Stomachion

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sabato 14 giugno 2025

Grandi Autori: Floyd Gottfredson

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Con il numero di Grandi autori, il settimo di questa serie (il 107.mo di Speciale Disney), il fumettista su cui si pone l'attenzione è quello che viene considerato il terzo papà di Topolino: Floyd Gottfredson.
Il volume, a cura di Gaja Arrighini per i testi di Alberto Brambilla, presenta un'interessante selezione di storie che spaziano lungo tutta la carriera del fumettista, interessante soprattutto perché, a parte la quasi ovvia Topolino in guerra con il Gatto Nip (così tante volte ritampata che non l'ho nemmeno riletta), presenta storie in qualche modo minori, come Topolino e Orazio nel castello incantato, che devo confessare non aver mai letto nonostante abbia tutta la serie de Gli anni d'oro di Topolino (gli ultimi volumi li ho acquistati senza leggerli...), Topolino contro il mostro bianco e soprattutto quel capolavoro hitchcockiano che è Topolino contro Topolino. Tra l'altro, a parte quest'ultima storia che fa parte del periodo di collaborazione con Bill Walsh, le altre sono tutte a partire da un soggetto dello stesso Gottfredson sviluppato ora da Webb Smith per Il castello incantato, che riprende in parte il corto Lo scienziato pazzo, cui sempre Smith stava collaborando in quel periodo, ora da Merril De Maris per Il mostro bianco.

giovedì 22 settembre 2022

Le follie di Eta Beta

Il personaggio di Era Beta sta per compiere 75 anni. Il 26 settembre, per la precisione. Quel giorno uscirà anche la ristampa, aggiornata, de Le follie di Eta Beta, volume Oscar Mondadori che proponeva ai lettori italiani nel formato tascabile di Topolino le prime avventure dell'Uomo del domani disneyano. A questo punto, visto che il 26 lo dedicherò a un argomento scientificamente più d'attualità, ho pensato bene di far uscire oggi un secondo unboxing, in effetti quello che avevo previsto di far uscire la scorsa settimana, ovvero quello proprio del volume mondadoriano che, questa estate, sono riuscito ad accaparrarmi nel classico banchetto di libri usati!
Buona visione e buon compleanno a Eta Beta!

venerdì 27 maggio 2022

I pensieri di Pippo

Pippo non è uno sciocco, né è il sempliciotto che certi suoi scollamenti dalla realtà potrebbero far credere. Piuttosto è un precursore di quel modo d'approcciarla chiamato "pensiero laterale".
(...)
Pippo è ingenuo, ma fino a un certo punto. Le sue categorie sono chiare, non confonde giusto e sbagliato, però non giudica finché non può farlo con certezza.
- dalla prefazione di Alessandro Sisti alla nuova edizione Panini Comics de I pensieri di Pippo

venerdì 15 gennaio 2016

Un sudario non ha tasche

Lo scambio di battute che state per leggere tra il protagonista, il giornalista Mike Dolan, e una delle sue amanti, April, autodefinitasi una ninfomane e in procinto di sposarsi, è a mio giudizio indicativo non solo dello stile tenuto da Horace McCoy nel romanzo, ma anche della sua rara capacità sia di descrivere la società statunitense, sia di trarre le debite conclusioni sulle possibili scelte future del suo paese:
"Be', tu stai per sposare quel bel ragazzo di Yale, stai per sistemarti e mettere su famiglia. E poi, quando avrai un bel paio di pargoletti, scoppierà la guerra, e i tuoi due bei pargoletti saranno spazzati via dai gas nemici o dalle bombe o da qualcosa del genere. E io sarò all'estero, su qualche campo di battaglia, in questa identica posizione, solo che avrò lo stomaco aperto da una granata e gli avvoltoi staranno già banchettando con le mie budella."
"Lo pensi davvero?"
"Altro che. Ci stiamo preparando. Un branco di stupidi figli di puttana sta facendo di tutto per accelerare la cosa. Ha cominciato Mussolini, e poi è venuto Hitler. Mussolini ha detto agli inglesi di baciargli il culo, e loro ci hanno pure preso gusto. La Lega delle Nazioni fa schifo. E il Giappone si è piazzato dietro l'angolo con un manganello in mano."
"Secondo me non andremo in guerra, noi. La gente è contraria."
"Perché non ci siamo ancora entrati. Vedrai come diventano isterici, tutti quanti, appena sentono l'inno nazionale e vedono le bandiere al vento."
Non dimentichiamo, infatti, che Un sudario non ha tasche è stato scritto nel 1936 e pubblicato in Gran Bretagna nel 1937, circa un paio di anni prima della seconda guerra mondiale. Non è solo questo aspetto a rendere il romanzo una lettura più che consigliata, o lo stile veloce e diretto di McCoy, ma soprattutto il coraggio dello scrittore di denunciare ciò che non va nella società statunitense: corruzione, criminalità, razzismo sono i temi trattati nel romanzo dove spicca indubbiamente la figura di Dolan, giornalista mai domo, quasi una sorta di Peppino Impastato, ma senza l'atteggiamento da giullare.

domenica 14 settembre 2014

Appendice: Atom, Topolino, Flash Gordon e il fico strangolatore

Queste poche righe sarebbero dovute comparire nel post dedicato a L'armata Hot Dog, ma la memoria, fino a settimana scorsa, ha difettato. Poi, grazie allo stimolo del volume Le follie di Eta Beta, ecco che la memoria ritorna.
Iniziamo con la scena dalla storia lunare in cui Atom si trova invischiato tra i tentacoli guardiani lasciati dal perduto popolo dei lunatici:
La drammatica scena ricorda e non poco una analogamente drammatica scena disegnata da Floyd Gottfredson ne La spia poeta in cui Topolino si trova catturato dai voraci rami di un albero strangolatore, lì legato dal sosia di Oscar Wilde:
A sua volta questa scena è (probabilmente) ispirata a un'altra drammatica scena viasualizzata da Alex Raymond nel gennaio del 1937 sulle strisce di Flash Gordon, in cui l'eroe titolare della serie viene messo in difficoltà da una pianta assassina dotata di liane mobili come i bracci di una piovra:
E', dunque, un incastro di ispirazioni: se non è da escludere la possibilità che Osamu Tezuka conosca Flash Gordon, è forse più probabile che la fonte d'ispirazione principale sia proprio il Topolino di Gottfredson e la sua Spia poeta.
Ultima osservazione: un albero strangolatore esiste realmente in natura, ma è parassitario non degli animali ma di altri alberi. Il fico strangolatore, o Ficus watkinsiana, deriva il suo nome comune dal fatto che
(...) cresce lentamente attorno agli altri alberi e si avviluppa attorno ad essi con le radici, che raggiungono il suolo e arrivano anche al punto di soffocare la pianta ospite privandola della luce e delle sostanze di nutrimento.

lunedì 2 giugno 2014

Di come Topolino divenne ammazzasette

In Topolino e il sarto ammazzasette, recentemente ristampata sui Grandi Classici n.331, il nostro eroe interpreta un sarto che, a un certo punto, uccide con un colpo solo ben tre mosche:
Come da miglior commedia degli equivoci, ciò lo porterà alla corte del re, a raccontare così la sua eroica impresa:
Erano sette ed io ero solo in bottega. Alzai lo sguardo, e un brivido mi scosse tutto...
Mi piombavano da tutte le direzioni... da destra... da sinistra... da sinistra... sa destra...
Allora mi scagliai contro di loro... Una volta... due volte... tre volte...
Erano tanto in alto che non riuscivo a colpirli.
Allora io...
Questo epico racconto ha valso a Topolino il grande onore di andare a caccia del gigante che infestava le contrade del suo re: