Stomachion

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mercoledì 23 novembre 2022

Mercoledì

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Non c'è giorno migliore per iniziare a vedere Mercoledì di Tim Burton. Il primo episodio è decisamente molto interessante: abbiamo un'adolescente ribelle, Mercoledì Addams, che viene cacciata dalla scuola per tentato omicidio contro alcuni bulli che hanno pestato il fratello Pugsley (ovviamente solo lei ha l'esclusiva dei tormenti del fratello). Mercoledì cerca di essere diversa dai genitori, senza rendersi conto che è già molto simile a loro, ma è anche una ragazza brillante e intelligente, come emerge molto bene dal primo episodio. Questo presenta l'ambientazione, l'Accademia Nevermore, e i personaggi, non solo i componenti della famiglia Addams, ma anche gli altri personaggi che animano l'accademia e la cittadina che la ospita. La serie, creata da Alfred Gough e Miles Millar, già creatori di Smallville, è diretta da Tim Burton e vede Jenna Ortega nel ruolo di Mercoledì. In effetti la serie sembra che si regga soprattutto su di lei, non solo perché Mercoledì è la protagonista della serie, ma soprattutto perché risulta la migliore per distacco, anche se forse la cosa è dovuta anche al fatto che Mercoledì è il personaggio scritto meglio. Certo, essendo il primo episodio le cose potrebbero migliorare e molti personaggi, che mostrano qualche potenziale interessante, potrebbero evolvere in direzioni interessanti nel resto della serie.
Una delusione certa che difficilmente verrà recuperata nel seguito sono, invece, il resto dei componenti della famiglia Addams. In sintesi Gomez, interpretato da Luis Guzmán, sembra una specie di tenente Garcia; Morticia, interpretata da Catherine Zeta Jones, è tutto fuorché l'elegante ed eterea signora Addams (insomma: Raúl Juliá e Angelica Huston continuano a restare decisamente inarrivabili); e infine Pugsley, interpretato da Isaac Ordonez, sembra un ragazzino depresso col... riporto! Per cui immaginate cosa sarebbe Mercoledì con un casting e un trucco più azzeccati!
Ultima menzione per Christina Ricci, che interpeta il personaggio di Marilyn Thornhill, e che interpretò Mercoledì proprio nei due film del 1991 e del 1993 di Barry Sonnenfeld.

mercoledì 31 agosto 2022

Locke&Key: Dalla carta allo schermo

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La serie a fumetti Locke&Key di Joe Hill e Gabriel Rodriguez venne pubblicata per la prima volta in albi in formato comic book nel 2008 dalla IDW, per poi venire raccolta, dopo una quarantina di uscite, in sei volumi, corrispondenti ognuno alle sei stagioni in cui venne divisa la serie. Dopo l'uscita dell'ultimo numero, datata dicembre 2013, arriva nel 2020 su Netflix la prima di tre stagioni che adattano per il "piccolo schermo" il fumetto di Hill e Rodriguez.
In effetti la serie di Netflix non fu il primo tentativo di Joe Hill di portare la sua creazione nel mondo "reale". Tutto iniziò con un pilot realizzato per la Fox tra il 2010 e il 2011 che diede una prima spinta di entusiasmo per testare il terreno per una trilogia di film nel 2014, progetto che venne presto abortito. Quindi ecco un nuovo pilot realizzato nel 2017 per Hulu, una piattaforma simile a Netflix. Poi Hulu declinò il progetto e alla fine venne prodotto da Netflix.
Avendo letto tutti i volumi del fumetto, arrivati in Italia grazie alla Magic Press, e avendo come progetto futuro la lettura del nuovo volume, L'eta dell'oro, con all'interno il crossover con il Sandman di Neil Gaiman, ho inevitabilmente fatto un confronto tra i due prodotti, trovando alla fine quello televisivo comunque convincente, nonostante i cambiamenti, alcuni anche importanti, apportati alla trama. Alcuni di questi cambiamenti sono prettamente televisivi, come la chiave testa, che nel fumetto è presentata in una versione un pochino più realistica come una chiave che apre letteralmente la testa di chi la usa, permettendo di vederne il contenuto, mentre nella serie compare una porta attraversando la quale si entra nei ricordi della persona che la sta usando. E questa è la modifica che mi è piaciuta di più.

sabato 27 agosto 2022

Segugi infernali

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Generalmente quando un fumetto viene trasposto in una versione televisiva non animata, presenta delle differenze molto più marcate dal prodotto originario rispetto a quanto avviene con una versione animata. A parte l'estetica, però, ciò non avviene con Hellbound e il motivo, evidentemente, risiede nell'ideatore del manhwa (il nome con cui si identifica il manga coreano), Yeon Sang-ho.
Sang-ho, infatti, è un regista e autore televisivo che ha già una discreta esperienza nel campo, soprattutto quello dell'animazione, quando inizia a pubblicare, insieme con il disegnatore Choi Gyu-seok, il web comic Hellbound. E in effetti il ritmo narrativo del fumetto risulta molto televisivo. Inoltre la storia è già strutturata in due parti, distanti nel tempo 5 anni, e legate una con l'altra dall'ambientazione e da un paio di personaggi.
La storia di base è quella di un mondo in cui, all'improvviso, compaiono delle figure eteree, dette angeli, che annunciano senza alcun vero motivo che entro una tale data quella specifica persona verrà trascinata all'inferno. E puntualmente, nella data e nell'ora indicate, companio dal nulla tre esseri di fumo giganteschi, che iniziano a inseguire il malcapitato fino a che non lo catturano e non lo consumano completamente, lasciandone solo le ossa.

martedì 5 luglio 2022

Stranger Things: Il vero nemico

C'è una cosa che come spettatori abbiamo capito ben prima di Dustin: il vero nemico di Stranger Things, fin dall'inizio, non era il Mind Flyer, ma Vecna, il nome che i protagonisti della serie assegnano all'avversario che i Duffer Brothers mettono sul loro cammino nel corso della quarta stagione.
La storia sviluppata nei nuovi 9 episodi, rilasciati in due trance a quanto pare per ovviare a ritardi vari, subisce un vero e proprio salto di qualità. Innanzitutto la narrazione è fortemente influenzata dal fantasy. I Duffer Brothers, infatti, suddividono i protagonisti in 3 piccole compagnie, ognuna sulle tracce di una particolare quest. Al tempo stesso lavorano ancora più in profondità sulla protagonista principale, Jane, meglio nota come Undici, approfondendone non solo il pur breve passato, svelando al contempo quell'ombra oscura che la accompagna sin dalla prima stagione, ma anche in qualche modo forgiandone il carattere. E' poi interessante osservare come il suo rapporto con Mike divenga ancora più stretto, assegnando a quest'ultimo un ruolo analogo a quello di Linda per Wally West, il terzo Flash: un punto di appoggio solido nel mondo reale.
L'altro personaggio che viene smontato e rimontato è, però, Max. La morte del fratello Billy ha lasciato dei segni profondi, e intorno a questi i Duffer Brothers scavano per tirare fuori uno dei personaggi meglio riusciti di tutta la quarta stagione.

giovedì 14 aprile 2022

Witcher: Una strana famiglia allargata

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Con la seconda stagione di Witcher gli autori hanno adottato uno stile narrativo più standard rispetto a quello che aveva invece caratterizzato la prima stagione. D'altra parte non c'era alcuna necessità di costruire le interazioni tra i personaggi come un intreccio che si dipana nel corso del tempo. In questo caso, infatti, l'azione si svolge in un tempo molto più ristretto, dell'ordine dei mesi per intenderci.
La prima necessità della stagione, infatti, anticipata nelle interviste agli autori che accompagnavano la prima stagione, è quella di costruire quella strana famiglia che già si prefigurava nel corso della prima serie, ovvero Geralt di Rivia e Yennefer di Vengerberg come "genitori" e la principessa Cirilla di Cintra come loro "figlia".
Ovviamente la storia non si riduce a questa semplice necessità, visto che gli autori scavano all'interno di tutti e tre i personaggi principali, su tutti Cirilla, alla ricerca di un modo di comprendere se stessa, la sua natura, le sue origini e la sua storia, incluso quel destino che sembra le sia stato in qualche modo imposto; e poi Yennefer, che dopo essere stata la grande eroina del finale di stagione, passa buona parte della seconda stagione a trovare anch'essa se stessa, perdendosi dentro l'ossessione del riottenere il potere magico perduto; e infine Geralt, forse il più granitico di tutti, quella roccia su cui ruota l'intera storia. E la cosa è tanto più evidente, quanto ironica, visto che comunque Geralt molte cose le scopre insieme con lo spettatore. Proprio la caratterizzazione di Geralt, però, rende sempre più evidente la scelta di Henry Cavill come protagonista, visto che effettivamente sembra di essere di fronte a personaggio saldo come Superman, ma determinato come Batman: il mix perfetto, oserei dire!

giovedì 20 gennaio 2022

Due esorcisti in giro per il mondo

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Mi era rimasto il classico groppo in gola a non essere riuscito a vedere The exorcist, la serie televisiva horror soprannaturale creata da Jeremy Slater, trasmessa originariamente nel 2016 sulla tv satellitare.
Di questo intrigante progetto sono state realizzare due stagioni, la prima delle quali costruita come sequel dell'omonimo romanzo e film (ci sono una serie di citazioni visive che difficilmente possono sfuggire, indipendentemente che il film lo abbiate visto o meno... io no, ma spero di recuperarlo prima o poi!). In particolare la storia si concentra sull'infestazione da parte del demone del romanzo della figlia della ragazza posseduta ne L'esorcista.
A questa trama si intreccia anche un complotto dei demoni che cercano di prendere il potere della Chiesa cattolica, e quindi del mondo, e che viene sviluppata anche nel corso della seconda stagione. La trama principale di quest'ultima vede Tomàs Ortega e Marcus Keane, i due esorcisti protagonisti, in fuga dalla Chiesa infestata dai demoni, provare ad aiutare un padre affidatario che non si è reso conto di essere posseduto da un demone.
Nel complesso le due stagioni risultano interessanti, anche grazie ad alcune considerazioni sulla fede e su come essa sia da considerarsi per certi versi indipendente dall'istituzione religiosa.
Ovviamente la fanno da padrone le atmosfere inquietanti e ansiogene, ma non mancano nemmeno momenti di puro terrore.
Ad ogni modo non me la sento di consigliare la serie se non a dei cultori del generei avvisandovi preventivamente che l'assenza di una treza stagione lascia decisamente "appesi", forse più che in altre occasioni.

martedì 23 novembre 2021

Snowpiercer: stagione 2

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Devo dire che, rispetto alla prima stagione, Snowpiercer mi ha attirato molto di meno. Non mi è ben chiaro cosa mi abbia attirato meno, ma sospetto sia stato lo stesso effetto dovuto ai seguiti del fumetto originale, Snowpiercer. In quel caso lo sceneggiatore Jacques Lob, separata la sua strada dal disegnatore Jean-Marc Rochette, ha complicato la storia, inserendo anche gruppi di sopravvissuti sulla superficie del pianeta.
La sebsazione di una prosecuzione della storia forzata, per quanto i soggetti dei capitoli successivi al primo fossero comunque interessanti, era palpabile e più o meno la stessa cosa è avvenuta con la serie televisiva. Quest'ultima, comunque, è stata essenzialmente tenuta in piedi da un grandissimo Sean Bean nel ruolo di Joseph Wilford, mentre la graduale scomparsa del personaggio di Melanie Cavill interpretata da un'altrettanto ottima Jennifer Connelly ha finito per impoverire non solo la serie di qualità recitativa, ma anche la storia di un personaggio forte e carismatico.
Andre Layton, interpretato da Daveed Diggs, non si è rivelato altrettanto forte e ispirato come il Layton della prima stagione, mentre Alexandra Cavill, interpretata da Rowan Blanchard, è solo all'inizio del suo percorso narrativo.
Ora la speranza è che la terza stagione possa sbloccare questi ultimi due personaggi e portare la storia a una conclusione: il modo in cui la storia si sta sviluppando, in effetti, sembra smentire le voci secondo cui la serie sia il prequel del film del 2013 di Bong Joon-ho.

venerdì 19 novembre 2021

Vampiri di Norvegia

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La vita è troppo breve per scegliere un solo tipo di cioccolata
- Live Hallangen da Post mortem
Diretta da Harald Zwart e Petter Holmsen, Post Mortem ti spiazza sin dalla prima scena: la protagonista viene uccisa in mezzo a un campo nel nulla. Poi, sul tavolo dell'obitorio, quando l'anatomopatologo si appresta a eseguire l'autopsia, Live Hallangen si sveglia.
Non è immediata l'associazione con il vampirismo, ma indubbiamente c'è un'idea soprannaturale dietro tutto e soprattutto un inconfessato segreto di famiglia. La famiglia Hallangen, tra l'altro, fornisce il servizio di ponte funebri di Skarnes, il paesotto norvegese dove la serie è ambientata. E un po' per tutti i sei episodi di questa (forse prima) stagione ci imbattiamo nel ritornello Nessuno muore a Skarnes.
I pezzi del puzzle si compongono un po' alla volta nel corso degli episodi e sono comunque raccontati in maniera tale da invogliare alla visione della serie, anche considerando la sua brevità. I dialoghi sono brillanti e le atmosfere molto più simili a quelle di una commedia nera, visti i problemi economici dell'azienda, passata al fratello Odd dopo la morte del padre Arvid. Certo anche le vicende di Live, per quanto in alcuni momenti raggiungono una truculenza vicina allo splatter, sono tutto sommato comici e divertenti. Nel complesso è una serie passa-tempo, senza troppe pretese, leggera, che un po' prende in giro il genere, un po' cerca di proporre comunque un intreccio interessante. Certo non ci sono personaggi che spiccano particolarmente, ma la cosa non disturba più di tanto.

lunedì 6 settembre 2021

Katla

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Il Katla è un grande vulcano nel sud dell'Islanda. Ha alcune caratteristiche particolari: è un vulcano subglaciale, ovvero si trova sotto un ghiacciaio; inoltre le sue eruzioni sono particolarmente lunghe. Ad esempio l'ultima eruzione, iniziata il 18 ottobre del 1918, durò per 24 giorni, mentre la più lunga, durata per 100 giorni, risale al 17 ottobre del 1755. Il Katla, dunque, diventa un luogo affascinante dove realizzare una serie televisiva di genere mystery, in particolare nel paese di Vik, sufficientemente vicino al vulcano da subirne le conseguenze in caso di eruzione.
E infatti è quello che succede proprio nella prima stagione di Katla (per come finisce la serie, ci si aspetta l'arrivo di una seconda stagione): il vulcano, un anno dopo la sua ultima eruzione, continua a spargere nell'atmosfera le sue ceneri, e a volte anche qualche scossa sismica. In questa situazione quasi tutti gli abitanti di Vik sono andati via, tranne un piccolo manipolo di persone, tra cui troviamo Gríma, la principale protagonista.

lunedì 23 agosto 2021

Zoo: la natura si ribella

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Basata sull'omonimo romanzo di James Patterson e Michael Ledwidge, la serie Zoo si è sviluppata in un arco di tre stagioni per un totale di 39 episodi. Chiusasi con un finale aperto, la serie, che mi era stata consigliata da Netflix per aver visto Orphan Black, è stata cancellata dalla CBS a causa degli ascolti in caduta libera. E la cosa non è così incredibile.
Le premesse della serie sono identiche al libro: gli animali di tutto il mondo iniziano ad attaccare gli esseri umani. Mentre quelli selvaggi aumentano i loro attacchi, anche in cattività, anche quelli domestici iniziano a "ribellarsi" contro i loro padroni. E' sulle cause che la serie diverge dal libro: secondo la trama (il libro non l'ho letto) a modificare il comportamento degli animali sono state le attività umane, in particolare le comunicazioni radio e i sottoprodotti del petrolio; nella serie, invece, la storia risulta molto più complicata e fantascientifica, e per certi versi quasi più plausibile: esperimenti genetici condotti da una multinazionale che sta sempre più diffondendo prodotti contenenti un gene modificato in grado, a sua volta, di modificare il DNA di chi lo ingerisce.

venerdì 20 agosto 2021

Evangelion: il manga è meglio (come sempre!)

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Il franchise di Neon Genesis Evangelion ha attraversato il mondo dell'animazione per qualcosa come 26 anni. La serie televisiva originaria, infatti, esordì nell'ottobre del 1995, mentre l'ultimo film è arrivato proprio in questo 2021, dopo un'attesa di 9 anni dall'ultimo. Ciò che ho trovato per certi versi incomprensibile leggendo un paio di recensioni di Thrice Upon a Time (ad esempio Alessandro Apreda o Simone Rastelli) è la ricerca ossessiva di un finale diverso, in un certo senso compiuto, della serie televisiva originale. La ricerca di una conclusione che plachi gli animi degli appassionati della serie. E non so, forse faccio parte di quella parte di spettatori non piace pensare, per riprendere le parole di Zac Bertschy, o più semplicemente ho fruito la serie in maniera differente rispetto agli appassionati della prima ora: ho letto prima il manga tratto dalla serie animata.
Evangelion è innanzitutto una serie animata, ideata da Hideaki Anno e ambientata in un futuro tecnologicamente avanzato, ma molto vicino al nostro (2014-2015), in cui il genere umano deve affrontare l'attacco di una serie i mostri, chiamati Angeli, che attaccano in particolare il Giappone. Qui ha sede l'organizzazione che sta costruiendo gli Eva, dei robottoni con la potenza e le armi necessarie per contrastare gli Angeli. Già con gli Eva si intuisce che la serie fornisce al genere mecha una spinta in più: i robottoni ideati da Anno sono diversi nell'aspetto e per certi versi più plausibili. Le loro fattezze sono molto più snelle, umane si direbbe, rispetto ai mecha cui siamo normalmente abituati, mentre la loro fornitura di energia è legata a un cavo attaccato ai generatori della base della Nerv, l'istituto che li ha sviluppati e progettati. Se questo cavo si dovesse staccare, gli Eva hanno solo pochi minuti di autonomia.

martedì 13 luglio 2021

Black Spot: Una zona bianca in mezzo ai boschi

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Per non so quale motivo, quando la serie franco-belga Zone blanche arriva in Italia, si decide di mantenere il titolo in inglese con cui la serie viene distribuita, Black spot, che non mi sembra altrettanto evocativo del titolo originale.
Dettagli di titolo a parte, la serie è ambientata a Villefranche, un'inesistente cittadina in mezzo alle montagne (forse le Ardenne?), circondata da una foresta. L'inesistenza della cittadina permette agli autori di costruire una sottotrama interessante che lega la cittadina a una leggenda dell'Antica Roma che viene sviluppata nella seconda stagione, ma gli elementi fondamentali della serie hanno poco a che fare con la storia. L'ambientazione, infatti, è moderna e la protagonista della serie è Laurène Weiss, interpretata da Suliane Brahim, capo della locale gendarmeria e con un passato tormentato, anch'esso approfondito nel corso della serie. Ciò che si sa all'inizio è che è stata rapita in gioventù e tenuta nascosta nella foresta, da cui è tornata improvvisamente con due dita della mano sinistra in meno. E questo è probabilmente il motivo principale, oltre all'ovvio dovere dovuto al ruolo rivestito, per cui Laurène ogni notte batte la foresta alla ricerca della scomparsa figlia del sindaco, Bertrand Steiner, interpretato da Samuel Jouy.

mercoledì 7 luglio 2021

Orphan Black: modifiche genetiche umane

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Dopo una pausa di diversi... anni, sono finalmente riuscito a concludere la serie fantascientifica Orphan Black. Non stiamo, però, parlando di fantascienza classica, quella dei viaggi spaziali, o futuristica, ovvero ambientata in un lontano futuro o con viaggiatori del tempo provenienti da un futuro apocalittico, ma di qualcosa di molto simile all'ecofantascienza. La base della serie, infatti, è quella della clonazione umana.
La storia, che si sviluppa su cinque stagioni, parte quando Sarah Manning vede la poliziotta Beth Childs suicidarsi. Il problema non è tanto vedere una persona uccidersi, ma che Beth è assolutamente identica a Sarah. Con l'aiuto del fratello adottivo Felix, Sarah si scambia con Beth in maniera da sottrarsi momentaneamente ad alcuni problemi cui non ha ancora trovato soluzione, senza immaginare come questo "fortuito" incontro le aprirà la strada a una scoperta sensazionale: lei e Beth sono due cloni. E neanche gli unici.

mercoledì 30 giugno 2021

Alice in borderland: mettere la vita in gioco

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Basato sull'omonimo manga di Haro Aso, Alice in borderland diventa una serie live action per Netflix diretta da Shinsuke Satō. La storia ruota intorno ai tre amici Arisu, Karube e Chōta. I tre, dopo essere sfuggiti alla polizia che li inseguiva rinchiudendosi nel bagno della metropolitana, scoprono all'improvviso di essere in una Tokyo completamente vuota e abbandonata, senza più alcun abitante. Pur interrogandosi sul come e sul perché, o sul fatto se siano stati gli altri abitanti di Tokyo a sparire o se invece sono stati loro a essere rapiti, iniziano a vivere la situazione nel modo più superficiale possibile, fino a che non si rendono conto di ritrovarsi in un gigantesco gioco e per sopravvivere devono affrontare una serie di prove, la prima delle quali è un gioco collaborativo all'interno di un hotel che ricorda molto per trama The Cube.

mercoledì 19 maggio 2021

Dragon's Dogma: i vizi che condannano gli uomini

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Basato sull'omonimo videogioco, Dragon's Dogma si sviluppa in sette episodi, uno per ciascuno dei vizi capitali. Il protagonista, Ethan, inizia un viaggio iniziatico con l'intento di vendicarsi del drago che ha distrutto il suo villaggio, Cassardis, e ucciso la moglie incinta. E non contento gli ha strappato il cuore. Ethan, infatti, è un arisen, il cui destino risulta strettamente legato a quello del drago, motivo per cui si ritrova con un protettore, la giovane Hannah, un essere magico dalle fattezze umane.
Ethan, senza realmente rendersene conto, sebbene la cosa sia abbastanza evidente allo spettatore, almeno quello che ben conosce le dinamiche del genere fantasy, intraprende una caccia che, in realtà, lo mette a confronto con ciascuno dei sette vizi capitali e con la constatazione che questi sono strettamente legati alla natura umana. Per contro Hannah, da semplice protrettrice, diventa (o prova a diventare) la voce della coscienza di Ethan, cercando di fornirgli un punto di vista diverso del bianco/nero che sta diventando la visione del mondo dell'arisen.
Il finale della stagione, che si chiude con un leggero finale aperto, ma senza una vera necessità di proseguire la storia, è abbastanza scontato, e forse anche un po' deludente per questo, anche se la presenza di Hannah nella scena conclusiva, più che aprire a una possibile seconda stagione, è piuttosto un messaggio di speranza affinché l'umanità possa, in qualche modo, ritrovare la giusta strada.

mercoledì 12 maggio 2021

SuperWitcher

Basato sulla serie di romanzi dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski, The Witcher, ovvero Geralt di Rivia, è un essere magico nonché cacciatore di mostri che viaggia in lungo e in largo in un mondo fatto di intrighi in cui cerca di restarne fuori. A interpretarlo è Henry Cavill, l'ultimo Superman cinematografico (il Superman di Zack Snyder, per intenderci), che ne coglie appieno lo spirito, anche in forza della sua indubbia prestanza fisica.
Geralt, che è in realtà un solitario, si ritrova coinvolto nelle storie di altri personaggi, come il cantastorie Jaskier, che nel corso della serie canta in varie occasioni il main theme della serie, o la strega Yennefer di Vengerberg, o la piccola Cirilla Ciri principessa ereditaria di Cintra, di cui Geralt è diventato il padrino. In effetti questa prima stagione, una volta giunti alla fine, la si può leggere come un unico viaggio di Geralt che cerca di fuggire dalla responsabilità cui è invece magicamente legato.

martedì 4 maggio 2021

Il piccolo, il cattivo e il mandaloriano

E parliamo della seconda stagione di The Mandalorian. Avevamo lasciato Din Djarin, interpretato da Pedro Pascal, che era riuscito a fuggire alla trappola mortale ideata da Gideon per recuperare il "Bambno", anche detto dai fan "piccolo Yoda". L'obiettivo del mandaloriano è, a questo punto, trovare un posto sicuro per il piccolo, un posto lontano dai pezzi di impero che stanno cercando di rimettersi insieme.

lunedì 15 marzo 2021

DC's Legends of Tomorrow: una sfida alla storia

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L'idea di scrivere un breve ritratto su Hedy Lamarr centrato solo sulle sue competenze tecniche mi era stata suggerita dalla visione di un particolare serial televisivo, Legends of Tomorrow: in una delle puntate della serie, infatti, i viaggiatori del tempo a bordo della Waverider incrociano la loro strada con la famosa attrice hollywoodiana e Martin Stein, una metà del supereroe Firestorm, ne tesse le lodi sia come attrice sia come acuta mente inventiva. Per cui recuperare una recensione cumulativa delle prime 5 stagioni della serie mi sembrava il modo migliore per chiudere il cerchio.
Lungo la linea temporale
Legends of Tomorrow fa parte del meglio noto Arrow Verse, costituito da alcune serie televisive in continuity una con l'altra e nate dal successo di Arrow, incentrata su Freccia Verde, Oliver Queen. In particolare LoT vede un gruppo di supereroi sottratti dalla loro linea temporale da Rip Hunter, un viaggiatore del tempo appartenente ai Time Master, che, violando i loro protocolli, vuole cambiare il tempo per impedire a Vandal Savage di commettere la strage che compirà in un lontano futuro quando prenderà il controllo politico della Terra.
Per ottenere questo obiettivo Rip mette insieme i due componenti di Firestorm, il già citato Martin Stein, fisico nucleare, e il giovane Jax Jackson; Sarah Lance, meglio nota come White Canary; Atomo, ovvero un altro fisico, Ray Palmer; i due supercriminali Heat Wave e Capitan Cold (peraltro interpretati dai due protagonisti di Prison Break); e infine Kendra Saunders e Carter Hall, le due ultime reincarnazioni di Hawkgirl e Hawkman, il cui destino appare indissolubilmente legato a quello di Vandal Savage.

mercoledì 10 febbraio 2021

Questa è la via!

Che posso dirvi: ho recuperato la prima stagione di The Mandalorian. La serie, scritta e ideata da Jon Favreau, segue le vicende di Din Djarin, interpretato da Pedro Pascal, un cacciatore di taglie mandaloriano. Ambientata tra la trilogia originale e la terza trilogia di Star Wars, vede Din accettare una missione affidatagli da un ex-imperiale: recuperare un cinquantenne. Le cose, però, iniziano a cambiare quando il nostro si rende conto che questo cinquantenne fa parte di una razza che invecchia molto lentamente. E come tutti i fan di Star Wars hanno subito capito al primo sguardo, stiamo parlando di un componente della stessa razza di Yoda. E non a caso il personaggio, chiamato semplicemente the Child, il bambino nella serie in italiano, viene subito soprannominato dai fan Baby Yoda.
Ad ogni buon conto la serie, dal momento in cui Din va a recuperare Child dalla base degli ex-imperiali, diventa una fuga continua della coppia dagli assalti dei mercenari assoldati dai rimasugli dell'impero, che evidentemente cercano il bambino per carpirne i segreti della forza.

lunedì 21 settembre 2020

Dracula: un dramma moderno

Ideato da Steven Moffat e Mark Gatiss, creatori di un altro classico moderno come Sherlock (che recupererò nella sua interezza...) e coprodotto da Netflix e BBC One, il nuovo serial dedicato al Dracula di Bram Stoker risulta una rilettura profonda del romanzo, ma fedele allo spirito del personaggio. Oltre al conte Dracula, interpretato da un sontuoso Claes Bang, che in certi momenti mi ha ricordato l'altrettanto grande Christopher Lee, ritroviamo anche il buon Jonathan Harker, sempre nel ruolo del segretario giunto dalla Gran Bretagna per curare il trasferimento del Conte sull'isola di Sua Maestà. Ed è proprio Jonathan a raccontare il primo dei tre episodi della serie, in una maniera, però, che già diverge dalla storia principale: è evidente che non sia uscito indenne dal castello del Conte. In questo senso colpisce immediatamente il realismo non solo della vicenda (in fondo la fuga di Harker è uno dei punti meno chiari di tutto il romanzo), ma anche del trucco: ad esempio uno dei trailer su Netflix ci fa vedere Jonathan che non si accorge di una mosca all'interno del suo occhio.