Sul
Topolino #3274 si festeggiano due ricorrenze: come recita la copertina, partono le celebrazioni per i 90 anni del titolare della testata, mentre con la seconda storia vengono festeggiati i 60 anni di storie di
Luciano Gatto su
Topolino.
Il mitico Gatto
Ad affiancare sulle pagine de
Il mitico M.I.T.O. c'è, come di consueto nella maggior parte delle storie di Gatto degli ultimi anni, lo sceneggiatore
Fabio Michelini. Nella storia Paperone rivoluzione il mercato dell'usato grazie a una serie di tubi pneumatici che attraversano la città collegati a un mega computer che, valutando gli oggetti che vengono inseriti nei tubi, propone un prezzo di vendita da pagare al venditore immediatamente. In questo modo Paperone acquisisce oggetti che può rivendere o riciclare, ma soprattutto permette ai paperopolesi di avere del denaro fresco da reimmettere nel mercato, riportando così tale denaro nelle sue tasche. Come al solito sarà Paperino a rovinare il piano di Paperone, anche se il classico comitato sulla bellezza di Paperopoli avrà comunque un ruolo piccolo ma fondamentale.
La storia, abbastanza leggera e scorrevole, viene disegnata con lo stile spigliato ma riconoscibile adottato da Gatto negli ultimi anni. Nel corso di questi sessant'anni, iniziati con
Il ciliegio rabdomante, Gatto, dopo aver iniziato con uno stile molto vicino a quello di
Giovan Battista Carpi e
Giulio Chierchini, ha ben presto adottato il tratto rotondo di
Romano Scarpa, di cui è anche stato inchiostratore, snellendolo man mano fino alle storie attuali. Nel corso degli anni Gatto ha adottato alcuni caratteri distintivi, come la firma con un gatto con pennello in alcune delle sue storie, o l'uso di gocce di sudore evidenti per enfatizzare le espressioni dei paperi, che successivamente verranno utilizzate soprattutto dopo l'avvento di
Alessandro Barbucci con le sue influenze
manga.
Luciano Gatto è stato ed è ancora uno dei disegnatori
disneyani più facilmente riconoscibili, ed elementi del suo stile si possono ritrovare oggi in disegnatori come
Carlo Limido e
Lucio Leoni.