Stomachion

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domenica 6 febbraio 2022

Topolino #3454: Missione nella natura

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Tornano le Giovani Marmotte su Topolino con una nuova missione in giro per il mondo. Francesco Vacca e Mario Ferracina spediscono le GM paperopolesi nel Salar de uyuni, in Bolivia, lì dove si trove il più vasto deserto di sale, una distesa di oltre 12000 km2 che, quando è ricoperta da un leggero strato d'acqua, diventa riflettente come uno specchio. IN questa zona vivono diverse specie di animali, come le vigogne, i culpei, e, su tutti, i fenicotteri rosa.
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domenica 24 maggio 2020

Topolino #3365: La meta è il viaggio

In un paio di occasioni il nuovo direttore di Topolino, Alex Bertani, si è lasciato sfuggire una delle sue grandi passioni: il viaggio. Ed effettivamente ciò sta influenzando e non poco il sommario del settimanale da un po' di tempo a questa parte. I personaggi disneyani, infatti, vengono spediti in giro per il mondo (ma anche nello spazio) come non accadeva da diverso tempo, e questo ha anche avuto, come conseguenza, il gradito ritorno di Indiana Pipps, che peraltro sarà presente già settimana prossima con un fantastico crossover. Per questa settimana, però, la ricerca archeologica è toccata, anche solo per caso, al buon Topolino.
Tra le sabbie del Sahara

Topolino giramondo in questo numero viaggia nel deserto del Sahara e racconta la sua avventura in flashback a dei ragazzini di una scuola. Da buon reporter di viaggio, Topolino afferma che
(...) Lo scopo dei miei viaggi non è arrivare, ma conoscere posti nuovi!
E infatti Giuseppe Zironi, con una prima parte molto simile a un classico della letteratura da viaggio, descrive i luoghi affascinanti, le persone e i costumi intorno al Shara. Il disegnatore, che si dimostra come sempre efficace con le ambientazioni naturalistiche ed esotiche, costruisce intorno anche una storia interessante, riuscendo a rendere appassionante una vicenda tutto sommato comune, come il giovane che intraprende il viaggio nel deserto con un camioncino per portare al suo villaggio le palme, uno dei pochi strumenti che i popoli del Sahara hanno per combattere contro l'avanzata delle dune.
Zironi mescola la tematica della diffidenza tra diversi con la scoperta improvvisa di un insediamento romano, con tanto di acquedotto, che permette di trovare una soluzione al problema dell'acqua. D'altra parte i romani si erano comunque spinti nelle zone occidentale e centrale del Sahara, per cui la scoperta non deve stupire.

domenica 17 maggio 2020

Topolino #3364: In giro al Giro

Dopo il prologo della scorsa settimana, parte il Giro d'Italia. Ovviamente non quello reale, sospeso fino a data da destinarsi (lo so, una data indicativa c'è, ma personalmente non sono ottimista, vista la competenza mostrata dai nostri politici), ma quello cui partecipa la squadra di Paperon de' Paperoni.
Su e giù per le montagne
Il Giro da capogiro di Bruno Enna e Marco Mazzarello, prosecuzione diretta dell'andirivieni italico sulle orme di Raffaello Sanzio del mese precedente, è solo l'ultima delle storie dedicate al ciclismo in generale e al Giro in generale uscite su Topolino. Questa, però, è solo la seconda esplicitamente ambientata al Giro d'Italia. A precederla fu un'altra saga in quattro puntate, Paperino al Giro d'Italia, scritta da Sergio Badino e uscita nel 2006 con i disegni di Alessandro Gottardo, Carlo Limido, Marco Meloni e Silvia Ziche. Oltre a questa si ricordano in particolare il Giro di Paperopoli di Giorgio Pezzin e dello Studio Comicup del 1993, Il centenario delle 100 bici di Massimo Marconi e Giuseppe Dalla Santa del 2009 in occasione del centenario del Giro, e La grande corsa infinita del 2017 di Sisto Nigro e Paolo Mottura per celebrare la 100.ma edizione della corsa in rosa.
Rispetto alle storie elencate, però, quella di Enna spicca per un dettaglio non indifferente: Paperino non ha l'impegno di vincere, ma di fare il gregario nella squadra che Paperone ha deciso di sponsorizzare. Il magnate paperopolese, infatti, che per risparmiare utilizza i parenti più Battista per lo staff tecnico, sponsorizza una storica squadra ciclistica in difficoltà economiche e con un componente della squadra fuori uso. Ed è proprio il posto di quest'ultimo che prende Paperino: la scelta è indubbiamente apprezzata, non solo perché rompe con le spesso irrealistiche richieste di Paperone, che puntualmente Paperino porta a compimento o con l'aiuto del caso o con il grande impegno profuso, ma soprattutto perché permette di vedere il punto di vista di un ruolo ciclistico spesso nascosto. I gregari, infatti, solo raramente ottengono risultati, nascosti dal gran lavoro che compiono per mantenere protetti i capitani, ovvero quei ciclisti di talento, più specializzati in particolari situazioni come cronometro, scalate, sprint.
Ed è in questo emblematica del punto di vista narrativo di Enna la scena, citazionistica, in cui Paperino porta la borraccia in salita al suo capitano, non a caso chiamato Fausto: Mazzarello, infatti, riproduce fedelmente la fotografia dell'analogo momento in cui, nel corso del Tour de France del 1952, Gino Bartali consegna a Fausto Coppi, che poi quel Tour lo vincerà, una borraccia piena d'acqua.
E poco importa che questa scena sia del Tour e non del Giro: è essa stessa simbolo del ciclismo.

domenica 10 maggio 2020

Topolino #3363: Storie in trasferta

Le storie del numero di Topolino attualmente in edicola sono per lo più caratterizzate da una caratteristica comune: vedono i personagi disneyani operare in contesti diversi da quelli usuali, a parte Indiana Pipps che è quasi sempre in viaggio in un qualche luogo esotico. Si parte sin dalla storia di copertina, che, disegnata da Alessandro Perina, è dedicata al prologo de Il giro da capogiro, nuova saga di Bruno Enna, disegnata da Marco Mazzarello, e dedicata al Giro d'Italia. Ci sarà modo per discutere della saga e del Giro stesso, per cui inizierei subito con le Giovani Marmotte.
In gara sulle nevi
Come abbiamo visto settimana scorsa, Federico Rossi Edrighi e Francesco D'Ippolito hanno spedito le Giovani Marmotte in Alaska sulle tracce del bamballocco. Questo uccello, ideato per l'occasione da Rossi Edrighi e ispirato sia all'estinto dodo sia al kakapo, pappagallo neozelandese a rischio di estinzione, vede il suo habitat a rischio a causa delle attività estrattive dell'ennesimo magnate senza scrupoli.
La storia, che vede Qui, Quo, Qua iniziare la loro missione tra le nevi del grande nord, sta ancora sviluppando la trama: le GM non si sono ancora confrontate in maniera diretta con il loro avversario, ma iniziano a prendere confidenza con l'ambiente. A giocare un ruolo centrale in questo episodio è la gara tra gatti delle nevi, che viene utilizzata dagli autori per scegliere il vice del Gran Mogol in maniera soft e senza spingere alle estreme conseguenze la competizione tra i tre nipotini di Paperino. Se da un lato questo espediente risulta un po' deludente, viste le precedenti saghe di Enna e Roberto Gagnor, dall'altro, invece, è una scelta ottima perché non rompe l'armonia tra i tre generalissimi, considerando che il cuore della storia deve restare prettamente ecologista.

domenica 3 maggio 2020

Topolino #3362: Arte e scienza, l'unione fa la forza!

A causa di alcuni interventi sul server, questa settimana l'usuale recensione staccata sul Caffè del Cappellaio Matto non andrà in onda, per cui l'articolo domenicale qui su DropSea dedicato al numero settimanale di Topolino inizia con l'ultimo episodio de La pietra dell'oltreblu. Appena sarà possibile tornare a pubblicare sul blog, provvederò, per completezza, a pubblicare anche lì la sola parte riferita alla saga di Bruno Enna e Alessandro Perina.
Il periodo romano
L'ultima tappa della ricerca dei paperi di ciò che resta dei magici lapislazzuli di Paperello, alias Raffaello Sanzio, avviene in quel di Roma, dove il pittore passò un lungo periodo artistico, dal 1509 fino al 1520, anno della sua morte. In particolare i due autori per l'ultima tappa usano come fonte di ispirazione l'affresco realizzato da Raffaello nel 1511 per conto di Agostino Chigi, Il trionfo di Galatea, conservato presso Villa Farnesina.
Nella mitologia greca, Galatea era una ninfa del mare, figlia di Nereo e Doride. Era innamorata, ricambiata, del giovane pastorello Aci. I due, però, erano visti con invidia dal ciclope Polifemo, innamorato della ninfa. Una sera, dopo aver visto i due amanti in riva al mare, accecato dalla gelosia, e con un modus operandi a lui ben noto, scagliò contro Aci un masso di lava, uccidendolo. Galatea iniziò a versare lacrime disperate, mentre il sangue di Aci sgorgava a fiotti dalla ferita alla testa. Zeus e gli altri dei, mossi a pietà dal dolore della ninfa, trasformarono il sangue di Aci nelle acque del fiume Akis, che sorge dall'Etna e sfocia a Capo Mulini, in provincia di Acireale. Peraltro proprio da quelle parti si trova una piccola fonte sorgiva, nota come "u sangu di Jaci", il sangue di Aci, dal colore rosastro a causa della presenza di ossidi di ferro.
L'affresco di Raffaello mostra Galatea a bordo del suo carro acquatico, una conchiglia trainata da delfini, al centro di una scena di gruppo vivace e affollata di altre figure mitologiche in attegiamenti amorevoli. A parte quest'ultimo aspetto dell'opera, di quelle di Raffaello fin qui riprodotte da Perina, questo trionfo è sostanzialmente il più fedele per quel che riguarda uso dei colori e rappresentazione dei personaggi.
Il committente di Paperello, infine, che non viene mai nominato, ha le sembianze dell'Uomo in arme di Sebastiano del Piombo, uno degli artisti ingaggiati da Chigi per decorare la sua villa. Mentre l'autore del quadro è stato identificato solo negli anni Trenta del XX secolo, l'identità dell'uomo ritratto non è stata ancora ben chiarita: c'è chi ritiene sia il condottiero Luigi Gonzaga, chi lo stesso Chigi. C'è, comunque, da dire che la moda del tempo per i potenti era sostanzialmente la stessa (un po' come ora che tutti i giovani ricchi portano la cresta), come ben si vede dal medaglione che lo ritrae realizzato da Lorenzo Bernini per la Cappella Chigi a Roma. In questo caso, però, i tratti sembrano molto più gentili rispetto a quelli del quadro di del Piombo.

lunedì 8 aprile 2019

Topolino #3306: Tra un bagordo e l'altro

L'intenso fine settimana di lavoro a Play, festival del gioco a Modena allo stand dell'Istituto Nazionale di Astrofisica dove, tra le varie attività, era presente anche la versione Edu di Kerbal Space Program, ha inevitabilmente influenzato la scrittura e la pubblicazione degli articoli e con essi anche la consueta recensione del numero settimanale di Topolino. Dopo aver festeggiato i 70 anni della versione tascabile del magazine disneyano con un lungo articolo Al Caffé del Cappellaio Matto, recupero la recensione del numero, in attesa, tra un paio di giorni, dell'uscita del #3307, che, lo scrivo sin da subito, propone una fantastica copertina a rischio censura.
Ritorno alle origini

La copertina del #3307, in effetti, è dedicata alla seconda puntata della saga Klondike scritta da Giulio D'Antona e disegnata da Lorenzo Pastrovicchio. Con tutto il rispetto per le storie della serie Paperopoli Film Festival, questo Klondike è indubbiamente il primo e più complesso progetto di D'Antona e questo primo episodio sembra indubbiamente ben al di sopra della sua usuale produzione. Lo sceneggiatore riporta paperone nel Klondike, la terra che ha visto l'inizio della sua immensa fortuna, insieme con i nipoti Paperino e Paperoga, per l'ennesimo confronto con Rockerduck, in questo caso per ottenere la concessione completa dello sfruttamento minerario di tutto il Klondike. Fondamentalmente è una tipica storia disneyana, un po' barksiana, anche grazie al finale in cui un piccolo dettaglio consente a Paperone di trionfare, un po' tipicamente italiana visto il rapporto apparentemente non così idilliaco con i nipoti. La storia, dunque, presenta una serie di classici cliché che però D'Antona sembra pronto a rompere: a titolo di esempio è proprio il rapporto conflittuale tra Paperino e i cani da slitta che Paperone gli affida che, nel momento della missione e del pericolo si trasforma completamente.
Questa rottura del cliché è supportata anche da Pastrovicchio, che a differenza della media dei disegnatori, elimina i classici abiti per i personaggi disneyani per mettere loro addosso maglioni e cappotti imbottiti adatti per il rigido clima del Klondike.
In sintesi un ottimo inizio con un colpo di scena finale che chiude la puntata ma che non è così sorprendere considerando un paio di battute sparse nel corso della storia che al lettore di genere mistery potrebbero non essere sfuggite.

domenica 16 settembre 2018

Topolino #3277: Due cugini per l'avventura

Oltre alla storia d'apertura, ancora dedicata alle celebrazioni del 90.mo compleanno di Topolino, il settimanale a lui dedicato presenta due avventure con Paperino e Paperoga coprotagonisti. I due cugini passeranno da una storia agreste all'avventura spionistica nel freddo nord Europa.
Dalla campagna alla Scandinavia
La predizione succosa di Carlo Panaro per i disegni di Marco Mazzarello (niente di nuovo da segnalare su questo fronte) è una storia divertente dove Paperino e Paperoga, grazie ai presunti poteri predittivi di quest'ultimo, si ritroveranno coinvolti in una gara di raccolta dell'uva. La storia ha una trama e uno sviluppo abbastanza classici, quasi scontati, non solo negli aspetti mystery, ma anche per l'abbastanza classico finale dolce/amaro.
Il fluido energetico riporta la P.I.A. sulle pagine di Topolino: Giorgio Figus, coadiuvato ai disegni da Marco Palazzi, dal tratto che ricorda Franco Valussi, spedisce i due cugini in Scandinavia per recuperare una stele su cui sarebbe inciso il segreto di una bevanda energetica. La storia è la solita sequela di gag e pur se non presenta il solito distruttivo Paperoga, quanto meno risulta una piacevole variazione, insieme con la storia di Panaro, sulla tipica caratterizzazione di Paperino: grintoso e determinato, riesce quasi sempre a ribaltare le situazioni negative in cui incappa ora a causa della fastidiosa presenza degli agenti della Blonk, ora a causa di una inusitata distrazione da parte di Archimede.
Nel complesso un numero migliore di quello della settimana scorsa, anche grazie alla storia d'apertura:

domenica 26 agosto 2018

Topolino #3274: Da 90 a 60!

Sul Topolino #3274 si festeggiano due ricorrenze: come recita la copertina, partono le celebrazioni per i 90 anni del titolare della testata, mentre con la seconda storia vengono festeggiati i 60 anni di storie di Luciano Gatto su Topolino.
Il mitico Gatto
Ad affiancare sulle pagine de Il mitico M.I.T.O. c'è, come di consueto nella maggior parte delle storie di Gatto degli ultimi anni, lo sceneggiatore Fabio Michelini. Nella storia Paperone rivoluzione il mercato dell'usato grazie a una serie di tubi pneumatici che attraversano la città collegati a un mega computer che, valutando gli oggetti che vengono inseriti nei tubi, propone un prezzo di vendita da pagare al venditore immediatamente. In questo modo Paperone acquisisce oggetti che può rivendere o riciclare, ma soprattutto permette ai paperopolesi di avere del denaro fresco da reimmettere nel mercato, riportando così tale denaro nelle sue tasche. Come al solito sarà Paperino a rovinare il piano di Paperone, anche se il classico comitato sulla bellezza di Paperopoli avrà comunque un ruolo piccolo ma fondamentale.
La storia, abbastanza leggera e scorrevole, viene disegnata con lo stile spigliato ma riconoscibile adottato da Gatto negli ultimi anni. Nel corso di questi sessant'anni, iniziati con Il ciliegio rabdomante, Gatto, dopo aver iniziato con uno stile molto vicino a quello di Giovan Battista Carpi e Giulio Chierchini, ha ben presto adottato il tratto rotondo di Romano Scarpa, di cui è anche stato inchiostratore, snellendolo man mano fino alle storie attuali. Nel corso degli anni Gatto ha adottato alcuni caratteri distintivi, come la firma con un gatto con pennello in alcune delle sue storie, o l'uso di gocce di sudore evidenti per enfatizzare le espressioni dei paperi, che successivamente verranno utilizzate soprattutto dopo l'avvento di Alessandro Barbucci con le sue influenze manga.
Luciano Gatto è stato ed è ancora uno dei disegnatori disneyani più facilmente riconoscibili, ed elementi del suo stile si possono ritrovare oggi in disegnatori come Carlo Limido e Lucio Leoni.

domenica 6 maggio 2018

Topolino #3258: Problemi da spie e altre storie

Era fine aprile 2008 quando su Topolino #2735 faceva il suo esordio Double Duck, serie ideata da Fausto Vitaliano e Marco Bosco con Paperino che veste i panni della spia, rinnovando così la tradizione della P.I.A. di Carlo Chendi, ma portandola a un livello differente, meno personale e legato a Paperone. Le avventure di questa nuova identità segreta di Paperino hanno, infatti, un respiro internazionale e un'aderenza maggiore al genere spionistico e vede l'Agenzia per cui lavora Paperino affrontare minacce terroristiche al mondo intero.
In occasione del decennale della serie, su Topolino #3258 inizia una nuova saga, Nemici come prima, che dopo il Reboot dell'anno scorso scritto da Vitaliano, vede la presenza, almeno a livello di soggetto, di Tito Faraci, mentre i disegni sono ancora una volta affidati al dinamico Andrea Freccero.
Spia e non lasciar spiare
Durante il Rebbot l'Agenzia si è ridotta di organico al solo Paperino, alla segretaria Liz Zago e al nuovo inventore e tecnico Qwerty. L'organizzazione spionistica è braccata dal nuovo capo del controspionaggio paperopolese Wyle-Y, un idiota come pochi più interessato a distruggere l'Agenzia divulgando i nomi delle sue spie, che non al suo lavoro di capo delle spie.
In questo primo episodio di Nemici come prima veniamo a conoscenza di un paio di fatti interessanti: Wyle-Y è venuto in possesso, tramite busta anonima, di una busta contenente una chiavetta usb criptata che conterrebbe tutte le informazioni su Double Duck, l'ultimo e più sfuggente agente segreto dell'Agenzia; quest'ultima, nel frattempo, ha cambiato sede in un più ricco e centrale palazzo e si ritrova finanziata da un anonimo miliardario paperopolese. E non è Paperone. Quindi non può che essere Rockerduck, suggerendo forse un interessante e divertente sviluppo verso una sorta di crossover con la P.I.A.
Al di là di quel che potrebbe essere il futuro, che magari vedrà un maggior coinvolgimento di Faraci nel team creativo della serie, l'inizio della nuova saga è indubbiamente snello, dinamico e spigliato, ottimamente enfatizzato dallo stile... snello, dinamico e spigliato di Freccero! Se proprio si deve trovare un difetto, che però è caratteristico di un po' tutta la serie (e ultimamente anche di altre storie presenti sul settimanale), è l'appiattimento eccessivo dei caratteri dei personaggi usuali. Certo in Nemici come prima fanno delle semplici comparsate, ma anche per questo motivo risulterà interessante vedere come gli autori svilupperanno Rockerduck in questo suo nuovo ruolo di finanziatore occulto.

domenica 22 aprile 2018

Topolino #3256: Il freezer vegetale e altre storie

Nell'attesa di mettermi a scrivere una recensione de Il giro del mondo in 80 giorni (siderali) di Fausto Vitaliano e Lorenzo Pastrovicchio che si è conclusa con la pubblicazione della seconda e terza parte sul numero #3256, in un numero che è al tempo stesso valido ma che lascia un po' perplessi, incominciando proprio dalla scelta di concludere su questo volumetto la parodia steampunk del capolavoro di Jules Verne.
E l'Earth Day?
La tradizione ecologica e ambientalistica di Topolino è ormai consolidata da anni. Non mi metterò qui a elencare le storie e le iniziative speciali realizzate dal settimanale disneyano, alcune delle quali realizzate proprio in concomitanza dell'Earth Day, ma è indubbiamente ben poca cosa la pubblicazione di un paio di pagine redazionali (che non sono nemmeno presenti nello strillo di copertina, come è successo negli ultimi anni) con una scarna spiegazione dell'iniziativa e una pubblicazione di una mappa con un numero minimale di eventi, pur se corredata dal link al sito ufficiale italiano. La pochezza dell'impegno redazionale viene enfatizzata non solo dall'eccessivo spazio dato alla mappa (una pagina intera che poteva essere sfruttata per un articolo vero e proprio), ma anche dal fatto che queste due paginette vengono pubblicate diverse pagine prima rispetto a Il freezer vegetale di Matteo Venerus e Lucio Leoni, che si può presumere essere la storia dedicata all'Earth Day 2018.
Il numero, dunque, conferma la sensazione che il restyling redazionale è andato nella direzione del risparmio economico, con articoli ridotti al minimo indispensabile, come conferma anche l'assenza del pur piccolo articolo introduttivo al nuovo capitolo de La storia del cinema di Topolino.
Passiamo, però, alle storie di cui mi preme scrivere in questa occasione, iniziando dalla storia conclusiva:
Un pigna nel Polo Nord
Qui, Quo, Qua nelle vesti di generali delle Giovani Marmotte si dirigono in missione al Polo Nord presso l'avveniristica banca dei semi qui costruita accompagnati da una coppia di giornalisti. Questa pigna di ghiaccio ha il compito di preservare i semi della Terra, in modo da mantenere la biodiversità vegetale e ripristinare le specie vegetali in pericolo, proprio come la banca dei semi reale. In effetti d banche dei semi con lo stesso scopo della pigna disneyana ne esistono diverse nel mondo: molto probailmente Venerus si è ispirato in particolare alla Svalbard Global Seed Vault, nata da un progetto del Fondo mondiale per la diversità delle colture (Global Crop Diversity Trust) finanziato dal governo norvegese. Questa è fondamentalmente una cripta di conservazione dei semi costruita sotto uno strato di permafrost sulle isole Svalbard e inaugurata ufficialmente nel 2008.
Il motore della storia di Venerus, invece, è quello di portare a destinazione i semi di una pianta rara che, a causa di un disastro naturale, rischia di scomparire definitivamente. Ovviamente ci sarà chi, per i suoi danarosi interessi, proverà a mettere i classici "bastoni tra le ruote" a Qui, Quo, Qua, ma la storia avrà il classico lieto fine con un bucolico finale.
La storia, che alterna momenti d'azione ad altri un po' più rilassanti, ottimamente disegnata da Lucio Leoni, propone anche un paio di interessanti aggiornamenti, come ad esempio l'uso di una versione digitale del Manuale in luogo di quella cartacea.
Bella poi la quadrupla dedicata alle aurore boreali, sia per la gestione delle ombre sia per la colorazione: le aurore boreali sono, in effetti, un fenomeno atmosferico causato dalla ionizzazione delle parti alte dell'atmosfera terrestre dovuto ai flussi di particelle cariche (protoni ed elettroni) trasportati dal vento solare. I colori prodotti sono legati allo spettro di emissione degli atomi che costituiscono la ionosfera.