Come nel caso del numero precedente, pubblico anche qui la brevisione del numero, integrata con alcune considerazioni sulle storie non entrate in quella che verrà pubblicata su LSB, che in origine conteneva le considerazioni su
Papere alla riscossa e
Paperino e Paperoga agenti salvaparco.
Chiunque si ritrovi a partecipare alle attività decisionali, ad esempio lavorando in una commissione, deve affrontare una serie di più o meno gravosi compiti, come riunioni con altri colleghi,ricerca ed esame di relazioni e fascicoli, ecc... Più o meno è questo quello che deve affrontare Nonna Papera nel terzo episodio di
Papere alla riscossa.
Marco Bosco e
Silvia Ziche, però, non fanno entrare da sola la tenace contadina erede di Cornelius Coot nel palazzo del potere, quello dell'
Accademia della Pannocchia, ma le affiancano come assistenti Brigitta, Miss Paperett e Paperina. Ognuna delle tre si prende carico di un differente compito in funzione delle proprie competenze e ciò permette allo sceneggiatore di esaminare, seppur in maniera veloce e sintetica, tutti gli aspetti complessi di un incarico di una certa importanza come quello ricoperto da Elvira Coot.
Se sul lato grafico non c'è nulla da aggiungere rispetto a quanto già scritto per il primo episodio, c'è da rilevare come Bosco inserisca sempre più elementi
mistery nella trama, anche se non risultano così efficaci all'interno del racconto, forse a causa di una mancata costruzione della tensione nel finale della puntata.
Zio Paperone e le meraviglie di Zobeide di
Pietro B. Zemelo per i disegni di
Alessia Martisciello rinverdisce i fasti delle avventure alla ricerca di città perdute sul genere di
Shangri-La, mito che ispirò alcuni tra i più grandi fumettisti
disneyani come
Carl Barks o
Romano Scarpa. Zemelo, però, sembra guardare soprattutto a
Rodolfo Cimino, anche se con uno stile decisamente più leggero. A colpire, in negativo, è soprattutto la caratterizzazione iniziale di Paperino, che nel corso della vicenda passa da un atteggiamento pavido e indolente al prendere in mano l'azione. Ottimo il finale, decisamente
ciminiano.
Topolino e Gambadilegno in: Mai come me di
Fabio Pochet è un gradevole intermezzo, quasi esclusivamente muto, che racconta in parallelo la giornata tipo dei due classici arcinemici. Gradevoli i disegni leggeri di Pochet che seguono la linea stilistica alla
Warner Bros di
Stefano Turconi.
Una
spy story d'azione è invece
Paperino e Paperoga agenti salvaparco di
Bruno Sarda e
Lucio Leoni. Dal ritmo serrato e ben rappresentata dai dinamici disegni di Leoni, si gioca sul
mix tra
gag e investigazione tipico della serie P.I.A. con una buona caratterizzazione dei due protagonisti.
C'è poi da aggiungere che, come raramente accade, i guai di Paperoga riescono a trasformarsi in risultati positivi per la coppia di agenti di Paperone, con un Paperino spigliato e dinamico.
Conclude il numero
Orazio e la casa nel bosco di
Giuseppe Zironi. L'avventura è un
mix di generi e ispirazioni. Dopo la scena iniziale che costruisce l'ambientazione e l'atmosfera, Zironi ci porta con un
flashback al prologo dell'avventura a Topolinia, dove Orazio riceve la lettera che lo porterà verso una avventura in solitaria. In poche pagine Zironi, dopo un intermezzo campagnolo, ci porta nella foresta che sarà la
location della storia. La mente va immediatamente a grandi
thriller ambientati anche parzialmente nei grandi spazi naturali del Nord America, come ad esempio
Sulle tracce dell'assassino di
Roger Spottiswoode, ma con l'ingresso sulla scena dopo poche pagine degli alieni, ecco inizia a farsi strada l'idea di
Concrete, confermata successivamente dalla cattura di Orazio dopo che questi aveva aiutato gli alieni a riparare la loro astronave. Storia nel complesso gradevole, con un finale serrato, ma con un inizio forse un po' debole: forse il soggetto meritava qualcosa di più delle 26 pagine date a disposizione dell'autore.
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