
Devo dire che Pezzali non è esattamente il mio artista preferito, anche se ho ascoltato molte delle sue canzoni, soprattutto del periodo 883, cosa che mi ha permesso di cogliere una parte non trascura483bile delle citazioni proposte dagli autori. Nell'intervista, però, ha detto una cosa piuttosto interessante, con la quale sono d'accordo:
(...) penso che le mie canzoni resistano al passare del tempo proprio perché immediate e universalmente comprensibili.L'altra cosa interessante detta da Pezzali è in qualche modo legata alla storia d'apertura:
Tito e io ci conosciamo veramente da tempi non sospetti, accomunati dalla passione per i fumetti e per la musica e dal bisogno di trovare uno spazio in cui suonare! A un certo punto condividemmo un'improbabile sala prove in un edificio di proprietà di un comune sperduto della bassa pavese... E non andò benissimo!Mette al posto di Faraci Paperino e al posto di Pezzali la sua versione disneyzzata di Max Papezzali, aggiungete Paperoga alle batterie e avete la storia d'apertura, più nostalgica che divertente, in effetti, ma proprio per questa bella ed emozionante. Ottima quindi la scelta di Faraci di raccontare Pezzali con un episodio che li accomuna, rendendo così l'omaggio ancora più profondo oltre quello che potrebbero aver fatto gli altri autori nel resto del numero.
Essere antiquati on the road
A distanza di anni, nonostante sia ancora oggi un fan di Spider-Man, la mia canzone preferita di Pezzali non è Hanno ucciso l'Uomo Ragno, ma Come mai, motivo per cui ho dato al titolo della seconda storia, scritta da Marco Nucci per i disegni di Davide Cesarello, l'onore del titolo generale di questa recensione.Tra l'altro è anche in questa storia che si sente maggiormente la mano di Pezzali come direttore, visto che la storia è il coast to coast di Topolino a bordo di una vecchia motocicletta dalla costa atlantica verso il Calisora e Topolinia. Un tema che in effetti era presente nel video ufficiale di Come mai, che trovate embeddato qui sotto.
Ovviamente la considero la storia migliore del numero, ma questo, viste le premesse, non penso che dovrebbe stupirvi, quindi prendete questo parere con le classiche molle!
Di calcio e altri eroi
Le citazioni alle canzoni di Pezzali continuano con La squadra che vince sempre di Roberto Gagnor, la sua penultima storia per Topolino (forse scriverò due righe a parte sulla faccenda) per i disegni di Luca Usai. Storia a tema calcistico che scava nel passato di Manetta, personaggio che sta ricevendo, un po' a singhiozzo, una rivalutazione progressiva e che è secondo me una delle migliori mai scritte da Gagnor.Quindi due storie a tema supereroico, Il paperotto che leggeva Rider Duck di Francesco Pelosi e Giampaolo Soldati che racconta della passione di Paperino (e anche di Pezzali) per questo particolare genere fumettistico, e La lunga giornata dell'eroe ancora una volta scritta da Nucci, questa volta con Andrea Malgeri ai disegni.
In questo caso Nucci racconta una giornata nella vita di Paperino ma dal punto di vista di Paperinik! Tra l'altro con questa storia si anticipa, seppur di una settimana, il compleanno di Paperino.
E infine si chiude con una reinterpretazione un po' alla Happy days di come Paperino e Paperina si sono incontrati con Vecchia storia, stessi amici, chiudendo così il ciclo di un immaginario, quello poo statunitense, che Pezzali ha raccontato nelle sue canzoni da giovane e per i giovani che vedevano in quella cultura d'oltreoceano così affascinante e lontana, ma calando il tutto nelle problematiche e nei temi dell'Italia dell'epoca.
Non posso, infine, non citare anche le quattro autoconclusive di Claudio Sciarrone che riprendono molte citazioni pezzaliane prendendo spunto da un altro suo caposaldo come Nord Sud Ovest Est.
Nel complesso un numero nostalgico, ben congegnato, ma che un po' sconfessa l'idea cui a volte la redazione si appiglia: che Topolino sia prima di tutto una rivista rivolta ai bambini. E questo numero non lo è per nulla.
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