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domenica 28 aprile 2019

Topolino #3309: Tenaci fino alla fine

Se la storia di richiamo del numero è la seconda e ultima parte de Il mistero di Acquadombra di Casty, altra storia di richiamo di Topolino #3309 è quella d'apertura, Le disavventure di un papero tenace, scritta da Tito Faraci per i disegni di Giorgio Cavazzano.
Senza mai arrendersi
Quando Carl Barks mise mano a Paperino, iniziò a utilizzarlo come protagonista di storie di ampio respiro: avventure in luoghi esotici alla ricerca di tesori misteriosi o di misteri altrettanto misteriosi. Con l'ideazione di Paperon de' Paperoni, il motore di queste storie diventa il ricco zio di Paperino, o grazie a ricerche ad hoc o tramite spunti completamente slegati dalla ricerca in cui i paperi vengono coinvolti nel corso delle pagine.
Allo stesso modo Faraci spedisce Paperino da qualche parte nel Sud America: Paperone, infatti, riesce a convincere il nipote ad andare alla ricerca della città di Malsuerta. La leggenda, infatti, narra che la misteriosa città e il suo tesoro saranno raggiungibili solo per pura sfortuna, di cui Paperino è, evidentemente dotato. E infatti dopo una serie di divertenti gag, Paperino riesce alla fine ad arrivare a Malsuerta, mostrando la tipica tenacia che gli permette di non abbatersi mai, almeno quando le sue storie vengono scritte da autori bravi e intelligenti come Faraci.
Il segreto della storia, in effetti, è proprio qui: lo sceneggiatore, senza rompere con alcuni cliché molto abusati nell'ultimo periodo, come la sfortuna cronica di Paperino, riesce a rappresentare in maniera non banale il simpatico papero, senza dimenticare comunque di far divertire il lettore.
La storia viene poi impreziosita dai disegni di Cavazzano, sempre efficaci nelle ambientazioni esotiche. Certo in alcune vignette sembrano esserci alcune lievi incertezze, come se i disegni fossero stati completati in fretta, ma ciò non inficia la sempre buona qualità generale delle storie di Cavazzano.
Omaggio a Canova
Fino al 30 giugno presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è ospitata una mostra dedicata alle opere di Antonio Canova. Pittore e scultore, è noto soprattutto per l'attività in quest'ultimo campo. La sua opera più nota, Amore e psiche, è lo spunto iniziale per Topolonio Canova e la scintilla poetica di Blasco Pisapia che disneyzza la biografia del grande scultore, che in qualche modo si adatta perfettamente ai personaggi disneyani.
Canova, infatti, resta orfano di padre a partire dai 4 anni, mentre la madre, risposatasi, ritorna con il secondo marito nel suo paese d'origine, lasciando il figlio alle cure del nonno paterno, Pasino Canova. La famiglia Canova era una benestante dinastia di scalpellini, per cui Pasino era la persona giusta per rendersi conto del talento del giovane Antonio, a differenza di quanto avviene tra Topolonio e il nonno, che nella storia di Pisapia si mostra sì burbero come il suo alter ego reale, ma non sembra apprezzare il talento del nipote se non grazie a spunti esterni.
Ad ogni modo Pisapia prosegue nella sua narrazione in maniera divertente e dinamica, mostrando alcuni elementi cardine nella vita di Canova, senza dimenticare giochi di parole e piccole gag nella più squisita tradizione de La storia dell'arte di Topolino di Roberto Gagnor. Interessante, poi, la scelta di far raccontare la storia a Pippin Hamilton, versione disneyana di Gavin Hamilton, pittore scozzese che divenne il migliore amico di Canova, che fa pensare alle avventure storiche di gusto didattico degli anni Settanta e Ottanta con Pippo protagonista. Anche il colonnello John Campbell, che commissionò Amore e psiche, viene disneyzzato in Horace Campbell, mentre la sua ospite napoletana, Contarina Barbarigo, diventa la simpatica, logorroica e iperattiva Clarina Barbarigo.
Pisapia recupera anche Eli Squick come Squinch de la Hoppe nel ruolo di critico dell'opera di Canova, magari ispirato al tedesco Wilhelm August von Schlegel. Ovviamente Squinch non si limita solo alla critica delle opere di Topolonio Canova, mettendo così nella trama l'elemento di contrasto nella storia omaggio al grande scultore.
Un bello e sentito omaggio, divertente e interessante, che si conclude anche con una bellissima pagina che riassume e reinterpreta alcune delle più belle opere di Canova.

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