Stomachion

martedì 23 giugno 2026

Ombre di sogni di stelle

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Devo essere onesto: il titolo del romanzo non mi aveva attirato tanto, ma per fortuna ho dato un'occhiata alla quarta di copertina. E il mio occhio è caduto su uno dei protagonisti del romanzo: Alan Turing. Certo, non quello vero, ma un suo clone del 2236, ma questo comunque basta per spingermi ad acquistare il libro di Antonella Mecenero. La scrittrice, molto attiva in particolare nel genere giallo, utilizza Turing per proporre una riflessione sull'intelligenza artificiale in particolare, tema piuttosto di attualità, ma anche su altri temi non meno importanti, come lo sfruttamento di altri esseri viventi.
D'altra partre la clonazione umana in questo lonatno futuro è illegale, così come la costruzione di intelligenze artificiali. E' concesso, ad alcuni laboratori di clonazione, lo sviluppo, per chi se lo può permettere, di parti di ricambio del corpo, così come l'uso di robot dedicati a compiti specifici.
Questo intreccio di divieti crea, dunque, un legame tra il clone di Alan Turing, risvegliatosi dopo una sera di primavera del 1952, prima di affrontare il famoso processo in cui verrà riconosciuto colpevole di omosessualità (per farla breve) e il robot Hal, ovvero un'avanzata intelligenza artificiale del futuro, che ha deciso di utilizzare un clone del grande matematico britannico per risolvere un problema strettamente correlato alle specificità delle I.A. del XXIII secolo.
La storia, però, si arricchisce di un elemento in qualche modo imprevisto e imprevedibile: il clone di Marilyn Monroe. Turing, infatti, chiede di svegliare anche un suo clone (ha letto da qualche parte che è considerata una delle donne più intelligenti del mondo) come sua assistente. L'interazione tra Alan e Marylin permette alla scrittrice di approfondire molti aspetti intimi di questi due personaggi, apparentemente così differenti uno dall'altro, il tutto confezionato in una narrazione veloce che alterna l'ambientazione del futuro con i flashback della vita dei due personaggi storici così come sono stati "vissuti" dai due cloni (espediente che, tra l'altro, consente anche di poter interpretare queste vite reali, senza per questo dover essere meticolosi).
Delle molte riflessioni che la storia induce nel lettore, una in particolare è legata al titolo, che è l'estratto di una delle battute di Alan durante uno dei voli spaziali che portano lui e Marylin verso la Terra. In particolare il clone del matematico paragona i cloni alle ombre di sogni di stelle, riprendendo un'idea di William Shackespeare, ovvero che gli esseri umani altro non sono che sogni di stelle (che poi è sempre meglio, come a volte dico, che pensarci come i resti di stelle morte).

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