E' da alcuni numeri che sembra che su
Topolino ci sia un ritorno alle origini, ovvero a storie che si rifanno ai grandi autori del passato.
Iniziamo con il numero
2501: ben due storie da segnalare:
Topolino e gli imprevisti di Halloween, di
Carlo Panaro e
Alessandro Perina, in cui i due autori ci regalano un inseguimento a
Gambadilegno nella più bella tradizione di
Walsh-Gottfredson;
Topolino e il vortice di luce, sempre di Panaro questa volta con
Alessandro Pastrovicchio, in cui
Macchia Nera ipnotizza Topolino, come ne
Il doppio segreto di Macchia Nera di
Guido Martina e
Romano Scarpa, per i suoi loschi fini.
Sul numero
2502 abbiamo
Topolino e il furto della perla rossa, di
Alberto Savini e
Andrea Ferraris, in cui ritroviamo nella stessa storia Macchia Nera con
Eta Beta e
Flip: una delle vignette della storia riprende una delle vignette di Gottfredson tratta dal loro primo incontro.
Sul numero
2506 esordisce un nuovo e incredibile sceneggiatore, tal
Casty, che sembra ispirarsi principalmente al già citato duo Bill Walsh-Floyd Gottfredson. Su disegni di
Massimo De Vita viene pubblicata
Topolino e le bizzarrie di Neoville e la fantastica
Topolino e la macchina dell'oblio, sul numero
2506. Sul
2507, su disegni di
Giorgio Cavazzano, viene poi pubblicata l'avventurosa
Topolino e la spedizione perduta. Le prime due riprendono il Topolino detective, mentre l'ultima quello avventuroso apparso sui quotidiani grazie all'opera del mai abbastanza citato Floyd Gottfredson.
Da notare, infine, che il Cavazzano de
La spedizione perduta è efficacemente aderente alla lezione grafica del maestro dell'Utah.