Hamilton Luske, dopo aver realizzato la versione animata
disneyana di
Alice nel Paese delle Meraviglie, distribuita nel 1951, realizzerà alcuni anni più tardi
Paperino nel Mondo della Matematigica, distribuito nel 1959, dove evidentemente
farà confluire alcune scene che non aveva inserito nel lungometraggio tratto dai romanzi di
Lewis Carroll, come per esempio la partita sulla scacchiera con Paperino vestito come l'Alice del film.
Come usuale per i fumetti
disneyani, nello stesso anno del
Mondo della Matemagica venne realizzato un fumetto tratto o ispirato al corto in uscita nelle sale: la storia, affidata a
Don Christensen per i disegni di
Tony Strobl, arrivò in Italia nel 1960 su
Topolino n.233 con il titolo di
Paperino nel regno della matematica e presenta alcune differenze anche sostanziali rispetto al corto di Luske, partendo proprio dall'
incipit: mentre nel corto, infatti, Paperino in tenuta da cacciatore si ritrova all'improvviso nella pianura delle
radici quadrate, la storia di Christensen e Strobl inizia con i soliti problemi di debiti del nostro eroe con lo zio Paperone (c'è da osservare che questi problemi, spesso utilizzati dagli autori italiani, sono stati introdotti non già da Barks, quanto dagli altri autori
disneyani).
E', dunque, con il desiderio di non venire più
imbrogliato dallo zio che conosce la matematica meglio del nipote, che Paperino decide di mettersi a studiare e provare a far di conto. Lavora e lavora, giunge la notte, i nipotini dormono e Paperino, stanco e stravolto, esclama:
Come vorrei che la matematica non fosse mai stata inventata!
Ed ecco che, annunciato da un tuono potente, gli appare l'imponente
Spirito della Matematica, in luogo dello
Spirito dell'Avventura dell'edizione italiana del corto.