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lunedì 29 aprile 2019

Astronave mercenaria

La fortuna di Mike Resnick risiede nell'ideazione di un intero e complesso universo narrativo noto come Birthright. Fondamentalmente Resnick narra il futuro della Via Lattea attraverso varie epoche che vanno dalla Repubblica alla Democrazia, passando poi per l'Oligarchia, la Monarchia e l'Anarchia. Questo complesso universo narrativo, sviluppato tra romanzi e racconti, è in continua evoluzione ed è stato parzialmente pubblicato su Urania, permettendomi di incontrarlo nel terzo dei cinque romanzi della serie Starship.
Protagonisti di questi romanzi (di cui spero di recuperare in qualche modo il resto) sono un gruppo di ex-militari sotto la guida di Wilson Cole che, ribellatisi a un ordine superiore non gradito, si ammutinano e diventano dei reietti per la Repubblica. In Astronave mercenaria troviamo il gruppo vagare per la parte periferica della galassia alla ricerca di ingaggi più o meno vantaggiosi che riescono a portare a termine grazie alle abilità tattiche e strategiche di Cole e alle competenze dei suoi sottoposti.
Resnick, con grande abilità, riesce a mescolare ironia ed epica spaziale in puro stile Star Wars grazie a descrizioni vivide e ad atmosfere che richiamano la nota saga cinematografica, ma anche il fumetto francese Valerian e Laureline. Grazie allo stile asciutto e diretto e a un ritmo incalzante, la lettura di Astronave mercenaria risulta veloce e appassionante, mentre i personaggi sono vividi e realistici grazie a caratterizzazioni forti e precise, spesso lasciate alle risposte e alle azioni più che all'approfondimento psicologico. Un ottimo esempio di buona fantascienza.

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