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domenica 2 giugno 2019

Topolino #3314: Omaggio a Johannes van der Meer

Il Topolino attualmente in edicola, dove giunge alla quarta e penultima puntata la saga leonardesca di Bruno Enna Il grande gioco geniale, spicca nel resto del sommario per la storia di chiusura, Il prezioso dipinto floreale, realizzata dall'ormai consolidata coppia Fabio Michelini-Luciano Gatto che presenta un divertente e delizioso omaggio al pittore olandese Johannes van der Meer, anche noto semplicemente come Jan Vermeer.
La papera con la collana di fiori

Ragazza col turbante - via commons
Il pittore Johannes van der Meer, nato a Delft nel 1632, è noto soprattutto per Ragazza col turbante, che viene paragonata alla Gioconda di Leonardo da Vinci. In effetti la bellezza del quadro e le scarse informazioni biografiche sul pittore hanno fatto sorgere una serie di leggende intorno alla giovane modella del pittore olandese e al loro rapporto. Ad ogni buon conto, van der Meer si era sposato nel 1653 con Catherina Bolnes, probabilmente convertendosi al cattolicesimo. Inoltre la suocera, Maria Thins, da poco vedova, oltre a ospitare nella sua casa la giovane coppia di sposi, fu la prima mecenate del pittore, sostenendo la sua attività artistica con una rendita.
Il secondo, importante, mecenate nella vita di van der Meer fu uno dei cittadini più ricchi di Delft, Pieter Van Ruijven, che ne acquistò diversi dipinti.
Nonostante questi aiuti finanziari abbastanza regolari, il pittore morì povero lasciando alla moglie e alla figlia Maria una serie di debiti che vennero ripianati con la vendita della casa e di una parte dei dipinti di van der Meer: alla fine alle due donne rimasero 19 dei quasi quaranta dipinti del marito.
Il problema debitorio era, probabilmente, generato dall'alto costo di produzione dei colori usati da van der Meer: in particolare il pittore olandese faceva largo uso del blu oltremare, realizzato a partire dai costosissimi lapislazzuli. Van der Meer non rinunciò ad avvalersi di questo particolare pigmento neanche durante gli anni di crisi economica generale che gli imepedirono di vendere le sue tele.
La sua tecnica pittorica, invece, che non faceva uso di alcun disegno preparatorio, resta ancora adesso piuttosto ignota, sebbene il pittore inglese David Hockney nel 2001 ha suggerito l'uso, da parte di van der Meer, della camera oscura, strumento largamente utilizzato dai pittori fiamminghi dell'epoca e che avrebbe permesso di realizzare le tele senza bisogno di alcun disegno preparatorio e con una precisione che diremmo oggi fotografica.

sabato 29 agosto 2015

Topolino #3118: misteri misteriosi

Come da consuetudine delle settimane precedenti, ecco la del numero di Topolino attualmente in edicola, assemblata integrando al testo utilizzato per la brevisione su LSB (che dovrebbe uscire domani) i commenti sul resto del sommario, che inizia con Paperink e il nipote ribelle.
A differenza di quanto scritto nel titolo tale nipote non è Paperino, ma Felipe De Donlon y Pesetas, nipote di Dona Manuela Danarosa, introdotta da Marco Bosco, sceneggiatore de Il nipote ribelle, e Giorgio Cavazzano in Paperinik un eroe al casello.
La storia, veloce e divertente, ruota intorno a Felipe e al suo desiderio di tenersi lontano dagli affari della zia, cercando al contempo di avvicinarsi il più possibile alla genuinità della gente comune. Sulla sua presenza e soprattutto sulla sua assenza gioca Bosco per muovere Paperinik, il tutto illustrato da Lorenzo De Pretto, con un tratto rotondo che è ancora alla ricerca di una sua strada, visto che in alcuni punti ricorda Romano Scarpa e Valerio Held, in altri Roberto Marini, in altri ancora i fratelli Pastrovicchio.
Segue Papere alla riscossa sempre di Marco Bosco e ancora una volta con Silvia Ziche, che giunge al quarto e penultimo episodio della saga. Per l'occasione i due autori iniziano a sciogliere un primo nodo narrativo, quello della talpa all'interno dell'ufficio di Nonna Papera, che insieme alle sue amiche decide di passare all'azione con un'operazione di controspionaggio.
Se dal punto di vista grafico Silvia Ziche propone alcune inquadrature cinematografiche, la storia, che per soggetto ricorda Il rapporto Pelican (1993) di Alan J. Pakula, è il tipico episodio di passaggio necessario per preparare il terreno al finale della settimana prossima.