faccia quello che gli viene chiesto ma sembra che abbia bisogno di una capo che li guidi.
E' questa democrazia? se non c'e' conoscenza, discussione, approfondimento, dibattito, sintesi, proposta di idee, se non viene usata la ragione ma la paura e gli altri bassi istinti quello che avviene in questo paese non puo' essere chiamato democrazia.
Se allora venisse fatto un sondaggio, scientificamente corretto, (o un referendum) potremmo usare i risultati dello stesso per trarre le considerazioni piu' corrette? l'idea che si e' formata e' stata frutto di discussioni razionali? la loro opinione e' davvero la sintesi migliore che un essere razionale possa fare? sono state considerate tutte le opzioni possibili? sono state valutate tutte le conseguenze?
Cosa sanno gli italiani di immigrazione (e di emigrazione di cui nessuno parla...) di guerra in Somalia, in Eritrea, di Nigeria, di nucleare, di risorse energetiche, di ambiente, di cambiamenti climatici, di economia globale, di capitalismo, di crisi, di diritti sessuali, di diritto alla vita e alla morte, di grandi opere, di diritti umani?
Che senso ha fare un sondaggio in cui si chiede agli italiani se sono d'accordo ad introdurre il "reato di immigrazione clandestina"? o se sono d'accordo col "principio del respingimento" dei migranti? sanno gli italiani di cosa si tratta? cosa comporta? se e' un concetto introducibile in un sistema giuridico basato su principi su cui la nostra civita' si e' sviluppata da secoli? gli italiani non lo sanno! nessuno gli ha dato gli strumenti per formarsi un idea! e fare una domanda del genere e pretendere di poter "usare" la risposta dicendo che si tratta di "volonta' popolare" significa fare demagogia, significa inseguire il potere e la paura da esso usata! i giornali dovrebbero informare, dare la possibilita' agli italiani di formarsi un opinione; invece propinano risposte e cavalcano le paure! questo e' grave! questa non e' democrazia.
In conclusione (per sintetizzare) credo che la questione fondamentale, che la democrazia italiana deve risolvere, e' legata ad una corretta formazione dell'opinione pubblica; questo consente la riflessione e l'analisi critica e quindi il superamento di idee basate sulla paura e sull'ignoranza. Solo se c'e' questo si puo' parlare di volonta popolare e lo stesso diritto di voto acquisisce un senso. Questo puo' avvenire attraverso il raggiungimento di un corretto equilibrio tra il potere che deriva dai mezzi di comunicazione di massa e gli altri poteri dello stato. E' allora evidente la necessita' di separare i media dagli interessi economici, finanziari e politici. Solo allora potremo dire che la democrazia italiana e' tale e potremmo parlare di "volonta' popolare".
Per ulteriori spunti di riflessione vi lascio con Ascanio Celestini, "il popolo e la democrazia" (cattivissimo in questo sketch!):
violence flarin', bullets loadin',
you're old enough to kill but not for votin',
you don't believe in war, what's that gun you're totin',
and even the Jordan river has bodies floatin',
but you tell me over and over and over again my friend,
ah, you don't believe we're on the eve of destruction.
Don't you understand, what I'm trying to say?
Can't you see the fears that I'm feeling today?
If the button is pushed, there's no running away,
There'll be no one to save with the world in a grave,
take a look around you, boy, it's bound to scare you, boy,
and you tell me over and over and over again my friend,
ah, you don't believe we're on the eve of destruction.
Yeah, my blood's so mad, feels like coagulatin',
I'm sittin' here, just contemplatin',
I can't twist the truth, it knows no regulation,
handful of Senators don't pass legislation,
and marches alone can't bring integration,
when human respect is disintegratin',
this whole crazy world is just too frustratin',
and you tell me over and over and over again my friend,
ah, you don't believe we're on the eve of destruction.
Think of all the hate there is in Red China
Then take a look around to Selma, Alabama!
Ah, you may leave here, for four days in space,
but when you return, it's the same old place,
the poundin' of the drums, the pride and disgrace,
you can bury your dead, but don't leave a trace,
hate your next-door-neighbour, but don't forget to say grace,
and you tell me over and over and over and over again my friend,
you don't believe we're on the eve of destruction.
no no you don't believe we're on the eve of destruction.