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domenica 31 agosto 2025

Topolino #3640: Cento anni di Camilleri

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Il 6 settembre del 2025 ricorrono i cento anni di Andrea Camilleri, scomparso il 17 luglio del 2019. Topolino, per celebrare l'arte dello scrittore e regista teatrale e televisivo, ha confenzionato un'apertura di numero decisamente di grande livello e che, forse, avrebbe meritato una copertina ad hoc invece del semplice cerchietto con Topalbano al centro.
E', infatti, tornata la versione disneyana del famoso commissario Salvo Montalbano, la creazione più nota di Camilleri, con La voce del mandorlo di Francesco Artibani affiancato anche in questa occasione da un ottimo Giampaolo Soldati.

lunedì 23 settembre 2024

Vite di scienza #12: Jerry Siegel

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Tecnicamente Jerry Siegel non è uno scienziato, ma volevo da tempo dedicare una puntata di Ritratti. Vite di scienza a un personaggio che, sebbene non direttamente collegato con la scienza, ne è stato in qualche modo ispirato, proprio come l'aneddoto astronomico che è alla base delle origini di Superman. L'episodio, quindi, è diventato una specie di crossover con La scienza con i supereroi, di cui spero sia una specie di prologo ai prossimi video in arrivo (uno non sarà sul mio canale: iscrivetevi alla newsletter per sapere qualcosa di più!).
Piccola nota: mentre montavo il video ho scoperto alcune inesattezze in un paio di articoli che ho dedicato a Siegel e che hanno fatto da fonte per il video. Le parti incriminate le ho, ovviamente, eliminate dal video stesso, però conto di dedicare alla faccenda un post aggiuntivo nel prossimo futuro.
Per ora vi lascio alla nuova puntata di Ritratti:

sabato 15 giugno 2024

Paperino #528: Edizione variant

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Negli ultimi anni le edizioni variant dei fumetti, a parte rare eccezioni, hanno sempre avuto come principale differenza la cover, ma tra quelle rare eccezioni citate poc'anzi è rientrato anche Paperino #528, il numero della testata che festeggia ufficialmente i 90 anni del personaggio.
In effetti i festeggiamenti sul mensile dedicato a Paperino erano iniziati già con il #525 grazie al primo episodio della serie That's your life, Donald! (le cui origini fumettistiche le ho approfondite nell'introduzione del #527), che su questo numero giugne al 4.o episodio, Che ci vuole? scritta sempre da Alberto Savini per i disegni di Libero Ermetti. La serie, che ha come filo conduttore la presenza di un genio dello smartphone che esaudisce un desiderio al giorno, ha come scopo principale quello di approfondire un aspetto del carattere di Paperino. In questo caso è la sua voglia di fare, o per meglio dire di strafare a essere esaminata sotto le lenti di ingrandimento del buon Savini.

sabato 30 settembre 2023

Collezione Disney #11: PaperFantasy, il fantastico disneyano

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Dopo una liunga attesa riprende la serie Collezione Disney e, come avevo promesso alla fine del video dedicato a Zio Paperone, ecco la puntata dedicata a Paper Fantasy, rivista molto particolare perché, oltre al sommario ricco di storie sia di genere fantascientifico sia di genere fantasy, presentava anche alcuni interessanti articoli scientifici che trovavo particolarmente stimolanti. Inoltre è proprio grazie a questa rivista che ho potuto leggere le storie disneyane di Jerry Siegel o alcuni dei grandi capolavori di Luciano Bottaro.
Il prossimo episodio, che ho imparato dagli ultimi ritardi a non datare e che spero uscirà nel corso di ottobre, sarà dedicato a una rivista tutta da ridere! E ora, il video:

venerdì 15 gennaio 2016

Un sudario non ha tasche

Lo scambio di battute che state per leggere tra il protagonista, il giornalista Mike Dolan, e una delle sue amanti, April, autodefinitasi una ninfomane e in procinto di sposarsi, è a mio giudizio indicativo non solo dello stile tenuto da Horace McCoy nel romanzo, ma anche della sua rara capacità sia di descrivere la società statunitense, sia di trarre le debite conclusioni sulle possibili scelte future del suo paese:
"Be', tu stai per sposare quel bel ragazzo di Yale, stai per sistemarti e mettere su famiglia. E poi, quando avrai un bel paio di pargoletti, scoppierà la guerra, e i tuoi due bei pargoletti saranno spazzati via dai gas nemici o dalle bombe o da qualcosa del genere. E io sarò all'estero, su qualche campo di battaglia, in questa identica posizione, solo che avrò lo stomaco aperto da una granata e gli avvoltoi staranno già banchettando con le mie budella."
"Lo pensi davvero?"
"Altro che. Ci stiamo preparando. Un branco di stupidi figli di puttana sta facendo di tutto per accelerare la cosa. Ha cominciato Mussolini, e poi è venuto Hitler. Mussolini ha detto agli inglesi di baciargli il culo, e loro ci hanno pure preso gusto. La Lega delle Nazioni fa schifo. E il Giappone si è piazzato dietro l'angolo con un manganello in mano."
"Secondo me non andremo in guerra, noi. La gente è contraria."
"Perché non ci siamo ancora entrati. Vedrai come diventano isterici, tutti quanti, appena sentono l'inno nazionale e vedono le bandiere al vento."
Non dimentichiamo, infatti, che Un sudario non ha tasche è stato scritto nel 1936 e pubblicato in Gran Bretagna nel 1937, circa un paio di anni prima della seconda guerra mondiale. Non è solo questo aspetto a rendere il romanzo una lettura più che consigliata, o lo stile veloce e diretto di McCoy, ma soprattutto il coraggio dello scrittore di denunciare ciò che non va nella società statunitense: corruzione, criminalità, razzismo sono i temi trattati nel romanzo dove spicca indubbiamente la figura di Dolan, giornalista mai domo, quasi una sorta di Peppino Impastato, ma senza l'atteggiamento da giullare.

sabato 21 dicembre 2013

Ritratti: Jerry Siegel

Su LSB è iniziato da un po' uno speciale dedicato ai 75 anni di Superman. Per l'occasione ho aggiornato un articolo scritto alcuni anni fa e dedicato all'attività disneyana di Jerry Siegel, co-creatore di Superman. Mentre l'articolo aggiornato potete leggerlo su LSB, qui vi propongo la versione originale, con aggiornati solo i titoli e la sezione dedicata a Superman. Buona lettura:
Jerry Siegel
Prima ancora di conoscere Isaac Asimov come autore di fantascienza, conobbi lo scrittore statunitense come scienziato e divulgatore: i suoi saggi, chiari e semplici, sono stati, dopo alcuni racconti sui Vedovi Neri, la mia prima vera lettura asimoviana. Potrà, magari, sembrare strano ai più, ma una cosa del genere è accaduta anche con Jerry Siegel.
Del co-creatore di Superman le prime storie che lessi furono le ristampe delle sue avventure disneyane realizzate per Topolino: belle, divertenti, malinconiche, inquietanti, erano spesso le mie preferite nel numero di Paperino o dei Grandi Classici che mi trovavo a comprare più o meno ogni mese. Fu poi una sorpresa scoprire che un autore disneyano aveva ideato il supereroe per eccellenza, quel Superman campione della giustizia e della verita'. E se Superman oggi continua a piacermi non è solo per le belle storie, ma anche perché uno dei suoi padri è un Disney... italiano!
La creazione di Superman
Jerry Siegel nasce a Cleveland il 17 ottobre del 1914, anno tristemente memorabile per lo scoppio della 1.a Guerra Mondiale. Da sempre appassionato di fantascienza, trova in Joe Shuster, giovane disegnatore canadese conosciuto nel 1930 alla Glenville High School, un ottimo amico ed un fedele collaboratore. Siegel aveva l’anno prima iniziato a pubblicare i suoi racconti di fantascienza in una fanzine tutta sua, Cosmic Stories, una delle prime della storia.
Con Shuster inizia sin da subito una collaborazione: sarà infatti il canadese a illustrare la nuova fanzine, Science Fiction, che inizieranno a realizzare a partire dall'ottobre del 1932. E' sulle pagine di quest'ultima che verrà pubblicato, nel terzo numero del gennaio 1933, The Reign of Super-Man(1), un racconto di fantascienza su uno scienziato che acquisisce dei poteri mentali illimitati che utilizza per cercare di ottenere il controllo del pianeta(2).
Da appassionato di fantascienza, ero a conoscenza dei vari temi del genere. Il tema del superuomo era stato uno di questi a partire da Sansone ed Ercole; così mi sedetti e scrissi una storia di quel tipo, solo che in questa storia, il Superman era un cattivo.
(Jerry Siegel)
A partire da questo spunto, decisamente malvagio, Siegel e Shuster svilupperanno il personaggio di Superman, che ben presto si trasforma in eroe pronto a combattere per la giustizia:
Un paio di mesi dopo la pubblicazione di questa storia, mi venne in mente che un Superman eroe piuttosto che malvagio poteva diventare un personaggio di una grande 'comic strip' sulla scia di Tarzan, solo più super e sensazionale di quel grande personaggio.
(Jerry Siegel)
I due, quindi, si misero al lavoro: erano gli inizi del 1933 e questo secondo Superman, pur se eroico, non indossava ancora un costume:
Indossava semplicemente una T-shirt e dei pantaloni; era più simile a Slam Bradley che a qualunque altra cosa: giusto un uomo d'azione. Ma lo chiamammo The Superman. Era la seconda volta che utilizzavamo il nome, ma la prima per un personaggio del bene.
(Jerry Siegel)
Dopo una successiva rielaborazione di questa materia di base, i due autori iniziano finalmente a proporre le loro strisce(3) (parte delle quali verranno pubblicate sui quotidiani dopo il successo del personaggio sui comic book) a vari editori, fino a che nel 1938 non è la allora National, oggi DC Comics, a dare fiducia al personaggio, che sarà l'apripista di un nuovo antologico: Action Comics #1 del giugno 1938.
Le avventure di questo primo Superman, lette oggi, appaiono ingenue e sintetiche: in poche vignette gli autori concentravano molti avvenimenti, e per necessità propendevano per una visione chiara e semplice del mondo. Da un lato i buoni, rappresentati dagli eroi statunitensi, dall'altra i cattivi, nelle prime storie soprattutto nazisti, ma anche criminali letali, scienziati pazzi ed altri nemici più o meno assurdi (almeno agli occhi del lettore moderno). In tutto questo Superman si dimostrava l’eroe senza macchia e senza paura dei poemi cavallereschi, sempre pronto a riparare le ingiustizie, ad aiutare il governo e salvare la classica donzella in pericolo, generalmente la giornalista ficcanaso Lois Lane. E' interessante notare come, nonostante il periodo, Siegel caratterizzò Lois, che può essere vista come una evoluzione dei personaggi femminili che costellavano i fumetti non-Superman della coppia(4), con un carattere forte e deciso che nella sua mente mise sin da subito in competizione Superman, l'inarrivabile eroe senza macchia e senza paura, con Clark Kent, collega di Lois senza troppe attrattive.
D'altra parte la caratterizzazione di Superman come eroe infallibile (o quasi) sembrerebbe una diretta conseguenza di quanto accaduto alla famiglia Siegel nella notte del 2 giugno del 1932(5): a causa di una rapina al suo negozio il padre Mitchell muore per un attacco di cuore. Sia per Brad Meltzer, sia per Gerard Jones, con quest'ultimo ad aver scoperto e rivelato sul libro Men of Tomorrow nel 2004 il lutto nella famiglia Siegel, questo evento traumatico, che fa dello scrittore un testimone diretto dei problemi criminali dell'epoca, ha in qualche modo influenzato la caratterizzazione finale del personaggio, quasi un modo personale per esorcizzare il lutto familiare avvicinandosi agli ideali di giustizia che Superman ha rappresentato in questi 75 anni di pubblicazioni.

sabato 15 ottobre 2011

La distanza della Luna

Una delle scene più impressionanti de La scorribanda nei secoli di Jerry Siegel e Romano Scarpa era la scena della caduta della Luna sulla superficie della Terra. Peperone e Archimede, infatti, si ritrovavano in una situazione non proprio simpatica, schiacciati tra l'attrazione verso il basso della Terra e quella verso l'alto della Luna.
In una situazione del genere non è difficile immaginare che ci siano alcuni oggetti più leggeri (e poi via via quelli più pesanti) che si allontanano dalla superficie terrestre verso quella lunare. Qualcosa del genere, ad esempio, accade nel primo volume di Trolls di Troy di Arleston e Mourier, in cui una congiunzione astrale particolare genera una forza gravitazionale esterna opposta a quella del pianeta di Troy, generando situazioni comiche come i personaggi che nuotano in aria, attraversando magari bolle di acqua marina sospese, con tanto di pesci all'interno.
Su un satellite posto a un tiro di schioppo, però, si può anche andare grazie all'uso di una corda opportunamente lunga, come i paperi di Barks ne L'isola del cielo, come ho scritto velocemente ne Il più grande esperto di alieni sulla Terra. E d'altra parte...
Una volta, secondo Sir George H. Darwin, la Luna era molto vicina alla Terra. Furono le maree che a poco a poco la spinsero lontano: le maree che lei Luna provoca nelle acque terrestri e in cui la Terra perde letteralmente energia.
A quel tempo, quando la Luna rasentava la superficie della Terra, c'erano degli intrepidi personaggi, come ad esempio tale Qfwfq (dal nome gustosamente palindromo), un tipo che ha assistito ad eventi di incredibile portata, come ad esempio la nascita del Sistema Solare o ancor prima della Via Lattea, senza contare tutte le evoluzioni che ha subito, che viaggiavano su piccole barchette in gruppi di 3 o 4 persone sulla superficie del mare per avvicinarsi alla Luna e con un salto ben congegnato arrivare sulla sua superficie.
Sulla barca erano necessarie così tante persone perché qualcuno doveva restare giù e reggere una scala a pioli per la salita, mentre un altro restava ai remi per governare la barca e mantenerla nella posizione corretta. Per salire sulla Luna era necessario, quindi, arrivare fino all'ultimo piolo e tendere le braccia verso l'alto per trovare un appiglio sulla superficie lunare. Una volta aggrappato, Qfwfq racconta che:

lunedì 13 settembre 2010

Siegel, Shuster e un altro saluto!

Giusto all'inizio di settembre Luca Boschi propone una bella storia su una casa in quel di Cleveland, in Ohio, legata al duo Siegel e Shuster, i creatori di Superman.
Nell'ultimo periodo della sua carriera, dopo che i problemi legali di Siegel con la DC Comics lo avevano provato anche psicologicamente, accettò l'offerta di Mario Gentilini di scrivere storie per il Topolino italiano. Siegel, che aveva scritto un paio di storie sulle Giovani Marmotte per la Western, l'editore disneyano d'oltreoceano, accettò, e non fu un caso se buona parte delle sue storie furono di impianto ecologico e videro proprio le GM come protagoniste.
Su Siegel non mi dilungo più di tanto, però, rimandandovi a quanto avevo scritto a suo tempo per Lo Spazio Bianco.

Il saluto, invece, va a Luca Boschi stesso, che ha segnalato il post in cui riprendevo un video e un suo articolo su Astarte di Pazienza: per non so quale motivo, non riesco a commentare sul suo blog e quindi ho pensato di scrivere un post per l'occasione, nella speranza che gli capiti di leggerlo!