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sabato 16 giugno 2018

Topolino #3264: Storie di calcio e altri sport

Topolino #3264 è un numero nel complesso piuttosto debole come storie, ma con un messaggio forte che attraversa le prime 80 pagine: lo sport unisce. Tutto inizia si dalla copertina di Alessandro Perina dedicata ai Giochi senza barriere che si sono svolti a Roma il 14 giugno con la grandissima Bebe Vio, paperizzata nella copertina del numero, circondata da SuperPippo, Paperinika e Paperinik e quindi eletta, nell'articolo interno di Francesca Agrati a supereroina vera dei nostri tempi.
Perina, però, è anche il protagonista, ai disegni, della storia d'apertura, dedicata inevitabilmente ai mondiali di calcio, che sono iniziati anch'essi il 14 giugno.
Anche gli stregoni amano il calcio
La prima puntata de La coppa del Mondor, Fischio d'inizio, saga di Bruno Enna con il già citato Perina ai disegni, inizia con un flashback su un campo da calcio dove un piccolo pellicano (o così sembra) vestito di stracci viene allenato di fronte a una porta da un vecchio con la barba lunga di cui non vediamo il volto. Subito dopo il cambio di scena: eccoci a Quacktown per la partita paperi contro ammogliati, dove gli sposati della cittadina della campagna paperopolese si scontrano contro i parenti e gli amici di Elvira Coot, meglio nota come Nonna Papera. Questa diventa l'occasione migliore per Amelia per attaccare il deposito incustodito e arraffare finalmente la Numero Uno.
La scena dell'assalto è ottimamente gestita dalla coppia di autori: da un lato le didascalie con la radiocronaca di Paperina della partita, dall'altro Amelia che affronta il deposito, senza però aver fatto i conti con i dispositivi antistrega installati all'interno. A conclusione dell'ennesima sconfitta della strega napoletana, ecco due delle pagine più inquietanti di sempre e non solo del Topolino recente: evidentemente ispirati da Il corvo di Alfred Hitchcock, ecco Amelia circondata da uno stormo di questi grandi e intelligenti uccelli che trasportano magicamente la strega a Napoli e le consegnano una convocazione da parte dell'arcimago Mordor, che si rivelerà personaggio dai grandissimi poteri e dall'altrettanto grande passione per il calcio.
Le premesse sono indubbiamente interessanti: la sfida per Amelia sarà quella di allenare la squadra dei paperi e sconfiggere la squadra di Mondor, costituita da campioni del presente e del passato. In palio i suoi stessi poteri.
In particolare a emergere nella storia, oltre alle scene già citate, c'è lo stesso Mondor, ottimamente disegnato da Perina con vestiti ricchi e vaporosi e un piglio oscuro e inquietante. Questo nuovo personaggio, però, promette di essere molto più profondo e ricco di sfaccettature di quanto mostrato in questa prima puntata, aumentando decisamente le aspettative per il suo seguito.
Il giorno che le brevi...
Non l'avrei mai detto, ma è arrivato il numero in cui la storia migliore, dopo quella d'apertura, è una breve di 8 pagine. Paperoga in... Servizio taxi di Gabriele Mazzoleni e Davide Baldoni è una veloce gag story dalla risata assicurata con Paperoga che trasforma in insolita e imprevedibile anche l'attività più semplice come quella di tassinaro!
Non aiutano certo a tenere i toni seri (completamente assenti!) i disegni di Baldoni che si propone con un efficace stile che oscilla tra Alessandro Barbucci e Valerio Held.
Il resto del numero non è altrettanto efficace, iniziando dalla seconda storia sportiva, L'inafferrabile cimelio del baseball. Il veterano Sisto Nigro, affiancato da Ettore Gula, personalmente delude un po': da un lato ripropone il solito Gambadilegno scalcagnato affiancato dal solito Sgrinfa ridotto a rubare camion per sbarcare il lunario, dall'altro il soggetto risulta di non grande interesse. Nigro propone la ricerca di un cimelio perduto dalla soffitta di Pippo, la cui vendita permetterebbe di ristrutturare il campo della squadra giovanile di baseball di Topolinia. Ovviamente all'inseguimento del cimelio ci sono anche Gambadilegno e il suo compare.
La storia, in sé, si svolge in maniera abbastanza standard: un paio di gag a ripetizione, una serie di disastri che si susseguono a ritmo incessante, un finale che enfatizza il valore dello sport. Pochi i guizzi, in particolare la quadrupla che vede Topolino, Pippo, Gambadilegno e Sgrinfa accapigliarsi su una scultura moderna, realizzata da tale Abelarda Snoblosky con le cianfrusaglie di Pippo immerse dentro una colla liquida. Titolo dell'opera: Scultura collosa casuale.
Ritorno su Pacificus
Ed è arrivato anche il numero con quella che, per me, è la storia peggiore finora scritta da Vito Stabile: I cristalli di Pacificus. La sensazione è quella di essere di fronte alla classica storia promozionale, realizzata per il lancio del cartonato con la ristampa de La regina fuori tempo di Bruno Enna e Giada Perissinotto.
Certo buona parte della scarsa efficacia della storia è legata ai nuovi elementi che sono stati introdotti con la storia che ha reintrodotto Reginella nel cast disneyano: l'amore tra Paperino e la regina di Pacificus diventa un'amicizia, rendendo abbastanza incomprensibile il motivo per cui i due dovrebbero dimenticarsi uno dell'altra e dei sentimenti reciproci, pena la distruzione dei rispettivi pianeti (se non dell'universo intero). A questo c'è da aggiungere un soggetto nel complesso debole: Paperone va su Pacificus per salvare le mele del pianeta dalla cristallizazione dovuta agli astrovampiri malumofaghi e si ritroverà a dover difendere il pianeta contro l'ennesimo tiranno dall'aspetto medievale ma con la dotazione ipertecnologica. La storia, poi, viene gestita a un ritmo incessante e senza respiro, ben diverso dal ritmo riflessivo e favolistico delle storie della saga di Reginella scritte da Rodolfo Cimino. Per contro, però, Stabile riesce a cogliere gli elementi anarco-libertari di Pacificus e del ruolo di Reginella, che mentre sale sulla cima della torre che contiene l'arma che fermerà l'ennesimo tiranno, afferma a uno stupito Paperone:
Siamo un popolo pacifico, ma in casi come questi dobbiamo poterci difendere!
Inoltre Reginella è più un esempio, che non una regnante vera e propria.
Infine risulta abbastanza chiara la scelta di Daniela Vetro ai disegni: il suo tratto barbucciano è quanto di più vicino a quello della Perissinotto ci sia oggi a disposizione su Topolino. Nel complesso, però, la storia risulta molto meno ciminiana di quel che vorrebbe essere o di quel che di solito sono le storie di Stabile.
Certo, come scritto all'inizio, nuove avventure con Reginella e i paperi avranno il non poco pesante fardello della distruzione dell'elemento fondamentale della saga: l'amore romantico e contrastato tra Paperino e Reginella. Solo quando quest'ultimo verrà esplicitamente ripristinato, si potrà in qualche modo iniziare a scrivere di un vero ritorno alla saga originaria.

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