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mercoledì 30 marzo 2011

Cosmo, nuova serie: la recensione di Marco Cameriero

Oggi un guest post: direttamente dalla penna di Marco Cameriero, alcune sue considerazioni riguardo la nuova serie di Cosmo, relegata purtroppo in una fascia oraria non consona alla qualità della trasmissione.

Marco Cameriero con il padreCome ci ricordano gli amici di Gravità Zero, Cosmo è ricominciato. La trasmissione, prima condotta da Luca De Biase e passata ora a Barbara Serra, ha ripreso le trasmissioni in una fascia oraria che non ne identifica correttamente il valore (potete, comunque, rivederla in streaming su rivedRAI).
Al post di Gravità Zero, però, tra le altre risposte, è giunta quella di Marco Cameriero, che come i lettori fedeli del sottoscritto sanno, è un giovane studente che ha già mostrato i suoi talenti non solo nel campo della programmazione (vedi L'algoritmo del serpente su CodeProject e il mini-sito in italiano) ma anche nel campo dei debunker scientifici (vedi il premio (Cattiva) Scienza in TV o abbonati al feed dei suoi contributi).
A questo punto ho pensato (bene, spero!) di contattarlo per chiedergli se potevo ripubblicare in un post apposito quel commento e se voleva aggiungere altro sulle considerazioni già fatte. Non solo Marco è stato gentilissimo nel concedermi la ristampa del commento, ma ha anche inviato un approfondimento. Visto che questo è sostanzialmente un guest post, rispetto alla licenza del blog (che è al momento in cui scrivo ancora da aggiornare), ho creato una licenza apposita, che trovate in fondo.
Ora, però, ho scritto troppo: passiamo la parola scritta a Marco:
Intanto avrei da ridire sull'orario (23:40)
Come quasi sempre succede, quando si parla di cultura, Scienza ecc..., i migliori programmi, vengono sempre relegati alla seconda serata e questo è un cattivo segnale di come i media e la società considerano la divulgazione soprattutto scientifica ed è lampante che per i direttori di rete, il primo obiettivo da raggiungere non è l'acculturamento, bensì il ritorno economico. Un peccato.
Fortunatamente c'è il Web. Ho visto la puntata in streaming e mi è piaciuta molto.
Intanto finalmente un po' di donne, poi una bella grafica ed ottimo montaggio.
L'aspetto grafico in trasmissioni scientifiche dove spesso si snocciolano numeri e dati, deve essere semplice, chiaro ed immediato, le persone non stanno li con carta e penna a prendere appunti e non sempre il livello di attenzione rimane alto; una buona presentazione grafica aiuta a comprendere più velocemente e meglio e in questo mi sembra che COSMO abbia già guadagnato un punto a suo favore.
Ottimi i servisi proposti. Mi è piaciuto anche il fatto che spesso i servizi vengono momentaneamente sospesi per permettere alla conduttrice di commentare, chiarire, precisare o fare ulteriori domande e poi, subito dopo, i servizi vengono ripresi.
Una "tecnica" che non mi sembra di aver visto mai in altre trasmissioni; mi sembra ottima, è un po' come durante la spiegazione da parte di un insegnante a scuola: ogni tanto l'insegnante sospende momentaneamente la presentazione dell'argomento per chiarire, precisare o per chiedere ai ragazzi se si sta comprendendo la spiegazione.
Una piccola pausa che permette di assimilare meglio; le lunghe spiegazioni risultano più difficili da memorizzare.
Molto brava Barbara Serra che parla poco, o meglio, non concentra su di se l'attenzione cercando di spiegare cose che magari non spetta a lei spiegare, ma fa le domande giuste alle persone competenti e a loro lascia modo di spiegare ed approfondire.
Anche questo è un aspetto secondo me a favore della trasmissione: non ci sono manie di protagonismo come spesso si vedono invece da altre parti.
Non è la conduttrice il centro della trasmissione, ma le informazioni, i servizi e gli ospiti intervistati.
Insomma, un buonissimo inizio.
Non commento i contenuti e gli argomenti trattati perchè non ne sarei in grado, ma mi sembra di poter dire che sono stati presentati in modo chiaro e senza "fronzoli", in modo concreto e scientificamente (o giornalisticamente) corretto.
Quando alla fine della trasmissione ci si alza pensando: "cavolo, questo non lo sapevo", oppure "ora la cosa è più chiara", vuol dire che le informazioni sono state ben proposte ed argomentate; queste sono almeno le sensazioni che io ho avuto alla fine.
Una sola domanda: ma L'Aquila, prima dell'ultimissimo tragico terremoto, era o no inserita, nella famosa mappa di pericolosità, come una delle zone a più alto rischio sismico, o è stata inserita solo successivamente?
Su questo punto, durante la trasmissione, c'è stata un po' di confusione, o forse sono io a non aver ben compreso.
Comunque complimenti a tutta la redazione di COSMO.
Seguono, ora, le considerazioni ulteriori, inedite, di Marco inviatemi via e-mail:
Per quanto riguarda gli approfondimenti sulla trasmissione, come avrai sicuramente notato, nel mio commento cerco di esprimere un giudizio sulla trasmissione in se (conduzione, qualità dei servizi, impostazione delle interviste...) evitando di trattare l'argomento centrale della trasmissione stessa, primo perchè mi sembra che sia stato ben "sviscerato" e secondo perchè non ho le conoscenze necessarie per farlo.
Posso solo dire che per quanto riguarda la possibilità o meno di prevenire i terremoti, la trasmissione è riuscita ad affrontare l'argomento in modo corretto giornalisticamente, anche menzionando quelle "pseudo teorie" sulla prevedibilità dei sismi, ma chiarendo, credo, senza ombra di dubbio, che si può sapere dove un terremoto avverrà, ma non con quale intensità e soprattutto quando.
Tutto si basa su calcoli probabilistici che vengono impostati in base ai dati a disposizione (morfologia terrestre, precedenti sismi, ecc..).
Queste previsioni, per quanto probabilistiche, sono comunque molto importanti in quanto, prima di tutto ci dicono in maniera inequivocabile quali sono i posti a maggior rischio, ma contemporaneamente, proprio per questo, dovrebbero farci riflettere sulla reale esigenza di adottare tecniche di costruzione degli edifici tali da poter rispondere adeguatamente all'eventuale sisma.
In Giappone, credo sia chiarissimo a tutti, vittime proprie del terremoto sono state poche, è stato lo tsunami il vero distruttore. Il terremoto in se, forse è una delle calamità naturali meno pericolose, la gente muore durante i terremoti perchè si trova in edifici che sono delle vere e proprie trappole per come sono stati costruiti e soprattutto considerato il luogo in cui si trovano. Dal Giappone dovremmo imparare (ed attuare) le tecniche di costruzione.
Una riflessione generale sulle calamità naturali: in un pianeta "vivo" ci saranno sempre terremoti, eruzioni ecc..., sono proprio questi un segno tangibile della vita del pianeta; se la smettessimo di cercare di "governare" la natura ed invece impiegassimo meglio il nostro tempo a conoscerla, monitorarla e qualche volta anche assecondarla, forse ci sarebbero meno tragedie.
Bisogna avere paura della natura solo se in qualche modo siamo andati contro di essa.

Come vedi, entrando in merito agli argomenti, io posso solo esprimere opinioni, quindi non credo che il mio parere sia importante, anche perchè, parlando di Scienza, i pareri non contano nulla, sono i riscontri scientifici che devono essere considerati e divulgati. Poi c'è modo e modo di divulgarli in base al target che si vuole raggiungere, ma di questo ne ho già parlato su Gravità Zero.
Ecco, per me COSMO, almeno in questa prima puntata, ha fatto una ottima divulgazione scientifica.
Concludo così: innanzitutto vi lascio al link su Gravità Zero dove Marco sviluppa il suo discorso riguardo il giornalismo scientifico e a questo aggiungo la lettera pubblicata da Annarita.
E infine vorrei rispondere a questa affermazione di Marco: non credo che il mio parere sia importante. Invece ritengo che lo sia, e soprattutto in questo caso, perché non solo è un esempio di come tu e i tuoi coetanei (e per estensione ognuno di noi) siete potenzialmente in grado di ragionare lucidamente, ma, e soprattutto nel caso specifico, di quanto bene può fare la buona divulgazione scientifica.
O detto in altri termini: quello che hai raccontato sui terremoti è forse la migliore recensione possibile su Cosmo e, perché no, sulla buona cultura scientifica italiana!

1 commento:

  1. Per ringraziarti prima di tutto.
    Sapere che anche il parere di un ragazzo possa essere preso in considerazione, che gli si dia credito e visibilità, per me è molto importante.
    Hai ragione, anche noi ragioniamo, non sembra, ma lo facciamo. Molti di noi lo fanno "sottovoce" perchè spesso vengono additati come "secchioni" e/o altro...
    Parlare di calcio, motori, donne ... fa "ganzo"; parlare di Scienza e Cultura fa "sfigato". Questo è il mondo in cui viviamo e noi ragazzi ci adeguiamo per non rimanere isolati. Come si fa a dire la propria apertamente, quando, se non conosci Pitagora o come è strutturato un atomo, ti si dice che: "non importa, tranquillo, so che è complicato... anche io non ne so molto" (e magari la trasmissione che te lo dovrebbe spiegare inizia a notte fonda), mentre se non sai chi ha vinto l'ultimo grande fratello o la squadra prima in classifica, ti si dice: "ma dove vivi, aggiornati...".
    Ma aggiornati su cosa?
    Cosa è realmente importante conoscere?
    Anche a me piace cazz.. , è giusto fare anche quello, ma ogni tanto provare a porsi delle domande un po' più serie no?
    Quali esempi abbiamo noi ragazzi? Cosa ci propina tutti i giorni la TV?
    Cosa vuoi fare da grande il calciatore o il matematico, la velina o lo scienziato. Secondo te, caro Gianluigi, visti i mass-media che abbiamo, quale sarà la risposta più probabile?
    Io non dico che la TV deve essere solo COSMO o Piero Angela, però...
    Mah! Forse per qualcuno è più comodo che i ragazzi si stordiscano di stronz... piuttosto che manifestino e lottino per il loro diritto alla Cultura.
    Un salutone
    Marco

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