Stomachion

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domenica 6 maggio 2018

Topolino #3258: Problemi da spie e altre storie

Era fine aprile 2008 quando su Topolino #2735 faceva il suo esordio Double Duck, serie ideata da Fausto Vitaliano e Marco Bosco con Paperino che veste i panni della spia, rinnovando così la tradizione della P.I.A. di Carlo Chendi, ma portandola a un livello differente, meno personale e legato a Paperone. Le avventure di questa nuova identità segreta di Paperino hanno, infatti, un respiro internazionale e un'aderenza maggiore al genere spionistico e vede l'Agenzia per cui lavora Paperino affrontare minacce terroristiche al mondo intero.
In occasione del decennale della serie, su Topolino #3258 inizia una nuova saga, Nemici come prima, che dopo il Reboot dell'anno scorso scritto da Vitaliano, vede la presenza, almeno a livello di soggetto, di Tito Faraci, mentre i disegni sono ancora una volta affidati al dinamico Andrea Freccero.
Spia e non lasciar spiare
Durante il Rebbot l'Agenzia si è ridotta di organico al solo Paperino, alla segretaria Liz Zago e al nuovo inventore e tecnico Qwerty. L'organizzazione spionistica è braccata dal nuovo capo del controspionaggio paperopolese Wyle-Y, un idiota come pochi più interessato a distruggere l'Agenzia divulgando i nomi delle sue spie, che non al suo lavoro di capo delle spie.
In questo primo episodio di Nemici come prima veniamo a conoscenza di un paio di fatti interessanti: Wyle-Y è venuto in possesso, tramite busta anonima, di una busta contenente una chiavetta usb criptata che conterrebbe tutte le informazioni su Double Duck, l'ultimo e più sfuggente agente segreto dell'Agenzia; quest'ultima, nel frattempo, ha cambiato sede in un più ricco e centrale palazzo e si ritrova finanziata da un anonimo miliardario paperopolese. E non è Paperone. Quindi non può che essere Rockerduck, suggerendo forse un interessante e divertente sviluppo verso una sorta di crossover con la P.I.A.
Al di là di quel che potrebbe essere il futuro, che magari vedrà un maggior coinvolgimento di Faraci nel team creativo della serie, l'inizio della nuova saga è indubbiamente snello, dinamico e spigliato, ottimamente enfatizzato dallo stile... snello, dinamico e spigliato di Freccero! Se proprio si deve trovare un difetto, che però è caratteristico di un po' tutta la serie (e ultimamente anche di altre storie presenti sul settimanale), è l'appiattimento eccessivo dei caratteri dei personaggi usuali. Certo in Nemici come prima fanno delle semplici comparsate, ma anche per questo motivo risulterà interessante vedere come gli autori svilupperanno Rockerduck in questo suo nuovo ruolo di finanziatore occulto.

sabato 22 agosto 2015

Topolino #3117

Come nel caso del numero precedente, pubblico anche qui la brevisione del numero, integrata con alcune considerazioni sulle storie non entrate in quella che verrà pubblicata su LSB, che in origine conteneva le considerazioni su Papere alla riscossa e Paperino e Paperoga agenti salvaparco.
Chiunque si ritrovi a partecipare alle attività decisionali, ad esempio lavorando in una commissione, deve affrontare una serie di più o meno gravosi compiti, come riunioni con altri colleghi,ricerca ed esame di relazioni e fascicoli, ecc... Più o meno è questo quello che deve affrontare Nonna Papera nel terzo episodio di Papere alla riscossa. Marco Bosco e Silvia Ziche, però, non fanno entrare da sola la tenace contadina erede di Cornelius Coot nel palazzo del potere, quello dell'Accademia della Pannocchia, ma le affiancano come assistenti Brigitta, Miss Paperett e Paperina. Ognuna delle tre si prende carico di un differente compito in funzione delle proprie competenze e ciò permette allo sceneggiatore di esaminare, seppur in maniera veloce e sintetica, tutti gli aspetti complessi di un incarico di una certa importanza come quello ricoperto da Elvira Coot. Se sul lato grafico non c'è nulla da aggiungere rispetto a quanto già scritto per il primo episodio, c'è da rilevare come Bosco inserisca sempre più elementi mistery nella trama, anche se non risultano così efficaci all'interno del racconto, forse a causa di una mancata costruzione della tensione nel finale della puntata.