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mercoledì 2 settembre 2026

Tutta mia la città: Il cortile napoleonico

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La principale attrazione del Palazzo Brera è senza dubbio il cortile napoleonico, al cui centro svetta la statua di Antonio Canova dedicata a Napoleone Bonaparte.
Questa, in effetti, è una replica della statua in marmo che Canova stesso aveva scolpito tra il 1803 e il 1806 su commissione dello stesso Bonaparte. L'artista aveva deciso di ritrarre il condottiero corso nelle vesti di Marte Pacificatore: un simbolo che reca in se un vero e proprio ossimoro.
Nel frattempo, il 26 maggio del 1805, Napoleone veniva incoronato re d'Italia presso il Duomo di Milano. Per celebrare tale evento il figliastro di Napoleone, Eugenio di Beauharnais, cui era stato assegnato il ruolo di viceré d'Italia, diede incarico a Charles-Jean-Marie Alquier, ambasciatore di Francia a Roma, di commissionare a Canova una replica in bronzo della statua in marmo conclusa nel 1806.
E Canova, ancora una volta, accettò la commissione.

domenica 28 aprile 2019

Topolino #3309: Tenaci fino alla fine

Se la storia di richiamo del numero è la seconda e ultima parte de Il mistero di Acquadombra di Casty, altra storia di richiamo di Topolino #3309 è quella d'apertura, Le disavventure di un papero tenace, scritta da Tito Faraci per i disegni di Giorgio Cavazzano.
Senza mai arrendersi
Quando Carl Barks mise mano a Paperino, iniziò a utilizzarlo come protagonista di storie di ampio respiro: avventure in luoghi esotici alla ricerca di tesori misteriosi o di misteri altrettanto misteriosi. Con l'ideazione di Paperon de' Paperoni, il motore di queste storie diventa il ricco zio di Paperino, o grazie a ricerche ad hoc o tramite spunti completamente slegati dalla ricerca in cui i paperi vengono coinvolti nel corso delle pagine.
Allo stesso modo Faraci spedisce Paperino da qualche parte nel Sud America: Paperone, infatti, riesce a convincere il nipote ad andare alla ricerca della città di Malsuerta. La leggenda, infatti, narra che la misteriosa città e il suo tesoro saranno raggiungibili solo per pura sfortuna, di cui Paperino è, evidentemente dotato. E infatti dopo una serie di divertenti gag, Paperino riesce alla fine ad arrivare a Malsuerta, mostrando la tipica tenacia che gli permette di non abbatersi mai, almeno quando le sue storie vengono scritte da autori bravi e intelligenti come Faraci.
Il segreto della storia, in effetti, è proprio qui: lo sceneggiatore, senza rompere con alcuni cliché molto abusati nell'ultimo periodo, come la sfortuna cronica di Paperino, riesce a rappresentare in maniera non banale il simpatico papero, senza dimenticare comunque di far divertire il lettore.
La storia viene poi impreziosita dai disegni di Cavazzano, sempre efficaci nelle ambientazioni esotiche. Certo in alcune vignette sembrano esserci alcune lievi incertezze, come se i disegni fossero stati completati in fretta, ma ciò non inficia la sempre buona qualità generale delle storie di Cavazzano.

domenica 4 marzo 2018

L'arte contro gli austriaci e altre storie su Topolino #3249

In attesa del Topolino dedicato alla 25.ma edizione di Cartoomics con una storia dedicata al buon vecchio zio Martin di Alfredo Castelli e Casty, vediamo alcune delle storie presenti su Topolino #3249.
L'arte contro gli austriaci
Nel 1817 Francesco I d'Austria decise di convolare a nozze per la quarta volta. La nuova moglie era Carolina Augusta di Baviera, e poiché il buon Francesco aveva sotto di sé un po' di possedimenti, chiese un tributo/regalo di nozze (ovviamente non molto spontaneo). All'epoca a Venezia era presidente dell'Accademia di Belle Arti di Venezia il conte Francesco Leopoldo Cicognara, che ebbe un'idea eccezionale: pagare il tributo con opere d'arte.
La proposta di Cicognara era vincente sotto ogni punto di vista: utilizzare i soldi del tributo per finanziare gli artisti veneti (permettendo, così, al denaro di non uscire dai confini dell'ex-Serenissima) e pubblicizzare la loro arte, visto che la cultura era di fatto diventata uno dei pochi campo dove Venezia poteva ancora esprimere la sua personalità. L'impresa, però, per avere successo aveva bisogno di un altro elemento: Antonio Canova. Era lo sculture e più in generale l'artista italiano più noto in Europa e il suo coinvolgimento avrebbe reso l'iniziativa un sicuro successo. Per fortuna di Venezia Cicognara era amico di Canova, così non gli fu difficile convincerlo a partecipare. E lo scultore riciclò la statua della musa Polimnia, che avrebbe dovuto ritrarre Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone. In questa impresa venne anche coinvolto uno dei più noti romantici italiani, Francesco Hayez.
Con questi tre amici a sostenere il progetto, il tributo artistico nuziale fu un successo che oggi ritorna in mostra quasi interamente raccolto in Canova, Hayez, Cicognara - L'ultima gloria di Venezia, cui è anche dedicata la storia in costume d'apertura del volumetto, Topolino e il dono dell'Accademia. Ottimamente documentata, come spesso accade per storie di genere storico che compaiono sul settimanale disneyano, viene arricchita dai disegni di Giorgio Cavazzano, veneziano, che su testi di Alessandro Sisti ritrae un Topolino artista nella Venezia del 1817 innamorato della nipote di Cicognara, Minni!
L'avversario è il solito Gambadilegno, che qui interpreta un ufficiale austriaco corrotto che cerca, per interesse personale, di sabotare il progetto di Cicognara e rivendere all'estero le opere d'arte realizzate per il tributo. Questo permette a Sisti di incrociare l'arte con la resistenza e i patrioti veneziani, che vengono ingiustamente accusati del furto dallo stesso Gambadilegno.
Siamo lontani ancora una trentina d'anni dai moti del 1848, ma gli elementi sono presenti si da quell'epoca e, pur se forse in maniera leggera, sono giustamente raccontati in una storia che ha come principale obiettivo quello di raccontare un pezzo di storia dell'arte italiana.