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domenica 3 marzo 2019

Topolino #3301: Alla ricerca di un titolo che non ho

Un numeto tutto sommato non male che si chiude con una rara ristampa, quella di Bianco papero, storia d'esordio del Papersera, che serve per lanciare l'albo con le ristampe delle avventure della serie. Ovviamente concluderò questa recensione proprio con Bianco papero, ma aprirei senza indugi con l'ultimo episodio de Il conte di Anatrham.
Raccoglier barbabietole in Gran Bretagna
L'ottima saga in costume ideata da Marco Bosco si conclude un po' in maniera scontata, un po' con una piccola sorpresa, assolutamente improponibile con i personaggi disneyani nel loro ambiente "naturale". Anche questo episodio, che porta a conclusione tutte le sottotrame sviluppate dallo sceneggiatore, si snoda con il solito buon ritmo di ciascuna delle quattro puntate precedenti grazie anche all'ottima capacità di interpretazione di Nico Picone, che, come forse avevo già scritto per uno degli episodi precedenti, forse in un paio di vignette eccede troppo con le ombre, ma nel complesso risulta particolarmente efficace in quella che può essere considerata come la sua prima, grande prova da disegnatore disneyano.
Se dal punto di vista dei personaggi c'è ben poco da segnalare rispetto a quanto scritto nei numeri scorsi, la storia presenta gli ultimi spunti di approfondimento, in particolare la raccoglibietole meccanica semovente, che permette a Paperon Pound di risolvere la vertenza sindacale con gli agricoltori di barbabietole da zucchero del circondario. La macchina, costruita da Archie Meed, è di un lustro o poco più in anticipo, visto che la prima raccoglibietola sembra risalga al 1913, anno in cui l'azienda statunitense The Great Western Sugar Company indisse un bando per la progettazione di una raccoglibietola di successo(1). Le barbabietole da zucchero, infatti, fino all'inizio del XX secolo si dovevano raccogliere a mano, nonostante le prime macchine agricole propriamente dette erano in circolazione sin dalla fine del XIX secolo, ovviamente mosse dalla forza del vapore.
Carnevale!
La storia d'apertura del numero è dedicata, come d'uopo visto il periodo, al carnevale. Ai testi l'esperto Sisto Nigro affiancato da Alessandro Perina, che realizza anche la copertina del numero. Già detto in altre occasioni delle, almeno per me, non gradevoli copertine del disegnatore, in questo caso il buon Perina realizza una copertina tutto sommato non male, quasi all'altezza dei suoi standard come disegnatore. La storia di Nigro, tornando a La mala... parata, gioco di parole comprensibile sin dall'inizio per i lettori di una certa età, ma poi spiegato nelle fasi finali della storia, è di impianto classico con il più che normale difetto di molte storie disneyane: non si sa perché o percome ma un'intera città si interrompe, non lavora più da mattina a sera per preparare in maniera amatoriale se non dilettantesca la propria partecipazione a un mega evento come la parata carnevalesca! Sorvolto su questo dettaglio la storia, però, risulta gradevole, divertente e scorrevole: una buona apertura di numero, perfetta per festeggiare le maschere carnevalesche.
Arriva il Papersera
Era il gennaio del 1970 quando su Topolino #736 veniva pubblicata per la prima volta Zio Paperone bianco papero. Scritta da Dick Kinney per i disegni di Tony Strobl, segna l'esordio del Papersera in un storia di produzione disneyana per il mercato estero.
Kinney, che aveva creato Paperoga 6 anni prima insieme con Al Hubbard, propone la solita gag story con Paperino che si lascia travolgere dall'incontenbile verve di Paperoga senza riuscire a trovargli un'argine. La situazione viene in qualche modo complicata dal solito Paperone che vuole intraprendere al risparmio l'ennesima operazione commerciale, come la fondazione e la gestione di un quotidiano. Attrezzature e vestiti a carico dei dipendenti, salvo una piccola percentuale di partecipazione, nello specifico la spesa della pellicola, ovviamente con tutti i costi da detrarre dallo stipendio destinato a Paperino e Paperoga.
In qualche modo una storia divertente, sebbene non come ai livelli del miglior Kinney, che si pone come l'origine della caratterizzazione tipica di Paperone, come personaggio che intraprende imprese gigantesche andando al massimo risparmio, molto divertenti se brevi come Bianco papero, altrimenti tendenzialmente pessime quando si dilungano per più di 10-15 pagine. Ad ogni modo la ristampa di questa storia ha creato la giusta curiosità nei confronti della serie di volumi dedicati al Papersera che dovrebbero esordire in occasione di Cartoomics, settimana prossima.
  1. Austin A. Armer (1965). Historical highlights in sugar beet harvest mechanization. Journal Of Sugar Beet Research Archives (pdf

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